Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2020

Rubrica: Interviste
Articolo di Borghi G.
(Articolo di pagina 50)

Prosciutto di Modena Dop: il Consorzio in prima linea per sostenere i produttori

Giorgia Vitali, presidente del Consorzio del Prosciutto di Modena Dop, fa il punto sulle attività dell’associazione a sostegno dei produttori colpiti in maniera importante dal lockdown imposto dall’emergenza Covid. Un salume di nicchia amato in Italia e all’estero che riparte dalla valorizzazione del territorio e dall’unione coi suoi prodotti di spicco

«Il nostro è un Consorzio di nicchia, una decina di associati soltanto, per una produzione che si aggira sulle 70.000 cosce l’anno; condizione questa che ci consente di controllare al meglio il prodotto e la stretta aderenza alle disposizioni previste dal Disciplinare. Proprio perché siamo piccoli, però, siamo stati toccati in maniera più importante rispetto ad altre realtà dalle condizioni restrittive imposte dall’emergenza sanitaria tuttora in atto. Pur continuando a lavorare con la Grande Distribuzione, infatti, abbiamo “perso” da un giorno all’altro tutta la ristorazione, l’Ho.re.ca., il food service…. Come Consorzio, quindi, stiamo valutando proprio come sostenere le aziende produttrici in questo momento di difficoltà». A parlare è Giorgia Vitali, da un paio d’anni alla guida del Consorzio del Prosciutto di Modena Dop.

Consorzio che nel 2019 ha tra l’altro festeggiato il raggiungimento del prestigioso traguardo dei 50 anni dalla nascita, avvenuta in forma volontaria proprio nel 1969.

Giorgia Vitali, che aveva in precedenza rivestito la carica di vicepresidente del Consorzio e che lavora stabilmente nell’azienda di famiglia, il Salumificio Vitali di Castel d’Aiano (BO), specializzato nella produzione di prosciutto crudo di Modena Dop, conosce bene, anzi, benissimo il prodotto, altrettanto bene il mercato e ha ben chiaro il ruolo del Consorzio, in modo particolare, in questo frangente. «Pian piano le restrizioni e le chiusure dettate dalla pandemia saranno superate e si rientrerà tutti nella normalità ma l’impatto sulle aziende, come accennato, è stato notevole. E visto che, come si può leggere chiaramente nello statuto, tra i primi intenti del Consorzio ci sono la promozione e la valorizzazione, accanto alla tutela, del Prosciutto di Modena, abbiamo cercato il più celermente possibile delle soluzioni per mantenere vivo l’interesse e l’attenzione sul nostro prodotto».

Ad iniziare dal potenziamento delle attività sui social: oltre al sito istituzionale (www.consorzioprosciuttomodena.it), il Consorzio del Prosciutto di Modena Dop è infatti attivo su facebook (www.facebook.com/consorzioprosciuttomodena), Instagram (#prosciuttodimodenadop) e Twitter (twitter.com/ConsorzioModena), raccontando le origini e la storia del prodotto, il legame indissolubile con la città di Modena e la sua provincia, la magnificenza del Duomo e le tradizioni emiliane in cucina, senza dimenticare le attente verifiche cui è sottoposto in ogni fase di produzione e le caratteristiche nutrizionali. E poi suggerimenti per preparare piatti creativi, con ingredienti semplici ma mai banali che valorizzino il gusto del Prosciutto di Modena Dop, videoricette, spot radiofonici, «il tutto per poter arrivare direttamente al consumatore finale» puntualizza Giorgia Vitali. «Nei mesi scorsi l’impegno del Consorzio si era concentrato principalmente sulla partecipazione a fiere all’estero come la Foodex Tokyo, prevista per il mese di marzo. Sarebbe stata la nostra prima volta in Giappone, un appuntamento che consideravamo strategico per farci conoscere in un mercato potenzialmente molto interessato al nostro prodotto. Poi è stato cancellato il Summer Fancy Food Show di New York, un evento dove l’Italia e i suoi prodotti sono da tempo incontrastati protagonisti, e, pensando al nostro Paese, c’è da considerare la mancata edizione 2020 di Cibus (che si terrà nella forma phygital del Forum il 2 e 3 settembre prossimi a Parma, per poi ritornare nella versione tradizionale dal 4 al 7 maggio 2021, NdR), una grande vetrina di visibilità a livello internazionale. Mancanze come queste ci hanno costretti a ripensare la nostra strategia di promozione e valorizzazione del Prosciutto di Modena Dop. Per il 2021, ad esempio, parteciperemo ad eventi collettivi accanto ai Consorzi delle Indicazioni Geografiche (Dop e Igp) del nostro territorio, riuniti in Piacere Modena (www.piaceremodena.it): il Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, il Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, ecc… Presentarsi insieme significa valorizzare l’incoming di buyer esteri sul territorio di produzione dei nostri prodotti». Restare vicini in un periodo in cui si parla solo e soltanto di distanze è senz’altro la scelta più giusta.

