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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2020

Rubrica: Formaggio
Articolo di Salce F.
(Articolo di pagina 98)

La Roccaverano (Dop) chiede una mano

Perché non dirlo? Perché non farlo? Abbiamo bisogno d’aiuto. Abbiamo sempre comunicato con orgoglio i nostri successi, l’alta qualità del nostro formaggio, il crescente indice di gradimento da parte dei consumatori, la soddisfazione dei 40 anni della Dop, gli eventi e i convegni, la feste e le manifestazioni. Abbiamo raccontato la vita e il lavoro delle nostre piccole aziende agricole a carattere famigliare, la filiera della Robiola Dop, il suo severo Disciplinare di produzione; insomma, abbiamo parlato di noi nei momenti di sole e allora perché non farlo oggi che il sole è stato oscurato?
Dal progetto Rob-In e al suo sguardo verso il futuro, di cui abbiamo fatto menzione qualche settimana fa, all’attuale situazione produttiva e commerciale venutasi a creare con l’evolversi del coronavirus, sono doverose alcune precisazioni: la situazione è molto, molto complicata.
Come per tutti i prodotti italiani popolari sì, ma di alta gamma, anche per la Robiola di Roccaverano Dop è in atto una forte flessione delle vendite: moltissimo il prodotto invenduto giacente nei caseifici. Si tenga presente che La Robiola di Roccaverano Dop è un formaggio molto apprezzato e ambito dal mondo della ristorazione gourmet che attualmente, come da disposizioni governative, è completamente bloccata; non solo, anche molti mercati rionali e di paese e molte piccole realtà commerciali sono in stand-by e questo comporta che sia prevalentemente la Grande Distribuzione ad avere una commercializzazione attiva con la relativa differenziazione di prodotti proposti al pubblico. Come se non bastasse, la limitazione degli spostamenti delle persone ai propri comuni di residenza rende impossibile raggiungere alcuni rivenditori storici della nostra robiola.
I produttori del celebre formaggio caprino sono in grave difficoltà, si stanno rivolgendo anche loro alla GDO per ampliare le rete vendita, lavorano sulle mense, sul porta a porta e vi ricordano che tramite il sito del Consorzio di tutela (www.robioladiroccaverano.com) si possono avere tutti gli estremi per il reperimento del prodotto: consultatelo per favore!!!
Parallelamente si stanno orientando sulla realizzazione, con lo stesso latte — le capre vanno munte regolarmente con o senza virus — di formaggi con una conservazione che si protrae maggiormente nel tempo, garantendo sempre l’elevata qualità del prodotto.
Lo diciamo chiaramente: abbiamo bisogno di tutti. Rivenditori, consumatori, comunicatori, istituzioni, abbiamo bisogno di vendere le Robiole di Roccaverano Dop per salvare il lavoro delle famiglie, il territorio e la robiola stessa. Se smettiamo di produrla adesso, poi, alla ripresa, riprenderemo?
È certamente la nostra più profonda volontà e appena l’emergenza sarà passata proveremo a farci trovare ancora ovunque come sempre, ma il rischio è decisamente elevato.
Amici, consumatori, estimatori dei prodotti tipici di qualità cercateci e richiedeteci nei vostri punti vendita abituali. La Robiola di Roccaverano è un’eccellenza casearia Dop da 40 anni e deve rimanere sulle vostre tavole. Verrà il giorno in cui percorreremo una strada, non importa quale, e ci accorgeremo che tutto questo è finito per sempre e che vivrà soltanto più nel ricordo, e allora la memoria, con straordinaria lucidità ci riporterà a questi giorni, fantasticando e sognando, leggendo un libro, bevendo un bicchiere di vino, abbracciando un amore, con la consapevolezza che chiedere aiuto non è mai sbagliato.
Fabrizio Salce
(per il Consorzio di tutela della Robiola di Roccaverano Dop)

>> Link: www.robioladiroccaverano.com

 

Nota

La Robiola di Roccaverano Dop è un formaggio a pasta morbida, a latte 100% caprino oppure caprino/bovino, realizzato artigianalmente nel territorio situato nelle colline intorno al paese di Roccaverano (AT), in Piemonte. Le sue origini risalgono ai Celti che, stabilitisi in Liguria, iniziarono a produrre un formaggio simile al prodotto attuale. Fu con l’avvento dei Romani che assunse il nome di rubeola, da ruber, termine con cui veniva indicato il colore rossastro assunto dalla crosta a fine stagionatura.

 

Didascalia: la Robiola di Roccaverano Dop (photo © Manuel Cazzola).

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