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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2020

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 118)

Coronavirus ed eventi collettivi

La filiera fieristica e quella delle manifestazioni pubbliche sono completamente al palo: si chiede sostegno, si propongono soluzioni alternative per non soccombere

Il danno che non ha prodotto la malattia lo farà l’onda lunga di una crisi economica che per ora ha mostrato solo i primi segnali. La stagione turistica è infatti fortemente compromessa, così come lo sono tutta una serie di attività ludiche o professionali che, prevedendo assembramenti, sono vietate. Molte tipologie di imprese non possono ancora riprendere ad operare o lo devono fare in una maniera talmente differente, tale da renderle scarsamente o per niente sostenibili, da molti punti di vista. Cinema e teatri sono gli ultimi a riaprire, i congressi e molti altri eventi, per ora, totalmente negati. La stagione delle sagre e delle feste cittadine è rinviata a data da definirsi, così come sono sparite le fiere, da quelle di più piccole dimensioni alle grandi manifestazioni internazionali.

Abbiamo dapprima assistito ad un rinvio di qualche mese, poi allo stralcio definitivo degli eventi. Le prime settimane dell’emergenza sono iniziate col tentativo di posticipare iniziative che potevano essere cancellate all’ultimo momento per ordinanza o per il forte  rischio di una scarsa partecipazione, soprattutto da parte degli operatori esteri. È accaduto quando l’Italia era ancora uno dei pochi Paesi al mondo ad aver fatto i conti con la patologia.

Si è passati poi alla triste constatazione che quelle iniziative così partecipate e così impegnative in termini di coinvolgimento di persone e imprese non potessero che essere annullate per futura riprogrammazione nell’edizione dell’anno prossimo oppure completamente riviste nelle loro modalità di svolgimento. Può esserci infatti forse un modo per realizzarle ugualmente, ma è difficile pensare ad un distanziamento sociale soddisfacente, in contesti che per loro natura sono di successo solo quando prevedono flussi d’ingresso ragguardevoli.

Una fiera o una sagra poco partecipate non possono essere ben riuscite e certamente non sono sostenibili sul piano del bilancio costi ricavi.

Il danno che deriva dalla relativa cancellazione è enorme, tanto più che coinvolge operatori di diversi settori, direttamente o indirettamente interessati: le imprese che organizzano eventi, quelle che si occupano degli allestimenti, le aziende partecipanti, l’indotto legato ai flussi di persone che si spostano e che per questo utilizzano mezzi, servizi di ristorazione, alloggio e molto altro ancora.

Le manifestazioni, grandi o piccole che siano, rappresentano un’economia importantissima. Lo sono al pari le sagre paesane che vedono un coinvolgimento di operatori che vendono al pubblico: una fonte di reddito decisiva per un tessuto imprenditoriale come il nostro fatto di microrealtà che, grazie ad uno o più festeggiamenti, seppur talvolta modesti, riescono a far quadrare i conti a fine anno.

L’Italia è il secondo mercato fieristico in Europa. Si tratta di un sistema che, al netto dell’indotto, coinvolge ogni anno 200.000 espositori, 20 milioni di visitatori, un volume d’affari per 60 miliardi di euro e, per le imprese che vi partecipano, il 50% delle contrattazioni sulle esportazioni (dati: Aefi – Associazione delle fiere italiane).

Le manifestazioni fieristiche quanto gli eventi minori sono pertanto fondamentali per il nostro Paese, che si tratti di iniziative B2C o B2B.

Le sagre vedono il coinvolgimento di piccoli produttori, allestitori, imprese locali, talvolta un tessuto sociale che opera ai margini, ma per cui anche i lavori saltuari di supporto sono importanti.

La stragrande maggioranza degli eventi si svolge da maggio a ottobre, sino ad arrivare sotto Natale. Quest’anno quei ricchi calendari verranno stralciati. Moltissime, la maggior parte, sono legate all’agroalimentare e anche quando non lo sono e prevale altra tipologia di manifattura o servizi non c’è manifestazione dove non ci siano cibo e bevande, dove l’enogastronomia non riesca a ritagliarsi uno spazio, più o meno ampio.

Nel 2019 il settore, tenuto conto anche dell’indotto, ha prodotto un giro d' affari da 1,8 miliardi di euro, con in prima fila regioni come Puglia, Campania, e a seguire Lazio, Toscana e Piemonte (3.000 eventi, 75.000 lavoratori interessati).

Nel Mezzogiorno, più che nel resto del Paese, le sagre incidono nell’economia generale, con paesini che, attraendo decine di migliaia di visitatori, riempiono le casse per mesi e fanno lavorare persone e imprese.

Eventi di grande appeal per i quali, — secondo Anva-Confesercenti — ogni Italiano spende in media tra gli 80 e i 100 euro all’anno, interessandosi, prima di tutto, di manifestazioni dove sia possibile degustare specialità enogastronomiche del territorio.

Si pensi che iniziative come la settimana dedicata ai festeggiamenti di San Nicola, il patrono di Bari, genera ricavi per due milioni di euro circa, richiamando ambulanti, commercianti, artigiani, artisti, giostrai, allestitori, service e molto altro ancora, coinvolgendo un migliaio di lavoratori circa.

L’impossibilità di portare avanti il calendario fieristico non è solo un problema per le aziende espositrici e per l’indotto, lo è a maggior ragione per il comparto dei servizi di allestimento, per il quale i danni sono incalcolabili e la ripresa incerta. L’intera filiera è in ginocchio: aziende, soprattutto cooperative specializzate nei montaggi, imprese di pulizie, facchinaggio, trasporto, noleggio allestimenti, service audio, video e luci, le stesse società che gestiscono le fiere, quelle che organizzano eventi. Lo denuncia Massimiliano Vaj, presidente di Asal, associazione di FederlegnoArredo che sottolinea che, in assenza di sostegno da parte del Governo, molte aziende rischiano il fallimento.

