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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2020

Rubrica: Aziende
Articolo di Mossini A.
(Articolo di pagina 50)

Alla Botanica lo charme è di casa e la qualità non si discute

Azienda agricola e agrituristica nel cuore del Parco delle Groane, in Lombardia, La Botanica è gestita da Elena Cazzaniga, ex arredatrice che dieci anni fa ha deciso di dare una svolta alla sua vita e all’azienda di famiglia. Passione e tenacia la spingono a guardare avanti col piglio di chi sa proporre luogo e prodotti di altissimo livello

Da arredatrice a titolare di un’azienda agricola e agrituristica il passo non è breve. Eppure le donne, diciamocelo, sanno essere eclettiche e capaci di reinventarsi con una facilità che spesso sorprende anche loro. Elena Cazzaniga, titolare dell’azienda agricola La Botanica in quel di Lentate sul Seveso (MB), è una di quelle donne. La sua storia, e quella della sua azienda, non è solo particolare. È ricca di fascino, di ricordi famigliari scolpiti nei muri della sua azienda ma, soprattutto, nel suo cuore, legati a due genitori che, come lei tiene a sottolineare, «sono stati meravigliosi», con un padre che, medico veterinario e docente universitario negli anni Cinquanta, le ha saputo trasmettere l’amore per gli animali e per ciò che producono.

«Vivo qui dal 1970 — racconta Elena — quando i miei genitori decisero di trasferirsi alla Botanica dove mio padre allevava 750 bovine, tutte di razza Frisona, che producevano latte per il consumo alimentare. Negli anni successivi io ho concluso il mio percorso di studi, ho aperto a Milano uno studio di arredamento e mi occupavo della parte amministrativa dell’azienda. Sono stati anni molto intensi in cui mio padre ha saputo imprimere all’attività agrozootecnica una visione innovativa e proiettata al futuro. Nel 2000, infatti, La Botanica è stata tra le prime ad ottenere la certificazione Iso 9000 e cinque anni dopo la seconda, a livello nazionale, a classificarsi seconda nella vendita di latte crudo attraverso l’utilizzo degli erogatori che noi avevamo collocato all’interno della cascina per favorire un contatto diretto col consumatore, al quale regalavamo anche la bottiglia in vetro destinata a contenere il latte. Una scelta vincente che racchiudeva enormi potenzialità, tant’è vero che proprio in quel periodo abbiamo avviato la trasformazione lattiero-casearia con i primi formaggi».

 

Spazio salottiero

Ma è nel 2010, dopo la morte del papà avvenuta quattro anni prima, che Elena Cazzaniga dà una svolta alla sua vita professionale e a quella della Botanica. Abbandona la sua attività di arredatrice e reimposta quella dell’azienda agricola, ad iniziare dalla riduzione dei capi di bestiame allevati, da 750 bovine a 40, 25 delle quali in mungitura, tutte ricoverate nella stalla rinnovata, dove comunque il papà aveva già previsto ampi spazi di stabulazione, oggi concepiti e dotati dei più moderni sistemi per garantire le migliori condizioni di benessere animale.

«Volevo creare un luogo accogliente, uno spazio salottiero in un contesto naturale unico e ricco di storia» racconta. «Sfruttando l’esperienza della mia attività precedente ho avviato i lavori di ristrutturazione della vecchia casa colonica e ricavato 7 camere destinate all’accoglienza e, nello stesso tempo, col latte delle nostre bovine, è partita la produzione di formaggi, yogurt, gelati, uno dei nostri fiori all’occhiello che ottiene sempre il grande apprezzamento di chi li assaggia». Non è un caso, infatti, che l’angolo della gelateria alla Botanica sia stato chiamato Lattelier, un evidente richiamo alla bontà e alla raffinatezza di un prodotto, è proprio il caso di dirlo, che non si dimentica facilmente.

Ma Elena aveva in mente altri progetti ancora. E così, nel 2011, ha aperto il ristorante, Convivio, dove suo figlio Gianluca Renoldi — una laurea in Agraria — ricopre da sempre il ruolo di chef, proponendo i piatti della tradizione locale rivisti e in qualche caso corretti con le innovative proposte della cucina moderna; ma ha anche popolato l’azienda di animali da cortile, realizzato un apposito recinto per pony e asini dove i bambini possono provare l’emozione di una prima cavalcata, seminato una quantità infinita di erbe aromatiche e fiori all’interno dell’importante orto botanico da sempre esistente che vengono utilizzate nella preparazione dei piatti. «Abbiamo ottenuto l’accreditamento come fattoria didattica — spiega — e siamo aperti ad ogni tipo di didattica, anche universitaria, tant’è vero che periodicamente ospitiamo studenti che vengono qui per raccogliere dati e informazioni per la loro tesi di laurea». 

 

Il regno degli eventi

Eventi, matrimoni, cerimonie di vario genere da anni trovano alla Botanica la loro migliore espressione perché accoglienza e bellezza sono ai massimi livelli in ogni angolo dell’azienda: dallo spazio dedicato alla vendita dei prodotti al ristorante passando per gli ampi spazi all’aperto, dove gli appassionati possono ammirare ogni tipo di attrezzo agricolo, tantissima oggettistica d’antan, in un’armonia di mobili antichi che lascerebbe senza parole anche il più esigente degli antiquari. La Botanica dispone anche di 65 ettari di terreno coltivati a grano saraceno, mais e frumento biscottiero. Tutto il raccolto è destinato alla razione alimentare delle bovine, la cui composizione viene costantemente formulata da Gianluca per ottenere un latte sempre migliore in termini di qualità e gusto. «Circa l’80% delle materie prime destinate all’alimentazione del bestiame è di nostra produzione» sottolinea Elena.

«Oltre alle bovine da latte abbiamo alcuni capi da carne e altrettanti maiali dai quali otteniamo carne fresca, lardo e salsiccia, tutti destinati al nostro ristorante, mentre i salumi e i prodotti che non produciamo noi provengono da aziende agricole di mia fiducia che scelgo personalmente. A questo voglio aggiungere il vasto assortimento della nostra cantina, che conta ben 150 etichette di vini tutti provenienti da aziende agricole per l’80% lombarde, scelte scrupolosamente da mio figlio che propone orgoglioso anche un sidro lavorato con le stesse tecniche dello champagne».

 

Guardando al futuro

Alla Botanica Elena Cazzaniga dà lavoro a 27 dipendenti e i mesi della pandemia hanno messo a dura prova anche la sua attività. «All’inizio del lockdown di marzo, insieme a mio figlio Gianluca abbiamo immediatamente pensato a come fare per non interrompere l’attività lavorativa e garantire lo stipendio a tutto il personale. Così, dal 9 marzo, abbiamo iniziato subito con la consegna dei prodotti a domicilio in confezioni monoporzione, un servizio molto apprezzato che da una parte ha assicurato una maggiore salubrità degli alimenti e, dall’altra, ci ha permesso di offrire un plus che i nostri clienti non hanno dimenticato. Nello stesso tempo, abbiamo provveduto a fare un significativo restyling del sito internet e avviato una programmazione capillare sui social. Stiamo vivendo un momento molto delicato — è la riflessione finale di Elena — e quello che in ogni caso abbiamo perso durante il lockdown in termini di fatturato non potrà essere recuperato. Però vogliamo guardare avanti, ogni settimana progettiamo qualche iniziativa e nel rispetto di tutte le norme anti-Covid previste, appena è stato possibile abbiamo ripreso a ospitare eventi e cerimonie di vario genere. Per me la Botanica rappresenta un viaggio quotidiano in cui anima e cuore si intrecciano e contribuiscono a darmi la carica necessaria a rimboccarmi le maniche ogni giorno con l’obiettivo preciso di trasmettere il bello e il fascino di questa azienda».

 

Quando il destino è scritto nella storia

L’azienda agricola La Botanica, situata all’interno del parco delle Groane, vanta una storia davvero particolare e molto antica. Si racconta che in origine, tra il 1300 e il 1400, fosse una riserva di caccia in cui brughiera e bosco alto fossero equamente suddivisi. Ma è dalla metà del 1800 che si hanno notizie più certe, quando ne divenne proprietario un certo Gerbino (non si hanno notizie certe sul suo nome di battesimo, NdR), ebreo, che nel parco della tenuta decise di costruire un giardino botanico, da cui deriva il nome dell’azienda, dove piantumò una grande quantità di cedri del Libano.

Non solo. La sua lungimiranza e un innato ingegno gli suggerirono la realizzazione di un innovativo sistema di irrigazione e cisterne per il recupero dell’acqua piovana, a cui si unì la creazione del più grande apiario italiano, riconosciuto all’epoca dalla Real Casa, che grazie alla diffusa ed estesa presenza di boschi di acacia gli permisero di ottenere un’abbondante produzione di miele, tant’è vero che a quel punto Gerbino inventò una ricetta per la produzione del pane di miele, efficace rimedio terapeutico per quelli che all’epoca erano riconosciuti come “malati di petto”, cioè chi soffriva di malattie respiratorie.

