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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2020

Rubrica: Il food in rete
Articolo di Benedetti E.
(Articolo di pagina 32)

Social food

1. Prosciutto di Norcia 2. Raimondello, salumi e carni 3. Ventricina del Vastese 4. Gastronomia Yamamoto

1. Prosciutto di Norcia

I dati Istat di aprile 2020 ci raccontano che il numero di operatori certificati nel settore agroalimentare di qualità è in crescita del 3,4% e in particolare sono in aumento quelli attivi nella preparazione di carni, grazie anche al traino di 5 prodotti: il Prosciutto di Norcia in Umbria e Capocollo, Pancetta, Salsiccia e Soppressa provenienti dalla Calabria. Il Prosciutto di Norcia Igp è l’espressione della storia e della cultura salumiera del suo territorio. Il sito del Consorzio, molto ben fatto e visitabile su prosciuttodinorcia.com, vi farà scoprire la storia di questo prosciutto davvero unico.

 

2. Raimondello, salumi e carni

“Secondo noi, la prima regola per mangiar bene è comprendere quello che si mangia”. Questa la filosofia alla base del lavoro di Raimondello (raimondello.com), azienda pugliese che lavora carni e salumi in quel di Martina Franca (TA). Fedeli alle tradizioni e al territorio e moderni e innovativi nella comunicazione. Da seguire.

 

3. Ventricina del Vastese

Regina dei salumi, la Ventricina del Vastese si produce con carne di maiale, sale, peperone e spezie. Per scoprirne storia, tradizione e segreti c’è il portale ventricinadelvastese.it che fa capo all’Associazione di Promozione e Tutela Ventricina del Vastese. “Non si può capire la Ventricina senza sapere cosa rappresenta il maiale in questa zona, dove convive la tradizione di allevarlo in casa con vari allevamenti estensivi del territorio: praticamente tutto. È ricchezza, è gusto, è sopravvivenza, è rito, è cultura. E anche ingegno: vale a dire capacità di usare ogni sua parte, nessuna esclusa”. Ci piace.

 

4. Gastronomia Yamamoto

È una piccola grande meraviglia il portale web della Gastronomia Yamamoto di Milano (gastronomiayamamoto.it). “In Giappone, una delle prime parole che sentite appena rientrati è okaerinasai, che significa bentornato a casa. E con questo spirito che vi vogliamo accogliere nella nostra casa giapponese nel cuore di Milano”. Se il Giappone è lontano, Milano è più accessibile e i piatti di questa famiglia sono una vera delizia, così come le illustrazioni che impreziosiscono le pagine web. Bravissimi.

 

Altre notizie

 

Il mondo della salumeria piange la scomparsa di Enrico Delfini, imprenditore capace, manager appassionato, profondo conoscitore del mercato delle carni e della lavorazione dei salumi

Parmigiano di nascita, vicentino d’adozione, è scomparso lo scorso 6 settembre all’età di 72 anni, vittima di una grave malattia, Enrico Delfini. Molto conosciuto e stimato nel settore alimentare, dove si era fatto apprezzare per le sue capacità professionali quanto per la passione che metteva nel suo lavoro, Delfini era cresciuto fra stabilimenti e prosciuttifici, seguendo le orme del padre Dante. Un manager serio, preparato, appassionato, sempre portatore di idee innovative e creative, elegante e disponibile all’ascolto, al dialogo, che abbiamo avuto il piacere di intervistare più volte nel corso degli anni e incontrare alle varie fiere di settore. Delfini aveva iniziato giovanissimo come mediatore di salumi. Poco alla volta aveva poi costruito una carriera che lo aveva visto assumere ruoli di sempre maggiore responsabilità: insieme all’allevatore-macellatore Giuseppe Aimaretti e al vicentino Bruno Brendolan negli anni Novanta avviò uno dei più grossi stabilimenti di produzione del prosciutto crudo presenti a San Daniele, la cui insegna, A&B, segnava l’unione dei due imprenditori. Prima amministratore delegato, poi presidente, Delfini guidò l’azienda per anni, portandola a centrare successi importanti, sia in termini qualitativi sia gestionali. Alla Nuova Boschi, storica azienda di Felino, ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato per oltre 13 anni. Tra i suoi ultimi progetti ricordiamo il prosciuttificio “Perla d’Ampezzo”.

Delfini amava moltissimo il suo lavoro: anche dopo la pensione era infatti rimasto legato al settore dei prosciuttifici, a cui non ha mai smesso di dare il suo contributo. Negli ultimi anni, ad esempio, aveva studiato un sistema di tracciabilità delle carni e dei prosciutti per evitare possibili contraffazioni.

«Il lavoro era la sua vita» racconta a Laura Ugolotti della Gazzetta di Parma Paolo Bucci, fratello della prima moglie, Lillia. «Era molto bravo, capace, tutti lo stimavano. Ma soprattutto era un uomo di una generosità fuori dal comune, un vero signore». Delfini viveva in provincia di Vicenza con la moglie, Silvia Brendolan, e le figlie Erica e Ilaria. «Pur non vivendo qui, tornava spesso a Parma ed era una piacevole abitudine quella di trovarci a tavola» prosegue Bucci. «Non scorderò mai le nostre cene, insieme alla figlia Maria Chiara. Amavamo entrambi la buona cucina ed era un modo per stare insieme e curare i legami di famiglia, seppur nella distanza. Per me Enrico era molto più di un cognato. Era un fratello, un amico, una persona di gran cuore, generoso e disponibile con tutti. So che si dice sempre di chi viene a mancare, ma nel suo caso è la pura verità. Credo che nessuno possa dire il contrario».

Ai famigliari e agli amici vanno le più sentite condoglianze della Redazione tutta di Premiata Salumeria Italiana e Eurocarni.

 

Didascalia: Enrico Delfini

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