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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2020

Rubrica: Il gusto di camminare
Articolo di Simonini E.
(Articolo di pagina 80)

In uno sconfinato celeste

Camminando a Nord-Est tra Friuli, Slovenia e Austria

Scrivo in un momento in cui, a causa della terribile emergenza sanitaria che caratterizza questo complicato anno 2020, molti di noi sono di nuovo chiusi o semi-chiusi dentro i propri confini territoriali. Scrivo in un momento in cui, per il bene comune e per preservare il più possibile la salute collettiva, a molti di noi è nuovamente interdetta la possibilità di muoversi anche a piedi e di camminare, se non nei pressi della propria abitazione. Scrivo però anche in un momento in cui, avvicinandoci al periodo delle feste di Natale, le quali consuetamente concederebbero un poco di tempo in più da dedicare alle attività che amiamo, alcuni di noi, nonostante le limitazioni e nonostante tutto, non smettono di pensare alla leggerezza e alla bellezza di liberare le scarpe da trekking sui mille e mille sentieri ancora da percorrere, superando con semplicità e con naturalezza, proprio come quando si cammina, anche tutti gli eventuali confini sulla strada, e finanche nel mondo.

È per questo, quindi, che stavolta, in una fine di anno così particolare e insolita, ho deciso di portarvi a passeggiare proprio in una zona di confine. Perché, nonostante i confini siano di fatto soltanto linee immaginarie tracciate sulle carte, è importante non dimenticare mai, tanto più in questo specifico momento storico, che alla fine possiamo attraversarli tutti i confini, svalicarli, superarli e talvolta anche sfidarli, con la semplice forza e tenacia delle nostre gambe.

Andiamo allora in Friuli, un territorio di confine per antonomasia, a percorrere i bellissimi e avventurosi sentieri che si sviluppano in prossimità di Slovenia e Austria, sconfinando sul lungo itinerario di un meraviglioso Cammino denominato Celeste.

Si tratta di uno strepitoso itinerario che attraversa lagune, pianure, fiumi, cittadine, vigneti e montagne, e che è denominato Celeste con riferimento ai molti luoghi di antica devozione mariana che si incontrano lungo il percorso, quali icone, piccole edicole ed effigi.

Ma celeste, un inconfondibile, accecante e stupefacente celeste, è indubbiamente anche il colore predominante, pieno e pulito, di cui si riempiranno i vostri occhi durante tutto questo indimenticabile cammino.

Il Cammino Celeste, detto anche Iter Aquileiense, consta in un affascinante itinerario che, partendo da Aquileia, in circa 210 chilometri, giunge all’estremo Nord-Est d’Italia. La tappa finale conduce presso l’antico e delizioso borgo di Monte Santo di Lussari, arroccato sulle Alpi Giulie, a 1790 metri sul livello del mare, il cui santuario rappresenta un luogo sacro molto noto e importante, poiché da secoli le genti vi si recano per venerare l’immagine di una famosa Madonna con bambino.

Il percorso è realizzabile in dieci o più tappe, ed è caratterizzato da una difficoltà che complessivamente si può definire media. Il mio suggerimento è quindi di partire avendo prima realizzato un po’ di allenamento sulle gambe, il quale vi sarà certamente utile soprattutto per affrontare le ultime, e più impegnative, salite. Il cammino è percorribile in ogni stagione, e affrontarlo in inverno potrà essere un’esperienza meravigliosa e davvero indimenticabile, con le incantevoli cime completamente innevate e con il celeste intenso tutto intorno, il quale sconfinando verso Slovenia e Austria fa da perenne e immutabile cornice.

Ma preparatevi! Perché programmare la partenza durante i mesi più freddi dell’anno potrebbe rappresentare anche un’avventura con qualche ostacolo in più, proprio a causa della neve, la quale, se da una parte restituisce una magia unica e indescrivibile a tutto il panorama, dall’altra, sicuramente, rischia di rendere il Cammino Celeste più difficilmente percorribile e, talvolta, anche poco riconoscibile e individuabile.

L’itinerario di questo eccezionale e sorprendente percorso friulano, sulla estrema linea nordorientale del confine, muove i passi, come anticipavo, dalla bellissima città di Aquileia, che si caratterizza per la sua grande storia. Ad Aquileia, prima di incamminarvi sulla vostra strada, non potrete dunque mancare di fare visita all’immensa area archeologica che dal 1998 è stata inserita dall’UNESCO nelle liste del Patrimonio dell’Umanità. Di grande rilevanza è poi la meravigliosa Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta, risalente circa all’anno 1000, e impreziosita da ricchi mosaici, tra i quali, sul pavimento, spicca un pesce azzurro stilizzato, simbolo specifico del Cammino Celeste, che ritroverete lungo tutto il vostro percorso ad indicarvi la retta via. Da qui, proprio da questa Basilica, potrà quindi avere inizio la vostra avventura verso uno sconfinato celeste. Attraverserete Cormòns, un’incantevole cittadina, sita sopra una dolce zona collinare, contornata da piccoli e caratteristici borghi sul confine con la Slovenia, nei quali infatti si parla la lingua slovena.