Grazie a questa peculiarità, Gerbino diede inizio alla produzione industriale di questo pane e ancora oggi Elena Cazzaniga conserva un “involto” originario dove l’azienda viene denominata “A. Gerbino” e raffigura i fabbricati sostanzialmente uguali a quelli di oggi al netto della ristrutturazione avvenuta negli anni. La scoperta degli antibiotici segna però il declino del pane di miele e, dopo la morte del suo fondatore, la tenuta passa di mano in mano fino al 1951, quando l’acquista Luigi Cazzaniga, nonno paterno di Elena, agricoltore della Bassa Milanese. «Mio nonno era un amante del bello — racconta Elena — un uomo volitivo che acquistò la Botanica a dispetto del parere di tutti. Ma le sue decisioni non ammettevano condizionamenti esterni. E se, come tutti nella vita, anche lui ha dovuto fare i conti a volte con alcuni errori, acquistando questa azienda agricola ha dimostrato di possedere un acume davvero speciale».

Anna Mossini

 

Azienda Agricola La Botanica

Via F. Gerbino 33 – 20823 Lentate sul Seveso – Birago (MB)

E-mail: la.botanica.agr@gmail.com

Web: www.aziendaagricolabotanica.it – instagram.com/labotanica_official

 

Altre notizie

 

I salumi e le carni del Gruppo Martelli arrivano anche in Germania

Cresce la presenza sui mercati esteri del Gruppo Martelli, realtà di primo piano nella produzione di salumi e carni in Italia, grazie alla creazione della sua prima società in terra tedesca. Con l’accordo con due operatori locali specializzati nella distribuzione di prodotti alimentari italiani in Germania è nata infatti a giugno Martelli Deutschland, filiale presente all’interno di un paese strategico per l’export agroalimentare italiano e che andrà ad aumentare il raggio di azione del gruppo mantovano, già presente con i suoi prodotti in USA, Francia, Australia e Giappone. «Si tratta di un tassello molto importante per il nostro gruppo che siamo certi ci consentirà di aumentare non solo le nostre quote di mercato all’estero, ma di acquisire un ruolo importante in un mercato che sarà in grado di apprezzare la grande qualità dei nostri prodotti» afferma Nicola Martelli (in foto), export manager del gruppo con sede a Dosolo (MN) e composto da 7 unità produttive dislocate dal Friuli fino a Parma, passando per la provincia di Padova e arrivando a Mantova. La nuova società vede la presenza di due operatori tedeschi che hanno un’esperienza pluriennale nella commercializzazione di prodotti agroalimentari sul mercato tedesco: Peter Voss, con il ruolo di direttore commerciale della Martelli Deutschland, e la famiglia Betz Franz-Hartwig e Christoph. «Sono due partner affidabili che ci consentiranno di sviluppare la nostra presenza all’interno di un mercato esigente e importante come quello tedesco» continua Nicola Martelli. «Oggi l’export per il nostro Gruppo rappresenta il 18% delle nostre vendite ma ora, con la nostra nuova società, intendiamo aumentare la quota di mercato». L’accordo prevede l’esportazione dell’intera gamma di prodotti del Gruppo principalmente nel canale della Grande Distribuzione tedesca, sia col proprio marchio che per i prodotti private label. «Abbiamo iniziato con la salsiccia fresca — continua l’export manager del Gruppo — e a seguire abbiamo introdotto i prodotti che ci hanno resi noti sia in Italia che nei Paesi esteri nei quali siamo presenti, grazie alla qualità della nostra materia prima, al completo controllo della filiera e alla sanità dei prodotti finali: il prosciutto cotto e il Prosciutto di Parma Dop». L’elevata qualità delle carni suine che vengono utilizzate per la produzione di tutti i prodotti a firma Martelli è da sempre uno dei tratti distintivi dell’azienda mantovana. Questo approccio trova la sua massima espressione nella linea completamente antibiotic free denominata “Qui Ti Voglio” e che, secondo i programmi dell’azienda, sarà protagonista anche in Germania nei prossimi mesi. «Si tratta di una linea di prodotti ottenuta da carni di suini esclusivamente italiani e allevati in condizioni di benessere e sicurezza talmente elevate da non aver bisogno di antibiotici in nessuna fase della vita» conclude Nicola Martelli. «Siamo certi che anche il mercato tedesco, sempre molto attento al benessere animale, saprà apprezzare questi prodotti unici nel panorama italiano».

>> Link: www.martelli.com

 

 

Didascalia 1: pizzotta della Botanica, con culatello e mozzarellina filata a mano.

Didascalia 2: Nicola Martelli.

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