Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2020

Rubrica: Brevi storie di cibo lento a velocità contemporanea
Articolo di Morabito A. , Serafini A. (illustrazioni) ,
(Articolo di pagina 26)

Futuro non è un concetto astratto

Sono nel tinello di un maso trentino, la stufa accesa, fuori l’orto, le galline, il bosco, le Alpi e il cane che dorme. Sono a casa di Vea e Renzo. Aiuto ad apparecchiare e mi dicono di sedere a capotavola, come spettatore in platea, inizia l’atto unico chiamato cena.

“Ragazziiiiii”

“Mamma arriviamo!!!”

Hanno 17, 14 e 12 anni, arrivano chi da sopra chi da fuori, correndo, camminando, saltellando.

“Io prendo l’acqua”

“Manca il pane! Lo taglio io!”

“Ci scambiamo il bicchiere?”

“Dai!!! Smettila!!! Mammaaaaa!!!!!”

“Chi ha cucinato? Alessia o la mamma?”

“Bevete il vino??? Posso annusarlo?”

“Il compito è andato bene ma ho chiesto alla professoressa di rispiegarmi un passaggio che non capisco”

“Oggi Y mi ha detto che doveva chiedermi una cosa imbarazzante ma io non ero imbarazzata”

“Mamma ma hai preso lo speck da Debora ieri? Lo facciamo assaggiare all’Ale?”.

Mentre ci sporzioniamo una teglia di verdure dell’orto raccolte a caso, composta a quattro mani e cotte al forno con spezie a sentimento, mi sale al naso potente il profumo del pane del focolare fatto da Vea, ma quello che catalizza di soppiatto la mia attenzione è un delizioso, lieve profumo affumicato: qualcuno ha tagliato lo speck al coltello e me l’ha messo nel piatto.

Lo speck è un salume Igp (Indicazione Geografica Protetta) prodotto in Alto Adige ma rappresentativo e diffuso in tutta la cultura gastronomica dell’arco alpino orientale. È un salume che fonde assieme la procedura mediterranea della salagione e stagionatura della carne di maiale, con la cultura nordica delle spezie e dell’affumicatura e si parla della sua produzione già nei regolamenti dei macellai e nei registri contabili tirolesi del 1200.

Mentre mangio guardo questi adolescenti e la tenerezza lascia il posto ad una riflessione silenziosa: nonostante non siano i miei figli, questi ragazzi sono il mio futuro. Bambini amati e non soffocati, rispettati ma indirizzati, cresciuti liberi ma disciplinati, educati al ragionamento e mai indottrinati, hanno talenti da scoprire e da assecondare, personalità ancora da consolidare eppure io mi fido di loro.

Hanno ancora i volti bambini ma già li intravedo adulti, futuri cittadini consapevoli, con un’idea sana di res publica, lontani dall’ignavia e dalla superficialità populista.

Futuro non è un concetto.

Photogallery

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore