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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2020

Rubrica: Il gusto di camminare
Articolo di Simonini E.
(Articolo di pagina 82)

La Via Francigena “prêt à partir”

A piedi alla riconquista dell’Europa

Scrivo queste righe durante le ultime ore di un totale e surreale lockdown. Scrivo pensando all’indietro, a otto lunghissime, lentissime, infinite settimane in cui i piedi hanno camminato quasi solamente in casa, distrattamente infilati dentro ad un paio di ciabatte di spugna, ormai del tutto sbrindellate. E scrivo pensando, contemporaneamente, anche all’avanti, alla incontenibile euforia con la quale indosserò di nuovo gli scarponcini da trekking, a quando, quasi come in un sacro rituale, stringerò accuratamente i lacci, tirandoli per bene, uno a uno. Sono molte le cose che si sono interrotte, per me come per tutti, in questo lungo periodo di sospensione dal mondo, ma a me nulla è mancato così tanto quanto camminare!
Che camminare mi è mancato proprio fisicamente, ai piedi e anche alla testa, come l’aria da respirare. Perché, e lo dicevo anche poco più di un anno fa, proprio quando davo l’avvio a questa rubrica, camminare non è solo una attività fondamentale, ma è qualcosa di insito in noi, camminare è naturale, è bello, ed è semplice, proprio come mangiare (aggiungevo).
E così, quando, nonostante il divieto di uscire nel mondo, la Redazione mi ha chiesto di scrivere un nuovo pezzo per la rubrica, ho subito pensato che il sentiero più lungo che avevo percorso negli ultimi due mesi era sempre e solo il corridoio di casa (con i piedi che ancora si trascinano, intorpiditi, dentro a quel paio di ciabatte) e che dunque sarebbe stato difficile. Ma poi, sempre dalla Redazione, hanno aggiunto che poteva essere anche un itinerario desiderato o persino immaginario, e ho immediatamente realizzato che ne avevo tanti di cammini in testa, molti più di quanti non ne avessi già percorsi dentro alle scarpe da trekking! E allora eccomi qui a scrivere.
Questa volta, ho deciso, vi porto quindi su uno degli itinerari più battuti e più avventurosi di tutta Europa, un percorso declinabile, suddivisibile e modulabile in diverse tappe e partenze, su una via lunghissima, ricca di una storia millenaria, e in un certo senso anche simbolica, perché attraversa e ricongiunge, passo dopo passo, tutto il nostro continente, da nord a sud, come in una immaginaria e silenziosa riconquista del mondo fuori, e dell’Europa, a piedi. Vi porto sulla Via Francigena.

Sulle orme di Sigerico
Con partenza da Canterbury e arrivo a Roma, attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia, la Via Francigena, il cui il nome, letteralmente, fa riferimento al tracciato dell’itinerario sulla originaria Terra dei Franchi, altro non era, inizialmente, che una direzione di massima e una consuetudine di viaggio sulla quale si spostavano i pellegrini, ma anche mercanti, carri e masserizie, e interi eserciti. Per noi, oggi, il nome della strada è strettamente legato alla figura di Sigerico, il vescovo che, nel 990, di ritorno da San Pietro verso Canterbury, dopo aver ricevuto l’investitura papale da Giovanni XV, lasciò una descrizione precisa, tappa per tappa, del suo viaggio. Le memorie di Sigerico sono contenute in un preziosissimo manoscritto che fa parte della Cotton Collection della British Library di Londra, ed elencano minuziosamente tutte le 79 località in cui il prelato e il suo seguito sostarono per la notte.
Ora, a seguito della valorizzazione e del recupero dell’itinerario ufficiale, realizzato negli ultimi vent’anni, la Via Francigena, da Canterbury a Roma, si sviluppa in circa 2.000 km di cammino sicuro, facile e tutto sommato privo di grosse difficoltà tecniche. Nel suo complesso, si tratta di un percorso evidentemente davvero molto eterogeneo, tra vie campestri, sentieri di montagna, mulattiere di pietra, boschi, strade bianche, e selciati medievali, e che perfettamente si presta a molteplici segmentazioni, varianti e cammini alternativi, tant’è che spesso si parla anche di Vie Francigene al plurale e non solo di un’unica Via Francigena.
Solo in Italia sono tanti, diversi e tutti avvincenti gli itinerari attraverso i quali si può percorrere la Via Francigena, scendendo dalla Val D’Aosta in giù, attraverso Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, fino al Lazio, e, volendo, proseguendo persino fino alla Puglia, sulle orme dei pellegrini più determinati, i quali, dopo aver raggiunto San Pietro, ripartivano alla volta della Terra Santa imbarcandosi dal porto di Brindisi. Non serve dunque allontanarsi poi molto da casa per raggiungere un pezzo di Via Francigena, e camminarci sopra, con animo leggero, anche per poco tempo. Le Vie Francigene ci aspettano, in un immutabile e facile “prêt à partir”, per un giorno, per due, per una settimana o per un mese e più, per come si potrà fare.
Mentre scrivo, mi piace immaginare che in ciascuno dei Paesi europei sui quali si dispiega questa meravigliosa e stupefacente strada di collegamento dalle antiche origini, ognuno di noi, alla fine di questo lunghissimo periodo di lockdown, possa finalmente fare proprio così: prendere e partire, su due piedi, e raggiungere un pezzo di Via Francigena, e percorrerla anche solo dentro i propri confini regionali, o un pochino più in là. Uscire di casa e infilarsi le scarpe da trekking, stringendo accuratamente i lacci, tirandoli per bene, uno a uno, e semplicemente camminare, su questa strada che, con il suo patrimonio di incredibile valore storico, culturale e sociale, collega non solo i paesaggi e le città dell’Europa, ma anche le persone, e le storie, le tantissime storie.
Elena Simonini

Didascalia: tratto toscano della Via Francigena (photo © Silvio – stock.adobe.com).

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