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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2020

Rubrica: Speciale miele
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 62)

Oro liquido

Mieli italiani

Il miele non è solo un alimento sano. Questo sottoprodotto dell’impollinazione e del lavoro che le api svolgono incessantemente da milioni di anni rappresenta la quintessenza delle attività umane. È infatti uno dei migliori esempi di sfruttamento incruento della natura da parte dell’uomo e dai risvolti ambientali cruciali. Simbolo stesso quindi della civiltà umana, il miele assurge a modello di integrazione tra uomo e natura, con significative ripercussioni ambientali, sociali, economiche.

L’Italia, pur non rientrando tra i maggiori Paesi produttori al mondo, possiede una tradizione millenaria testimoniata dagli autori latini da Virgilio a Plinio il Vecchio, cantata in poesia e raccontata nei trattati scientifici. Si può ben dire che tutta la Penisola sia ricca di mieli caratteristici che la rendono, al pari delle altre produzioni tricolori, una Penisola del buon gusto a livello planetario.

 

L’apicoltura nomade in Valle d’Aosta di Marco Glarey

Gli apiari di Marco Glarey svernano a Villeneuve, località ideale per recarsi nelle vallate del Parco Nazionale del Gran Paradiso. «Gli ambienti calcarei d’alta quota in Val di Rhêmes sono ideali per la crescita degli arbusti di rododendro, che fiorisce tra giugno e agosto», racconta.

«La transumanza con le api avviene in un primo momento intorno ai 1000 metri di quota e da lì sino a un’altezza di 1200 metri». Il miele di rododendro, dal colore giallo paglierino, è floreale, delicato, poco intenso e si presta bene a dolcificare tisane (apicolturaglarey.it).

 

Il miele del Carso della Casa dell’Ape

La Casa dell’ape di Lucinico, in Gorizia, è una cooperativa il cui fiore all’occhiello è il miele di marasca del Carso, derivato dai fiori del Ciliegio canino (Prunus mahaleb). La coltura è spontanea e fornisce un miele dal colore rossastro, intensamente profumato e dal retrogusto amarognolo. Una colazione sana e golosa si compone di pane, burro e miele di marasca (mielisenzaconfini.it).

 

I mieli dell’Alto Mantovano di Mirko Arisi

Nell’Alto Mantovano, a Casaloldo, un territorio dove prevale la monocoltura maidicola, la passione per la natura di Mirko Arisi regala, grazie alla sua pratica hobbistica messa in pratica a Corte Molinello, mieli dal carattere molto deciso. «Ci metto tanto impegno quanto è l’amore che nutro per la natura», dice entusiasta. «Da quando ho scoperto il mondo delle api non posso più fare a meno di seguire il loro incessante lavoro». Il miele di pruno selvatico e ciliegio possiede plissettature dal colore carminio da cui affiorano profumi di frutta secca e un gusto piacevolmente ammandorlato (www.facebook.com/cortemolinello).

 

Nomadismo e essenze sarde per il più caratteristico dei mieli

Forse, tra i mieli d’Italia, il più caratteristico è quello di corbezzolo. Prodotto nel cuore dell’inverno quasi esclusivamente in Sardegna, nei fundales (ai piedi) del Supramonte trova la sua massima espressione. Pino Manca gestisce il negozio di formaggi con lo zio Giovanni Podda, Il Cortile del formaggio (telefono: 340 5245599), a Orgosolo, e segue la produzione del miele destinata allo spaccio. «Faccio nomadismo e, come tutti gli orgolesi, vado là dove ci sono le essenze per poter confezionare il miele. La vendita diretta assorbe la quasi totalità della produzione, che per il miele di corbezzolo è di solito scarsa». Il miele di corbezzolo cristallizza con rapidità e assume un colore grigiastro, al tatto è cremoso e morbido, il profumo ricorda le foglie di tabacco. Ma è il gusto a renderlo davvero unico, che ricorda le radici amare e il caffè.

 

Eucalipti lucani

Il miele di eucalipto che nasce in Basilicata nell’Apicoltura Rondinella è totalmente biologico. L’azienda pluripremiata si distingue per invasettare un miele uniflorale purissimo e quello d’eucalipto è ambrato, liquido, profumatissimo di erbe montane (mielerondinella.it).

