Eurocarni nr. 1, 2011

Rubrica: Convegni

Articolo di Murzi M.

(Articolo di pagina 76)

A Montecarlo da Giraudi affetti e affari in nome del vitello olandese VanDrie

Non succede spesso che la sede operativa di un grande imprenditore, vasta ed elegante nei suoi vari reparti, si faccia luogo di caloroso incontro tra amici vecchi e nuovi: persone impegnate nel commercio di un prodotto vincente che li lega negli affari ma, ancor più, negli affetti. Opera della fiducia reciproca nelle capacità di ognuno di loro, per le comuni conoscenze nel campo specifico in cui si muovono, per la stima che uno ha dell’altro, un sentimento nato in un lungo o breve scorcio di tempo e che promette continuità nel futuro. Gente serena anche nei momenti difficili: una perseverante laboriosità e una competenza che contenga tutto quello che può occorrere li faranno sempre navigare verso acque tranquille. Questa è l’atmosfera respirata, con gioia, durante la visita mattiniera agli uffici della Giraudi International Sam, dei circa 150 tra imprenditori, grossisti, fornitori della Grande Distribuzione, commercianti, acquirenti e venditori, trasportatori e specialisti nella trasformazione delle carni, i quali avevano con slancio accettato, da ogni parte d’Italia, l’invito di Riccardo Giraudi a ritrovarsi a Monaco il 26 novembre scorso. Presente anche il fondatore Erminio; la visita dava inizio all’evento durato fino a tarda sera. È seguito poi un pranzo al ristorante della Giraudi “Avenue 31”. Qui gli invitati hanno fatto conoscenza, se così si può dire, con il protagonista della giornata: il vitello olandese! La carne, preparata con grande maestria, si scioglieva in bocca come il burro, deliziando i convitati con rari sapori.

Da sinistra 
Henny Swinkels, Erminio Giraudi, Jan Van Drie senior, Teunis Boer, Maarten Boer e Riccardo Giraudi.


Al pomeriggio si è tenuta una conferenza nella sala dell’Hotel Fairmont, dove ha parlato per primo Riccardo Giraudi, il quale ha ringraziato tutti i convenuti e in particolare Jan Van Drie senior, in rappresentanza di tutti i suoi familiari, creatori del maggior gruppo mondiale per la produzione del vitello, il direttore Corporate Affairs del Gruppo, Henny Swinkels, Maarten Boer, che in passato si occupava degli acquisti di bestiame, e il figlio Teunis, direttore generale della T. Boer & ZN B.V. Un grazie anche a Renato Antoniacci, che da più di 40 anni “assicura un servizio impeccabile per i trasporti dall’Olanda all’Italia” (1.700 camionate all’anno per 20 tonnellate all’incirca).

L’oratore ha infine illustrato le ragioni della scelta dell’Olanda: è il secondo produttore europeo di carne di vitello con circa 800.000 tonnellate all’anno (26% della produzione europea; prima la Francia con il 30%).


L’Olanda, che nel 2009 ha aumentato del 2,5% la produzione, con 207.000 tonnellate, da decenni esporta verso l’Italia (38%), la Germania (22%) e la Francia (18%). Che gli italiani, così esigenti come sono, privilegino il vitello olandese, è la miglior prova della sua qualità. Dall’anno scorso l’Olanda ha ampliato l’export anche verso alcuni Paesi del Medio Oriente. 
Altri motivi di questa preferenza per il vitello olandese: la comunicazione efficiente e rapida tra produttore e uffici statali per il controllo e lo sviluppo della produzione di animali in stalla; inoltre, i prezzi concorrenziali praticati.


E ancora, perché VanDrie? Spiega Riccardo Giraudi che l’efficienza di questo produttore ha portato lo stesso ad aumentare il numero dei macelli, che ora sono cinque. 
La VanDrie ha ben 20 aziende ed è la maggiore catena integrata per la produzione di carne di vitello al mondo, producendo già da ora il 25% della carne di vitello europea; conta 1.200 allevatori affiliati, e impiega 1.700 collaboratori, di cui i due terzi in Olanda. Possiede fabbriche di latte per vitelli in Olanda, Germania e Italia, e macelli, oltre a quelli in Olanda. Il logo di VanDrie ha il segno di una mano, rispetto per l’uomo, il segno di un vitello, rispetto per l’animale, e il sigillo, che assicura la qualità e la salubrità del prodotto come la professionalità dei 400 che vi operano. La VanDrie ha anche ottenuto «il riconoscimento ufficiale dei Lloyds per il sistema di filiera integrata Safety Guard». Inoltre: «un team di 5 ricercatori si occupa di innovazioni nella dieta animale e di miglioramento gestionale degli allevamenti, e 7 collaboratori si occupano di testare, sviluppare ed applicare i risultati di queste ricerche…». Così, in ogni tappa del processo produttivo, «sino al più piccolo taglio di carne, al mangime utilizzato e alle pelli. Questo sistema tiene conto di tutte le legislazioni e regolamenti nazionali e internazionali, rispetta i migliori standard (Food Safety Supply Chain System Certificate, HACCP, ISO 9001, GMP+, BRC-IFS) e nel 2009 è stato implementato in ogni azienda del Gruppo con l’adozione dello standard ISO 22000». Di molto migliorate le condizioni del trasporto degli animali, compiuto con trasparenza in automezzi “Comfort Class”; e si assumono tutte le informazioni sui baliotti di origine europea che vengono inseriti negli allevamenti olandesi.


Ultima domanda alla quale Riccardo risponde: perché T. Boer? Perché ha due caratteristiche notevoli, che sono l’ascolto e il dinamismo. Esporta in più di 60 Paesi diversi, ma tratta con tutti, come dal suo lontano inizio, nel modo di un’azienda familiare, seguendo con dinamismo l’attività commerciale. Per l’Italia, la sua collaborazione iniziò nel 1965 con Erminio Giraudi, suo agente esclusivo per questo Paese, ed è ancora strettissima con il figlio Riccardo.

Per concludere, si fa cenno alla collocazione del macello di T. Boer, a cavallo tra due strade, la ’s-Gravenweg, la strada più antica che collega Rotterdam ad Amsterdam, e sul retro una strada ad alto scorrimento: tradizione e modernità si intrecciano, e sono emblematiche del metodo di lavoro della T. Boer.


Prende poi la parola lo stesso Teunis Boer, il quale aggiunge altri dettagli ribadendo che le basi dell’azienda rimangono sempre la dedizione e il mestiere. 
Afferma che tutti i suoi collaboratori e allevatori si sentono re-sponsabili al 100% della qualità ottimale e della salubrità del vitello prodotto e come sin dagli inizi negli anni ‘50 e ‘60 l’industria dei vitelli e dei prodotti caseari sia strettamente legata, e lo sarà ancor più, all’allevamento dei bovini da latte. Peraltro, si prevede che in un futuro prossimo la produzione di latte aumenterà nella zona che va dall’Irlanda alla Polonia, mentre diminuirà in Scandinavia e nel Sud Europa. Il Gruppo VanDrie insiste molto nella ricerca di innovazioni nell’allevamento dei vitelli, creando sistemi di filiera solidi, validi e trasparenti in ogni settore dell’azienda. Riferisce sui dibattiti, riportati anche dai media, sui nuovi batteri resistenti, sul dolore degli animali e sull’inquinamento dell’ambiente: aspetti dei quali, anche ascoltando le istanze dell’opinione pubblica, l’azienda si occupa di continuo. L’allevamento, ad esempio, deve essere sostenibile. I vitelli di razza Holstein  vengono indirizzati agli allevamenti per la produzione di carne di altissima qualità (i capi vengono macellati all’età di 6/7 mesi e il loro peso è tra i 150/170 kg).

Interviene poi Angelo Zaro della Zaro Carni Spa, uno dei primi clienti di Giraudi, che si sofferma solo su un aspetto: «grazie a Teunis Boer, al suo modo di pensare, che è poi quello di tutti nella sua azienda, nonostante le modeste dimensioni della mia impresa, sono stato sempre seguito al pari degli imprenditori più importanti su dei progetti seri: segno di lungimiranza». 
Fa complimenti a Giraudi, e a tutto il suo staff, per la capacità che hanno di mediare i rapporti fra gli operatori e di fare davvero bene il loro lavoro. Un lavoro che va avanti per tutte le 52 settimane dell’anno.

La conferenza continua con l’intervento del cuoco Andrea Lanzillotta del “Beefbar”, uno dei ristoranti che la Giraudi ha iniziato a costruire 6 anni fa, che ha avuto e ha tutt’oggi un gran successo. In ragione, soprattutto, della specializzazione che ha sulla carne di varie origini e di vasta scelta dei tagli che si vuol degustare, già illustra i piatti di vitello che alla sera delizieranno i convenuti proprio al Beefbar: i crudi, come la tartare e il carpaccio; i caldi, come il filetto o l’aletta cotti nei forni particolari sperimentati dai Giraudi, o la guancia, un taglio pregiatissimo, non da tutti conosciuto.

Tutto si riconduce al prodotto olandese della VanDrie, che offre qualità e regolarità in qualsiasi periodo dell’anno, con colore e gusto sempre costanti.

 

Manrico Murzi


 

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