Eurocarni nr. 1, 2010

Rubrica: Fiere

(Articolo di pagina 114)

Competitività dell’industria alimentare e rapporti con la distribuzione

A Cibus Tec un convegno fa il punto sul dibattito continentale per rilanciare il primo settore industriale dell’Unione (310.000 aziende, un volume di affari annuo superiore a 900 miliardi di euro ed esportazioni per circa 55 miliardi di euro)

In occasione del salone Cibus Tec, ASSICA, l’Associazione Industriali delle Carni, ha organizzato, in collaborazione con Fiere di Parma, lo scorso 30 ottobre — presso la Sala dei 300 all’interno dell’area fiera — un convegno per approfondire un tema chiave in questo momento di difficoltà per l’economica mondiale: la competitività dell’industria alimentare, con particolare riferimento al funzionamento della supply chain e alle relazioni contrattuali tra fornitori e distribuzione. Spiega Francesco Pizzagalli, presidente di ASSICA: «Abbiamo voluto questo convegno per fare il punto sulla competitività dell’industria alimentare, con particolare riferimento al funzionamento della supply chain e alle relazioni contrattuali tra fornitori e distribuzione. Una tappa di un percorso di approfondimento che abbiamo iniziato nel 2005. In questo momento di difficoltà economica, dobbiamo trovare un accordo per definire le regole che portino a un ambiente contrattuale tra industria e GDO equo e trasparente. Regole non contro qualcuno ma per definire un quadro di relazioni che permetta a tutte le imprese di tornare a produrre sviluppo e a contribuire alla crescita di tutta la filiera. Crediamo che oggi il tema delle regole con le quali si confrontano l’industria e la distribuzione sia diventata una questione che coinvolge la stessa sopravvivenza del settore alimentare, che è il primo comparto in Europa e il secondo in Italia. Si tratta, non a caso, di una questione particolarmente dibattuta sia a livello nazionale sia a livello comunitario: i rapporti tra fornitori e GDO sono oggi all’attenzione di tutte le principali istituzioni europee (Parlamento europeo, Comitato Economico e Sociale Europeo, Commissione europea) e delle istituzioni nazionali sia in Italia (Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, Ministero dello Sviluppo Economico) sia in diversi importanti Stati europei (Competition Commission inglese, interventi legislativi in Francia, Accordi industria distribuzione in Spagna)».

La prima parte del convegno è servita a presentare alcune delle più importanti iniziative della Comunità europea a favore dell’industria alimentare che, con circa 310.000 aziende, un volume di affari annuo superiore a 900 miliardi di euro ed esportazioni per circa 55 miliardi di euro, è il primo settore industriale dell’Unione. Michel C. Coomans, capo unità DG Imprese e Industria, Unità F4 settore alimentare della Commissione europea, ha presentato i risultati del Gruppo di Alto Livello sulla Competitività dell’Industria Alimentare (GAL), istituito dal Commissario Verheugen, a cui ASSICA partecipa, unica rappresentante dell’industria alimentare italiana. Questo gruppo ha, infatti, individuato 30 “raccomandazioni” per il rilancio del settore tra cui si segnalano quelle sui rapporti con la GDO. Madi Sharma, membro del CESE-Comitato Economico e Sociale Europeo, ha illustrato i contenuti del parere della Commissione consultiva del Comitato per le trasformazioni industriali sugli sviluppi nel settore della vendita al dettaglio e l’impatto sui fornitori e consumatori, di cui è stata relatrice.

La seconda parte del convegno è stata l’occasione per presentare gli interventi di Regno Unito e Spagna per definire le buone pratiche commerciali nei rapporti verticali tra i vari anelli della filiera. Chris Bowden, esperto legale UK Competition Commission, ha presentato i risultati dell’inchiesta sul mercato alimentare, la “Groceries Market Investigation”, e le soluzioni prospettate dall’antitrust inglese ad agosto di quest’anno, tra cui un nuovo Groceries Supply Code of Practice (codice di buone pratiche tra la distribuzione e i fornitori). Horacio Alemán, vicedirettore Generale FIAB – Federación Española de Industrias de la Alimentación y Bebidas, ha commentato i risultati ottenuti da un codice di condotta volontario firmato nel 2007 tra l’industria alimentare e una parte della distribuzione spagnola. Ha chiuso la sessione Luciano Di Via: dopo aver fatto il punto sul dibattito in alcuni Paesi europei, l’avvocato dello Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo ha prospettato alcune possibili soluzioni alle difficoltà dei rapporti tra industria e GDO per l’Italia.

Infine l’On. Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Amedeo Teti, direttore generale per la politica commerciale internazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, e Giandomenico Auricchio, presidente Federalimentare, hanno discusso delle possibili strategie di intervento per migliorare la competitività dell’industria alimentare e affrontare le problematiche dei rapporti tra fornitori e distribuzione. Auricchio ha sottolineato come sia fondamentale: «In questo momento di difficoltà economica, dare seguito concretamente al lavoro che le organizzazioni rappresentative dell’Industria e della Distribuzione stanno portando avanti con tenacia da circa un anno. L’obiettivo comune è proprio quello di individuare, in un protocollo d’intesa tra Federalimentare, Centromarca, Federdistribuzione, ANCC-Coop e ANCD-Conad, quei criteri condivisi per razionalizzare i rapporti contrattuali, renderli più trasparenti e coerenti, consentire la conciliazione di eventuali contenziosi tra le parti in una sede arbitrale terza che sia al contempo indipendente, autorevole e riconosciuta da tutti. È giunto il momento che l’industria alimentare italiana, in rappresentanza di tutte le imprese del settore, dalla più piccola alla più grande, e la distribuzione organizzata uniscano le proprie forze per vincere la sfida che le attende, quella di modernizzare il Paese!».

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