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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2020

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 22)

E dopo l’emergenza? Il settore si mobilita per il rilancio

C’è chi sperimenta nuove modalità di crowdfunding, chi condivide le conoscenze degli chef e chi mette a disposizione gratis le riviste professionali normalmente a pagamento

La priorità numero uno in questo momento così difficile è naturalmente salvare vite umane. Ma dobbiamo pensare anche al “dopo” e alle inevitabili ricadute economiche che comporterà questa emergenza. Secondo informazioni riportate da Il Sole 24 Ore, dopo l’inizio della crisi le industrie agroalimentari italiane hanno continuato a ricevere ordini dall’estero, anche se sarà probabilmente difficile ripetere il record del 2019 quando, secondo l’Istat, le nostre esportazioni agroalimentari hanno raggiunto un valore di 44,57 miliardi di euro (+5,3% rispetto al 2018).
Ma la vera preoccupazione sono le ricadute sui consumi interni. Se la spesa al supermercato, ovviamente, resiste e anzi cresce, cosa ne sarà invece di bar e ristoranti costretti alla chiusura? Del food service legato alle innumerevoli attività oggi sospese, dalle palestre ai convegni? Dei consumi alimentari legati al turismo? Nonostante la possibilità di proseguire l’attività con le consegne a domicilio in alcune regioni, secondo un’indagine svolta tra i propri associati dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), il 92% registra ripercussioni negative dell’emergenza coronavirus, con una forte flessione della clientela e conseguente calo del fatturato: oltre il 30% in meno per il 57% dei ristoratori e tra il 10 e il 30% per tre imprenditori su dieci. Il 70%, inoltre, non ha stimato alcun miglioramento per la settimana di Pasqua.
Al di là delle misure di sostegno che stanno adottando o adotteranno le istituzioni, sono moltissime le iniziative spontanee per cercare di sostenere il settore nei modi più diversi. E la stessa FIPE è in prima linea con Ristoacasa.net, la vetrina digitale dei ristoranti che hanno attivato il servizio di food delivery che, indicando il proprio indirizzo o CAP, permette di geolocalizzare i ristoranti associati che offrono questo servizio. FIPE ha inoltre attivato una partnership con The Fork che offre ai clienti la possibilità di ordinare direttamente e gratuitamente al ristorante e ricevere il cibo a domicilio.
Torniamopresto.it è un’altra piattaforma che permette invece di acquistare adesso dei buoni da spendere in piccole attività locali, tra le quali diversi ristoranti, quando queste riapriranno. In questo modo si aiutano le attività ad assicurarsi un flusso di cassa che faciliterà la ripresa delle attività.
È diventata un grande catalogo di attività alimentari che offrono la consegna a domicilio anche MyCIA.it, piattaforma nata per cercare i ristoranti dove mangiare in modo nuovo, non a partire dal locale ma da ciò che si vuole mangiare, con particolare riferimento alle esigenze speciali come le intolleranze.
Adattata all’emergenza anche Foorban.com, la “mensa virtuale” che porta direttamente in ufficio cibi freschi preparati in una cucina centralizzata.
Ha pensato agli operatori del settore il gruppo DB Information, che con la divisione Italian Gourmet pubblica alcune tra le più autorevoli riviste di settore in Italia, lanciando l’iniziativa #ilFoodResiste.
Una community dedicata alle testimonianze, alle news, alle informazioni per il settore della cucina e della pasticceria ai tempi del coronavirus. Sul sito italiangourmet.it sono disponibili gratuitamente le edizioni digitali delle riviste, arricchite da video e altri contenuti extra: la community raccoglie infatti testimonianze, condivide informazioni utili e consigli, e vuole diffondere messaggi di speranza e ottimismo.
Un altro hashtag per un altro progetto: #Iocucinoacasa è l’iniziativa de Il Gambero Rosso attraverso la quale celebri chef stellati ed emergenti condividono on-line i segreti delle loro ricette. Un modo per sostenere il morale degli italiani confinati in casa, ma anche per tenere desta l’attenzione verso la ristorazione di qualità in vista della futura, graduale riapertura.
Altro esempio virtuoso di iniziativa bottom up, partita dal basso, è infine la petizione lanciata su Change.org da Associazione Cibodimezzo, APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani (Nazionale) e RI.UN. Ristoratori Uniti, col supporto di Ambasciatori del Gusto, AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani, Associazione Le Soste, Club Richemont, JRE-Jeunes Restaurateurs Italia, Associazione Pizzaiuoli Napoletani. La petizione mira a raccogliere il più ampio sostegno possibile tra i cittadini per dare più forza al settore nelle sue richieste di sostegno alle istituzioni.
Fiera Milano Spa
>> Link: www.tuttofood.it

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