Eurocarni nr. 8, 2018

Rubrica: CuriositĂ 

(Articolo di pagina 78)

Antologia del mondo Fassone

La compravendita dei capi di razza Piemontese un tempo era oggetto di una lunga negoziazione, vera e propria liturgia nel gioco delle parti tra chi vendeva e chi comprava. Il dottor Bovetti racconta modi di dire e riti legati a questa pratica antica

L’arrivo del commerciante in cascina per acquistare i capi di bestiame pronti per la vendita, che fossero “mangiarin”, manzette o “bei Fassoni” già finiti, era sempre un momento solenne per la ritualità della trattativa che immancabilmente accompagnava l’intera operazione. Ogni passaggio era infatti sottolineato da un linguaggio fiorito usato dalle controparti per esaltare o denigrare l’animale oggetto della contrattazione. Intorno a questa “liturgia” tipica nel mondo della razza Piemontese, retaggio di generazioni di allevatori che hanno dato lustro alle qualità del Fassone, Bartolomeo Bovetti, direttore della cooperativa Compral Carni, ha messo insieme un florilegio di suggestivi “modi di dire”. Si tratta di locuzioni, battute, definizioni, sottolineature che costituiscono nel loro insieme una piccola e gustosa antologia. Il “gioco delle parti”, in fondo, era anche un “rito”, sia per chi vendeva che per chi comprava. Dava modo infatti, quella lunga e pittoresca negoziazione, di manifestare astuzie e prudenze, con l’uso di innocenti “trucchi” per aumentare una richiesta o per giustificare un’offerta più bassa. A contorno delle parole, c’erano poi i gesti ugualmente rituali che scandivano la giornata. Il commerciante ormai conosceva bene la famiglia e non mancava di presentarsi con un cabaret di paste dolci per imbonirsi la massaia e i cit di casa. E il patriarca della cascina, tra un sopralluogo nella stalla e le prime schermaglie sul prezzo, si sentiva in dovere di stappare una bottiglia “di quello buono”, per favorire il clima del mercanteggiamento. «Alcuni aspetti di quella tradizione sono andati persi perché le vecchie cascine sono diventate fattorie modello, il computer è entrato in azienda e i ragazzi che un tempo erano avviati al pascolo fin da piccoli, oggi studiano e vanno all’università» commenta Bovetti. «Anche la categoria dei commercianti ha cambiato pelle e forma, le tecniche si sono affinate e di conseguenza il linguaggio si è modificato. Ma è pur vero che quel gusto di contrattare è rimasto e i figli e nipoti dei patriarchi di una volta non hanno perso la verve dialettale. Per cui alcuni modi di dire persistono e li sentiamo echeggiare sulle piazze delle fiere e alle mostre della Piemontese».
Ecco un primo elenco tratto da questa antologia del mondo Fassone, un glossario commentato da un esperto di lungo corso qual è il dottor Bovetti, per quarant’anni responsabile dell’associazione allevatori di Cuneo.

 

Glossario Fassone

 

Modi di dire legati alla compravendita

 

Didascalia: uno scorcio di una cascina cuneese a fine Ottocento (da Comizio Agrario di Cuneo 1900, proprietà ARAP-Associazione Regionale Allevatori Piemonte).

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