Eurocarni nr. 2, 2010

Rubrica: Legislazione

Articolo di Guidi E.

(Articolo di pagina 18)

Requisiti minimi per l’esportazione degli alimenti di origine animale

Il Ministero della Salute e le Regioni hanno congiuntamente confermato la necessità di fissare requisiti minimi per tutti gli stabilimenti italiani che svolgono attività di esportazione di prodotti di origine animale verso i Paesi Terzi. Tale decisione, che interessa circa 500 impianti delle filiere carne e latte, ha come obiettivo quello di qualificare ad un livello superiore i nostri stabilimenti esportatori. Ciò anche in riferimento all’esigenza di assicurare la migliore aderenza del “sistema Italia” agli standard che si stanno affermando in sede internazionale e che sono oggetto di valutazione da parte degli ispettori dei Paesi Terzi. Per questo è stato deciso di raggruppare gli impianti — ancorché inseriti in una sola lista di stabilimenti abilitati all’export verso Paesi Terzi — in un unico database con conseguente assoggettamento ai seguenti obblighi:

1.  ricertificazione annuale dell’impianto da parte del servizio veterinario mediante il sistema informativo ICARUS (sistema già operante per la standardizzazione dei dati delle prove di laboratorio e delle attività di verifica ispettiva generati dal controllo ufficiale e dall’autocontrollo aziendale negli stabilimenti autorizzati all’export verso gli USA gestito dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo. L’obbligo di ricertificazione decorrerà a partire dal 2011). Il questionario per la raccolta dati verrà diffuso dagli uffici competenti e sarà diviso in schede. L’Istituto Zooprofilattico di Teramo ha confermato di avere già avviato contatti telefonici con alcuni degli stabilimenti esportatori.

Il questionario è diviso in diverse sezioni per la raccolta delle seguenti informazioni:
a.  anagrafica dello stabilimento (scheda stabilimento);
b.  identificazione dei Paesi di destinazione (scheda esportazioni);
c.  identificazione prodotti (schede 3a e 3b);
d.  lavorazioni associate, es. affettatura (scheda lavorazioni);
e.  riferimenti laboratori autocontrollo (scheda laboratori autocontrollo);
f.   riferimenti laboratorio ufficiale (scheda laboratori ufficiali; si riportano i fac-simile delle schede).

2.  applicazione delle procedure SSOP e HACCP: il Ministero ha rappresentato che, ferma restando la necessità della piena attuazione delle procedure di autocontrollo previste dai Regolamenti CE 852 e 853, tutti gli stabilimenti devono applicare procedure scritte di sanificazione delle attrezzature, degli utensili e delle superfici a contatto (SSOP) e procedure HACCP, secondo la procedura prevista dal Codex Alimentarius. Il Ministero ha precisato che tali requisiti sono da intendersi come minimi e pertanto rimangono in vigore i requisiti specifici già previsti per i singoli Paesi Terzi (es. Stati Uniti). Il Ministero ha ottemperato all’emanazione di una circolare che riportiamo di seguito.

Sistema informativo ICARUS (Nota DGVA/IX/4041/P 31-01-2007 Ministero della Salute)

Il Ministero della Salute, attraverso il Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, Nutrizione e Sicurezza degli Alimenti, ha realizzato un sistema informativo multilingue per la raccolta e gestione on-line dei controlli degli stabilimenti autorizzati all’export verso gli USA. Il sistema è un network dei dati delle prove di laboratorio e attività di verifica ispettiva generati dal controllo ufficiale e dall’autocontrollo aziendale, ai fini di armonizzare le attività di controllo, e quindi lo status sanitario dei prodotti esportati, allo scopo di garantire e mantenere la mutua fiducia tra il sistema dei controlli italiano e quello USA, assicurando l’equivalenza delle certificazioni. A partire dall’anno 2007 i dati relativi ai campionamenti svolti dai servizi veterinari competenti per Salmonella spp., e dagli impianti di cui all’oggetto per C.B.T. ed Enterobatteriaceae, devono essere registrati sul sistema informativo ICARUS, già istituito per la standardizzazione dei dati delle prove di laboratorio e delle attività di verifica ispettiva generati dal controllo ufficiale e dall’autocontrollo aziendale negli stabilimenti autorizzati all’export negli USA. Pertanto i suddetti impianti provvedono a registrare sia i dati dei campioni richiesti dalla “Scheda di prelievo-Autocontrollo” disponibile nel sistema, sia i risultati delle prove analitiche eseguite dai laboratori di analisi individuati allo scopo. Analogamente, i servizi veterinari provvedono a registrare sia i dati dei campioni ufficiali richiesti dalla “Scheda di prelievo-Controllo Ufficiale” disponibile nel sistema, sia i risultati delle prove analitiche eseguite dai laboratori ufficiali preposti. Inoltre, verificano la completezza e l’esattezza dei dati analitici inseriti nel sistema dai suddetti impianti (http://www.izs.it/IZS/).

Conclusioni

Nell’ampio argomento della globalizzazione inevitabile dei mercati e delle merci, tale approccio era senz’altro auspicabile e degno di lode da parte dei legislatori. Rientra infatti nell’ottica di un riconoscimento del “Sistema produttivo e dei controlli Italia”, noto in tutto il mondo per l’eccellenza delle sue produzioni (soprattutto di origine animale).

Emanuele Guidi

Note

Si riportano nei box i requisiti necessari ai fini dell’esportazione in Paesi Terzi ai sensi della nota DGSAN 0033585-P-23/11/2009 del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti, Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione, Ufficio IX, Ministero della Salute. Si riportano inoltre le schede in fac-simile per l’anagrafe degli stabilimenti ai fini dell’esportazione dal sito di Assica (www.assica.it).

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