Incontrerete Castelmonte di Cividale con il gioiello del suo santuario che si erge in cima ad una delle prime alture che virano verso le Alpi Giulie. E poi ancora passerete attraverso le Valli di Resia e di Dogna, camminando in mezzo alle quali godrete di panorami e scorci mozzafiato. Fino a giungere, in conclusione, al tanto agognato Monte Santo di Lussari, sito ancora in Italia, ma a pochi chilometri sia da Austria che da Slovenia, e il cui santuario, proprio per la sua caratteristica collocazione in un crocevia di frontiere, è da secoli meta di pellegrinaggio di tutti e tre i popoli, in un perenne e instancabile, anche in questo momento in cui scrivo, sconfinamento. Sempre e solo con la semplice forza e tenacia delle gambe.

Elena Simonini

 

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Friuli Venezia Giulia: terra di prosciutti!

San Daniele, Sauris, artigianale del Carso, Cormòns: il Friuli Venezia Giulia vanta prosciutti crudi eccellenti, la cui produzione è sparsa un po’ in tutta la regione. Il più famoso, esportato da tempo in tutto il mondo e dotato di Dop – Denominazione di Origine Protetta, è senza dubbio il San Daniele, prodotto al centro del Friuli collinare e reperibile, come detto, in tutta Italia e oltre i confini nazionali, ma per gusto e bontà gli altri non sono certo da meno. Nella zona montana della provincia di Udine, in Carnia, si produce il prosciutto di Sauris Igp; in prossimità del mare, a Trieste e provincia, si può gustare il prosciutto del Carso, mentre nella provincia di Gorizia, attraversata dal nostro cammino, nasce il prosciutto di Cormòns, iscritto nel registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali. Trovandosi sul confine della Slovenia, questa produzione di nicchia, artigianale e pregiata, risente dell’influenza celtico-germanica dell’affumicatura, fatta con legno di ciliegio ed erbe aromatiche, a partire dall’alloro. A Cormòns la famiglia D’Osvaldo porta avanti, nel solco delle tradizioni locali e delle proprie antiche ricette, la produzione di questo prosciutto dal gusto leggermente affumicato. Nel 1940 Luigi D’Osvaldo, proprietario della piccola macelleria del paese, decise di affiancare al suo mestiere una piccola produzione di prosciutti. A quel tempo “l’affumicatura non aveva uno stile particolare, ma era un’usanza che il padre di Luigi, Giacomo, importò dall’Est Europa” si legge nel sito dell’azienda. “È con Lorenzo, figlio di Luigi, che la produzione di prosciutti assume il suo carattere odierno e diviene l’attività principale dei mesi invernali… Lorenzo fa divenire la fase dell’affumicatura un sapiente gioco di equilibri, che si basa sui legni di ciliegio e di alloro, dolci e delicati con le carni nostrane”. I prosciutti di Cormòns, disponibili da novembre a fine agosto, “sono prodotti da cosce fresche di suini selezionati, allevati in Friuli Venezia Giulia. Le cosce vengono salate e massaggiate a mano; seguono poi pressatura, affumicatura con legni di ciliegio e alloro, stagionatura naturale variabile dai 16 ai 24 mesi e le varie sugnature durante la stagionatura. L’affumicatura è molto delicata, al palato il prosciutto risulta delicatamente affumicato e dolce”. Info: www.dosvaldo.it

 

Didascalia: Cormòns, capitale friulana del vino, ha visto nascere alla fine degli anni ‘60 la Cantina Produttori Cormòns. Risultato di un incontro tra le famiglie del territorio, la Cantina oggi conta oltre centocinquanta viticoltori e sostiene la valorizzazione delle zone vitivinicole più pregiate del mondo: il Collio, l’Isonzo e i Colli Orientali del Friuli. Dal 1983, inoltre, la Cantina ospita sui suoi terreni una delle più belle collezioni varietali di tutti i Paesi, la Vigna del Mondo. Da questa vigna, simbolo di fratellanza umana, nasce il Vino della Pace, conservato in preziose botti decorate da grandi artisti, che fanno della Cantina un punto di riferimento per tutti gli amanti dell’arte e del vino.

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