Eurocarni nr. 1, 2011

Rubrica: Assemblee

(Articolo di pagina 124)

Obiettivo ANAS: sostenere il rilancio della suinicoltura

Il presidente uscente Gusmaroli ha tracciato il profilo di ANAS, plasmato in sei anni di intensa attivitĂ 

Nel corso dell’assemblea dei soci per il rinnovo degli organi collegiali, svoltasi lo scorso fine novembre, il presidente Giandomenico Gusmaroli ha illustrato le motivazioni per cui non si è ricandidato alla guida dell’associazione ed ha colto l’occasione per un’approfondita disamina delle iniziative portate a compimento e degli scenari futuri. Tra le iniziative, Gusmaroli ha sottolineato i risultati raggiunti dalla selezione del Libro Genealogico, che è il punto di riferimento produttivo dei circuiti delle Dop italiane, ed ha ricordato il contributo assicurato dal Registro anagrafico al recupero, alla conservazione ed alla valorizzazione delle razze suine autoctone. Il presidente si è quindi soffermato sull’attività dell’Osservatorio ANAS, avviata nel 2005.

L’Osservatorio è uno strumento d’informazione tecnica apprezzato da un numero crescente di utenti. Ad oggi sono state diffuse 302 schede informative settimanali e si contano 398 iscritti (tra cui uffici delle Confederazioni Agricole, APA e ARA, Università, Ministeri, Regioni e Province, Camere di Commercio, Ismea, Enea, CRPA, IPQ-INEQ, A.SSI.CA. e numerosi allevatori). Attraverso l’Osservatorio sono state divulgate notizie sulla normativa nazionale e comunitaria di interesse per il settore suinicolo e sono stati diffusi dati statistici sul nostro comparto che costituiscono un utile indicatore per orientare le scelte e le strategie delle aziende e dell’intero comparto suinicolo. L’iniziativa che ha maggiormente inciso e che guiderà l’evoluzione organizzativa di ANAS è stata la rivisitazione dello Statuto, approvato dai soci il 27 novembre 2007 e diventato operativo con l’autorizzazione della Prefettura di Roma il 18 novembre 2008.

Secondo Gusmaroli il nuovo Statuto consente all’ANAS di rispondere con maggior efficacia alle complesse esigenze della suinicoltura italiana attraverso l’attuazione di tutte le iniziative necessarie per migliorare, incrementare, valorizzare e promuovere l’allevamento suinicolo ed i prodotti da esso derivati. Inoltre, la compagine sociale si è arricchita di nuovi soggetti del comparto: enti e associazioni i cui compiti rientrino nelle finalità dell’ANAS (Centri produzione seme suino, Consorzi, ecc…) e organizzazioni di prodotto ufficialmente riconosciute. Non poteva mancare nell’esposizione del presidente il capitolo riguardante le relazioni interprofessionali. I passaggi più significativi sono stati l’istituzione del Tavolo della filiera suinicola presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il lavoro del tavolo si è sostanziato nella sigla del Protocollo d’Intesa della Filiera Suinicola il 5 dicembre 2007, del Piano degli Impegni esecutivi nel luglio 2008 e di un Addendum nel luglio 2009. Attraverso questi accordi, parte agricola ed industriale avevano stabilito degli obiettivi comuni per lo sviluppo del comparto, tra cui l’identificazione di un mercato unico nazionale (da cui è nata la Commissione Unica Nazionale, CUN dei suini da macello, e l’impostazione di un “contratto tipo”), la definizione di un modello condiviso di valutazione delle carcasse, la valorizzazione dei tagli della carcassa diversi dalle cosce, la programmazione di volumi produttivi correlati agli sbocchi di mercato, un piano produttivo dei “suini leggeri”, l’eradicazione della malattia vescicolare dal territorio italiano. Purtroppo i comportamenti delle parti non hanno permesso l’implementazione degli accordi sottoscritti e l’unica iniziativa che è diventata operativa nonostante diverse difficoltà di funzionamento è la CUN dei suini da macello, a cui ANAS assicura supporto tecnico attraverso la raccolta ed elaborazione di dati ed il coordinamento dei commissari agricoli. Gusmaroli ha quindi fatto presente che la frustrazione derivante dall’opacità delle relazioni interprofessionali, dove anche gli accordi sottoscritti non vengono rispettati dalla parte industriale, ha indotto nel corso del 2010 l’associazione a concentrare le proprie energie verso iniziative più concrete: l’allargamento della compagine sociale a nuove figure della filiera suinicola, l’avvio del progetto in collaborazione con AIA per la valorizzazione delle carni suine con il marchio “Italialleva” e la sottoscrizione con i Consorzi del Prosciutto di Parma e di San Daniele di un protocollo di intesa per un rilancio delle politiche di qualità con iniziative tecniche ed organizzative, il tutto in un quadro di “equa ripartizione del valore aggiunto tra i diversi anelli della filiera produttiva e tra produzione e distribuzione”. Il presidente Gusmaroli ha concluso ringraziando tutti coloro che in questi anni hanno condiviso l’impegno profuso e ribadendo che il successo di buona parte delle iniziative intraprese, rivolte all’innovazione dei rapporti di filiera e a ridare dignità al ruolo degli allevatori, dipenderà dal grado di collaborazione degli altri interlocutori e soprattutto dall’unità di intenti tra le rappresentanze agricole.

ANAS, secondo il presidente Gusmaroli, in questi anni si è rafforzata e si è dotata degli strumenti tecnico-organizzativi per assicurare un importante contributo alle politiche di sviluppo del comparto.

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