Eurocarni nr. 10, 2008

Rubrica: Anteprima

(Articolo di pagina 10)

17┬║ Congresso mondiale della Carne

 

 

Dal 7 all’11 settembre scorso si è tenuto a Città del Capo in Sudafrica il 17° Congresso mondiale della Carne, organizzato dall’IMS (International Meat Secretariat), organizzazione internazionale alla quale aderiscono le maggiori aziende ed associazioni di categoria delle carni rosse. Oltre 450 gli iscritti provenienti dal mondo intero e segnatamente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti, Uruguay. Numerose anche le delegazioni provenienti dal Continente africano ed in particolare: Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Sudan e Tanzania. Per l’Italia era presente il direttore di Assocarni, François Tomei.

 

 

Il 7 settembre si sono riuniti i gruppi di lavoro tecnici ovino, suino e bovino, durante i quali si è potuto analizzare nello specifico le problematiche di mercato di ogni singolo settore. In particolare, per il settore ovino ci si è concentrati sui mercati di Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, mentre nel comitato suino sono stati analizzate le diverse criticità derivanti dall’impatto sulla produzione del costo dei mangimi e sono state presentate le previsioni dei mercati europeo, nordamericano, sudamericano e asiatico.

Nel comitato bovino gli interventi si sono concentrati, oltre che sulla situazione di mercato mondiale, sull’impatto del biofuel nell’alimentazione zootecnica, sui trend del mercato brasiliano e, per finire, sui costi dell’allevamento estensivo rispetto al feedlot.

L’8 settembre, il presidente dell’IMS Patrick J. Moore ha ufficialmente introdotto i lavori del Congresso, al quale sono intervenuti oratori tra i più qualificati. In particolare, la Commissaria Mariann Fischer Boel, dopo essersi rammaricata del fallimento delle trattative in ambito WTO, ha rimarcato come rispetto al contesto mondiale la politica comunitaria, che si fonda sulla sicurezza alimentare e sulla qualità, garantisca una buona stabilità dei mercati suino e bovino.

La Commissaria ha anche ricordato che coloro che desiderano esportare in Europa devono uniformarsi a questi stessi standard ed ha quindi citato gli sforzi compiuti dal Brasile in materia di rintracciabilità. La Commissaria ha, invece, stigmatizzato la condotta delle Autorità russe in merito al denunciato superamento dei limiti di residui di antibiotici nelle carni europee che, malgrado siano assolutamente rispettose dei valori imposti dalle norme internazionali dell’OIE, sono sistematicamente bloccate alle frontiere russe.

Per l’Italia l’unico intervento è stato quello del vice presidente di Assocarni, Luigi Scordamaglia, che ha partecipato nella sessione “Approvvigionamento di carne, produttività ed innovazione” in qualità di CEO di Inalca JBS Spa. Della sua relazione, dedicata ai problemi connessi all’approvvigionamento delle carni, verrà dato ampio risalto nel prossimo numero di Eurocarni.

Impossibile in poche righe citare i numerosi oratori intervenuti (una ventina al giorno!), ma certamente vi sono alcuni elementi significativi che devono far riflettere, soprattutto noi europei, troppo spesso concentrati sul nostro ombelico, allorquando il mondo si globalizza, cresce la domanda di carne (entro il 2016 il consumo mondiale di carne bovina aumenterà del 24%, del 40% quella suina e del 31% il pollame) e la popolazione aumenta a ritmi inverosimili (entro il 2020 la popolazione mondiale passerà dagli attuali 6,7 miliardi a 7,7 miliardi e nel 2050 saremo 9,5 miliardi!).

Diventa, quindi, imperativo continuare a produrre sul territorio comunitario, mantenendo un tasso di autoapprovvigionamento che garantisca all’Europa la sua indipendenza alimentare.

Gli interventi dei relatori sono disponibili al seguente link: www.worldmeatcongress2008.co.za/speeches.html

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