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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2020

Rubrica: Analisi di settore
(Articolo di pagina 52)

Vino, indagine Vinitaly-Nomisma

“Nulla sarà come prima”, il refrain post-emergenza, non vale per il popolo del vino: i consumatori italiani (l’85% della popolazione) si dichiarano infatti in buona sostanza fedeli alle proprie abitudini già a partire dalla fase 2, compatibilmente con la loro disponibilità finanziaria. Nel frattempo, non è come prima la dinamica dei consumi in regime di lockdown: il bicchiere è più mezzo vuoto che mezzo pieno e la crescita degli acquisti in Gdo non compensa comunque l’azzeramento dei consumi fuori casa. E se il 55% dei consumatori non ha modificato le proprie abitudini, tre su dieci affermano invece di aver bevuto meno vino (ma anche meno birra) in quarantena, a fronte di un 14% che indica un consumo superiore. Lo afferma l’indagine — la prima a focus emergenza a cui ne seguiranno altre nei prossimi mesi — a cura dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor “Gli effetti del lockdown sui consumi di vino in Italia”, realizzata su 1.000 consumatori di vino della popolazione italiana.
Il “dopo” sarà come “prima” per l’80% dei consumatori. O più di prima, con i Millennials che prevedono un significativo aumento del consumo in particolare di vini mixati (il 25% prevede di aumentarne la domanda), a riprova della voglia di tornare a una nuova normalità con i consueti elementi aggreganti, a partire dal prodotto e dai suoi luoghi di consumo fuori casa (ristoranti, locali, wine bar), che valgono una fetta di 1/3 del campione in termini di volume (il 42% tra i Millennials). Il vino — evidenzia l’indagine — non può dunque prescindere dal suo aspetto socializzante, se è vero che la diminuzione riscontrata è da addurre in larga parte (58%) al regime di isolamento imposto dall’emergenza Covid-19 che ha cancellato le uscite nei ristoranti, le bevute in compagnia e gli aperitivi. Per contro, chi dichiara un aumento ha scelto il prodotto enologico quale elemento di relax (23%, in particolare donne del Sud), da abbinare alla buona cucina di casa (42%), specie tra gli smart worker del Nord. Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Se poco sembra modificarsi nelle abitudini al consumo — e questa è una buona notizia —, le imprese del vino sono invece chiamate a profondi cambiamenti, alle prese con la necessità di reagire alle tensioni finanziarie e allo stesso tempo di difendersi dalle speculazioni. Il mercato e i suoi nuovi canali di riferimento saranno le principali cure per un settore che oggi necessita di un outlook straordinario sulla congiuntura e di un partner in grado di fornire nuovi orizzonti e soluzioni. Come Veronafiere — ha concluso Mantovani — da qui ai prossimi mesi vogliamo prenderci ancora di più questa responsabilità a supporto del settore».
In generale la quarantena sembra aver appiattito anche gli stimoli alla conoscenza, con la sperimentazione delle novità di prodotto in calo sul pre-lockdown (dal 73% al 59%), la preferenza verso i piccoli produttori (dal 65% al 58%), i vini sostenibili (dal 65% al 61%) e gli autoctoni (dall’81% al 76%). Tendenze queste che, a detta degli intervistati, torneranno identiche a prima nel post quarantena.
Ciò che è cambiato, ma è da verificare se lo sarà anche in futuro, è la preferenza del canale di acquisto on-line, balzata dal 20% al 25%. Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: «Per quanto il lockdown abbia cambiato modalità di acquisto e consumo di vino da parte degli Italiani, il desiderio di ritornare “ai bei tempi che furono” sembra prevalere sull’attuale momento di crisi e su comportamenti futuri che giocoforza saranno improntati ad una maggior precauzione e distanza sociale. Si tratta di un asset molto importante in termini di fiducia sulla ripresa, anche perché il crollo stimato sul Pil italiano per i mesi a venire rischia di avere impatti sui consumi in considerazione di una domanda rispetto al reddito che nel caso del vino risulta elastica, e come tale, a rischio riduzione in virtù della recessione economica».
Fonte: Servizio Stampa Veronafiere

 

Didascalia: L’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Wine monitor Nomisma vede buone prospettive per il settore dopo il ritorno alla normalità, compatibilmente con il reddito. Resta alta la fedeltà degli Italiani verso il consumo di vino (photo © OlesyaSH – stock.adobe.com).

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