 

Mieli di agrumi: arancio e limoni, Calabria e Sicilia

Il miele uniflorale, cioè ottenuto dal lavoro che le api svolgono su precise coltivazioni, si può ricavare solamente quando la fioritura avviene in un periodo ben definito (e non protratto, e quindi sovrapposto ad altre fioriture). Per gli agrumi questo periodo va da aprile a ottobre.

Il miele d’arancio è assai raro. Esso ha nella Piana di Gioia Tauro una delle sue aree più vocate. In particolare il territorio di San Ferdinando, piccolo centro tirrenico, è conosciuto per le vaste coltivazioni di agrumi: limoni, bergamotti ed arance. Per le arance il periodo della fioritura va da aprile a ottobre e il miele ottenuto si riconosce per il colore molto chiaro quasi incolore, odore intenso simile ai fiori da cui proviene, aroma floreale e dolce leggermente acidulo. Ma i mieli di agrumi formano una famiglia di prodotti piuttosto simili tra di loro e le differenze che si riscontrano sono imputabili alla combinazione di flora che caratterizza le coltivazioni. La zona intorno al centro abitato di San Ferdinando è quella dove maggiormente viene prodotto in Italia (Apicoltura Francesco Artese, telefono: 0966 765014).

A Zafferana Etnea (CT) Filippo Leonardi conserva una passione familiare innata, che negli anni ha reso Solmielato uno dei riferimenti più noti dell’apicoltura siciliana e italiana. Il miele di limone è raccolto in agrumeti posti lungo le coste tirreniche della Sicilia, zone caratterizzate in prevalenza da limoni biologici destinati all’estrazione di essenze e puri oli vegetali dalle bucce dei frutti. I fiori hanno un profumo delicato e aromatico. Il miele di limone rispecchia le caratteristiche dei fiori: il colore è bianco perlaceo, la cristallizzazione finissima dona una consistenza cremosa. Il gusto è delicato, il profumo deciso, dolce e floreale (solmielato.it).

Riccardo Lagorio

 

Altre notizie

Adotta un alveare

Da qualche anno si è fatta strada l’idea di “adottare” colture agricole o animali d’allevamento. L’adozione oggi rappresenta al contempo l’opportunità di aiutare piccoli allevatori e aziende agricole e mangiare cose più buone o fare un regalo a chi ama gli animali ma vive in città. Tra le varie possibilità ci sono naturalmente anche le api. 3Bee è una start-up italiana nata per innovare i sistemi di diagnostica e monitoraggio degli alveari che è riuscita a creare una rete di migliaia di piccoli apicoltori in tutto il Paese. Con l’obiettivo di evitare la scomparsa delle api dovuta a cambiamenti climatici, uso di pesticidi e parassiti, 3Bee offre la possibilità a chiunque di adottare un alveare e ricevere il miele direttamente a casa propria. Sul sito di 3Bee (www.3bee.it) si può scegliere tra una lista di apicoltori e per ciascuno si può decidere quale miele farsi inviare, quale arnia adottare e a quale piano tariffario aderire: in un anno si va da mezzo chilo di miele al costo di 21 euro fino ai 94 euro per 5 chili. Anche le aziende possono contribuire alla causa: per esempio, a marzo Ferrero ha adottato 10 alveari, per un totale di circa 600.000 api.

La Fattoria Le Pietre Vive di Montaperti, di Castelnuovo Berardenga (SI), ha invece avviato il progetto Le Api di Gioia (www.leapidigioia.it) per permettere l’adozione di un’arnia nel Senese. L’adozione è di un anno e costa 90 euro: si può dare un nome alla propria ape regina e ricevere a casa un certificato, 6 chili di miele, 2 bottigliette di propoli e 2 confezioni di polline, che si può assumere come integratore naturale.

 

Didascalia: Erminio e Marco Glarey. La loro azienda apistica di Villeneuve vanta una lunga tradizione familiare (photo © www.tascapan.com).

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