Gaia Borghi

 

Altre notizie

 

Tasty Box: i sapori della Food Valley in una scatola

Una scatola ricca di sapori del territorio in dono a chi deciderà di andare a pranzo o cena in uno dei 30 ristoranti parte del circuito Parma Quality Restaurants, il Consorzio che riunisce 30 ristoratori, custodi della cultura culinaria territoriale uniti dall’obiettivo di fare squadra per valorizzarla. È l’iniziativa partita lo scorso primo di giugno e lanciata dal Comune di Parma e dalla Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy per sostenere i ristoratori e i loro dipendenti. Tra i più duramente colpiti dall’emergenza Covid-19, il settore della ristorazione, secondo il Centro Studi di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, soltanto nel primo trimestre 2020 ha perso infatti 8 miliardi di euro. Ulteriori perdite sono attese nel secondo trimestre, considerando la chiusura totale delle attività di ristorazione fino al 18 maggio.

Come funziona Tasty Box?

Fino ad esaurimento delle 400 box disponibili, i clienti dei 30 ristoranti aderenti al circuito Parma Quality Restaurants, dislocati tra la città e il territorio parmense (l’elenco completo è disponibile su: www.parmaqualityrestaurants.it), a fronte di una spesa minima di 50 euro, riceveranno un voucher che dovranno riscattare in un secondo momento: la logica è infatti quella di incentivare le persone a mangiare fuoricasa. La spesa per ottenere il voucher potrà essere riferita, indifferentemente, a pasti ordinati con modalità delivery, a pasti take away o consumati all’interno del ristorante. A fronte di un successivo pasto (o di una successiva cena) consumato da due persone in uno dei 30 ristoranti Parma Quality Restaurants, a scelta del cliente, per un importo di almeno 50 euro complessivi, il cliente potrà riscattare il voucher. Nel rispetto di queste condizioni, l’esibizione del voucher da parte del cliente darà diritto a ottenere una delle “Tasty Box – I Sapori della Food Valley”.

Il contenuto del box

Ogni box contiene una confezione di pasta Barilla, un trancio da 500 grammi di Parmigiano Reggiano Dop e una vaschetta da 100 gr di Prosciutto di Parma Dop, offerti dai rispettivi Consorzi, conserve di pomodoro offerte da Mutti e Rodolfi Mansueto, alici offerte da Delicius, L’Isola D’Oro, Rizzoli Emanuelli e Zarotti e panna Chef Parmalat. A coordinare il progetto, che ha l’obiettivo di riportare le persone a riscoprire il piacere di un pranzo o di una cena al ristorante sono Parma Alimentare e “Parma, io ci sto!”. L’iniziativa è partita però non senza polemiche: non è infatti passata inosservata la discrepanza tra quanto affermato dai promotori dell’iniziativa secondo i quali quest’ultima sarebbe rivolta, genericamente, a sostenere il settore della ristorazione, danneggiato dalle chiusure legate all’emergenza Covid-19, e il fatto che l’iniziativa stessa coinvolga e quindi sostenga solo gli esercizi che appartengono al circuito Parma Quality Restaurants.

>> Link: parmacityofgastronomy.it

 

Didascalia: l’unicità del Prosciutto di Modena Dop deriva dal legame imprescindibile che questo prodotto ha col suo territorio di produzione, che corrisponde alla fascia collinare e alle valli che si sviluppano attorno al bacino oro-idrografico del fiume Panaro e che partendo dalla fascia pedemontana non supera i 900 m di altitudine, comprendendo anche alcuni comuni delle province di Bologna e Reggio Emilia.

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