Gli fa eco l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane — 38 quartieri fieristici associati all’attivo, che organizzano oltre un migliaio di manifestazioni all’anno, su una superficie espositiva totale di 4,2 milioni di metri quadrati — che guarda avanti ed è propositiva. L’Aefi ha presentato delle linee guida che consentirebbero di gestire eventi pubblici e manifestazioni fieristiche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di poter riprogrammare quanto prima il calendario degli appuntamenti nazionali ed internazionali.

Un documento importante che prevede misure igienico-sanitarie e comportamentali che consistono principalmente in regole di distanziamento sociale, corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, procedure di controllo sanitario agli ingressi che deve avvenire secondo procedure di entrata, transito, uscita, modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto. Inoltre, corretta pulizia e sanificazione dei luoghi in cui si svolge la manifestazione, prima, durante e al termine di ogni evento, allestimento di locali adeguati, presidio medico presente in fiera, obbligo della mascherina per operatori e visitatori.

Il protocollo tratta altresì la fase preliminare e successiva dell’evento. Pur disponendo, i quartieri fieristici, di spazi interni ed esterni importanti e atti a garantire il distanziamento sociale tra gli operatori, sono state comunque studiate misure per limitare l’affollamento. Una di queste è l’allungamento dei tempi di allestimento e disallestimento e della durata delle stesse manifestazioni, con una gestione equilibrata delle presenze, tramite prenotazione della visita con biglietteria on-line, l’ampliamento degli spazi e, ove possibile, i posizionamenti ad hoc nelle sale convegni.

Un’ipotesi valida, quella proposta, che ancora non si è tuttavia potuta mettere in pratica.

Nel frattempo si pensa, laddove possibile, ai saloni digitali, cioè fiere virtuali con la stessa impostazione editoriale e curatoriale classica che tenta di restituire in dimensione informatica la ricchezza e la forza di coinvolgimento e comunicazione della manifestazione abituale.

Alla presentazione di imprese e prodotti si affiancano percorsi tematici, funzionalità di un marketplace, un palinsesto di eventi che comprendano confronto, dibattiti, incontri, collaborazioni e partnership coi media.

Seppur con maggiori difficoltà, si fanno dei tentativi anche sul fronte delle sagre e delle feste paesane, per non far saltare completamente l’appuntamento annuale. In alcuni comuni si è trovata l’alternativa, seppur in modalità decisamente sottotraccia, perché svolta tramite web, con prete e sindaco collegati dalla piazza, artisti che si esibiscono da casa, un presentatore che coordina tutto come amministratore della videoconferenza.

Insomma, magre consolazioni per ora, dove il contatto umano scompare, la degustazione di prodotti è impossibile, la festosità del momento rinviata all’edizione successiva.

Sebastiano Corona

 

Altre notizie

 

Roma Champagne Experience andrà in scena nel 2021

Club Excellence, la società che riunisce 18 tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza e che organizza l’evento, ha deciso di posticipare al prossimo anno, nelle date di domenica 16 e lunedì 17 maggio 2021, la kermesse dedicata allo champagne che quest’anno avrebbe dovuto tenersi per la prima volta a Roma, dopo il grande successo delle precedenti edizioni a Modena. «Abbiamo osservato con attenzione gli sviluppi della situazione per prendere la nostra decisione — ha spiegato Lorenzo Righi, organizzatore della manifestazione e direttore di Club Excellence — con la speranza che Champagne Experience potesse svolgersi regolarmente nel 2020, in una veste analoga a quella che l’ha portata in questi anni a riscuotere un grande apprezzamento e a registrare un’ampia partecipazione di pubblico, operatori e produttori. Un appuntamento di questa portata ha bisogno di una cornice che ne consenta uno svolgimento sereno, in sicurezza e allo stesso tempo al massimo delle sue possibilità». Vista la difficoltà di prevedere l’evoluzione dello scenario sanitario e normativo e di garantire quindi, ad oggi, un’edizione che rispecchiasse pienamente le sue fondamentali premesse, unita alla necessità, inderogabile, di mettere al primo posto la sicurezza sia del numeroso pubblico che dei tanti espositori, Club Excellence ha dunque preferito posticipare Roma Champagne Experience al 2021.

«Tra i motivi che in questi anni hanno permesso alla manifestazione di crescere fino a ottenere oltre 4500 visitatori — ha sottolineato Righi — vi è l’opportunità di poter interloquire coi produttori di champagne presenti in prima persona, la possibilità di poter degustare un’amplissima selezione di etichette in un’atmosfera distesa e di poter condividere gli assaggi con amici, colleghi e conoscenti. Perché il vino, e lo champagne in particolare, proprio nella convivialità trova uno dei suoi complementi essenziali». Appuntamento, quindi, a domenica 16 e lunedì 17 maggio 2021 sempre a Fiera Roma, dalle 10:00 alle 18:30.

>> Link: champagneexperience.it

 

Didascalia: Cibus, la fiera di riferimento del made in Italy alimentare, si terrà a Parma dal 4 al 7 maggio 2021. Nel 2020, Fiere di Parma e Federalimentare hanno comunque deciso di organizzare un Forum internazionale sulla ripartenza dell’agroalimentare, previsto per il 2 e 3 settembre a Parma (si veda l’articolo a pagina 122). Intanto, è già partita l’innovativa piattaforma digitale “My Business Cibus” dedicata agli operatori internazionali per la ricerca e il matching con l’Authentic Italian.

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