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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2020

Rubrica: Progetti
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 72)

Biodistretto Etrusco Romano, giacimento di prodotti di qualità

Cos’è un distretto biologico? Pensate ad un gruppo di imprese di un territorio circoscritto e ben conservato, proveniente da comparti e settori diversi ma complementari, accomunate da un metodo produttivo e da una visione condivisa di sostenibilità ambientale ed economica, che si allea per fare sistema e creare un plus di valore. Ecco, da questa matematica della cooperazione il risultato di 2 più 2 dovrebbe fare più di 4. Se la definizione è buona ci aiuta a capire meglio l’ultima iniziativa nata a due passi dalla capitale, tra Fiumicino e Cerveteri, in un’area protetta di 37.000 ettari che comprende anche la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Ebbene, lo scorso ottobre, con Delibera 683 del 01/10/19, la Regione Lazio ha riconosciuto il neonato Biodistretto Etrusco Romano.
Quell’Etrusco Romano non deve farci pensare all’archeologia, anche se scavando scavando qualcosa sicuramente spunterebbe fuori, bensì alla vocazione di un antico territorio agricolo che ancora oggi è un giacimento di prodotti di qualità: ortaggi, carni bovine e ovine, latte, formaggi, uve, vini e oli extravergine d’oliva, qui a nord di Roma, nelle ultime propaggini delle terre etrusche, in un’area che è un polmone verde e produttivo a 25 km dalla capitale.
Il nuovo Biodistretto Etrusco Romano abbraccia un territorio che per l’80% è protetto da norme ambientali. Su un totale di 37.000 ettari circa, 15.000 sono totalmente irrigui, destinati a orticoltura, foraggio zootecnico e allevamento bovino (15.000 i capi). E altri 4.700 ettari sono lavorati con metodo biologico da 50 aziende agricole. Di queste sono 6 ad aver fondato, insieme a 2 “esterni” per un totale di 8, il Biodistretto. Rappresentano circa il 20% della suddetta superficie coltivata. Ma altre potrebbero aderire presto.

Imprese fondatrici, obiettivi e potenzialità
Le 6 imprese agricole fondatrici sono:

  • la cooperativa Caramadre, con 60 ettari dedicati alla coltivazione di ortaggi, venduti direttamente e in vari mercati cittadini e attraverso gruppi di acquisto (www.biocaramadre.it);
  • l’azienda Eredi di Giovanni Brandizzi (www.biola.it), un allevamento di bovini da carne e da latte con caseificio, macelleria e gelateria con il marchio Biolà, la cui vendita avviene nelle piazze di Roma attraverso furgoni allestiti ad hoc;
  • dalla carne passiamo al vino bio, all’olio extravergine d’oliva e ai legumi dell’azienda Torre in Pietra Leprignana (www.castelloditorreinpietra.com), società agricola titolare anche della cantina Castello di Torre in Pietra, con punto vendita e ristorazione tra grotte scavate nel tufo, l’Osteria dell’Elefante;
  • c’è poi l’azienda agricola Eredi di Lauteri Antonio a produrre carne bovina e ovina, olio, verdure e uova nel cuore della campagna romana, con vendita diretta e utilizzo dei suoi ingredienti per i piatti della tavola agrituristica Casale del Castellaccio (www.casaledelcastellaccio.com);
  • i foraggi, gli ortaggi e i cereali sono invece il core business di Torre in Pietra Carandini, storica azienda dell’agro romano che nel borgo di Barbabianca offre servizi ricettivi con strutture per picnic e grigliate en plein air, eventi e convegni (www.barbabianca.it);
  • la vocazione al turismo gastronomico diventa ancora più evidente con l’azienda agricola di Tragliata, che ingloba un caratteristico borgo della campagna romana, dove vende i suoi ortaggi, cereali e legumi e accoglie gli ospiti in una struttura turistico-ricettiva con agriturismo e spazi per convegni e banchetti (www.tragliata.it).

Il potenziale del sistema si rafforza però con la presenza tra gli 8 fondatori di due soggetti di altri settori, ma complementari e funzionali alla crescita del Biodistretto Etrusco Romano. Sono la Aries Sistemi Srl (www.ariessistemi.it), una società che come obiettivo la trasformazione dell’informazione in valore e il cui progetto WiForAgri mette in campo stazioni di monitoraggio, sensori wireless e modelli previsionali, consentendo agli imprenditori di monitorare con precisione e costanza rischi climatici e fitosanitari, risparmiando su trattamenti e risorse umane.
Completa il quadro la Fon­dazione Anna Maria Catalano che fa ricerca e divulgazione su temi quali ambiente, tecnologia, sicurezza, salute e beni culturali e per vocazione impegnata nella divulgazione scientifica e nei rapporti tra scuole, università, ricerca e istituzioni locali, nazionali ed europee (www.fondazionecatalano.it).
Da queste forze in campo, cui potranno aggiungersi altri soggetti biologici del territorio neo-distrettuale, si intuiscono una serie d’obiettivi e potenzialità. Quali? La promozione e la vendita in Italia e all’estero, la valorizzazione dei beni ambientali e culturali del territorio, lo sviluppo delle attività ricettive e d’accoglienza, del turismo rurale e dell’agricoltura sociale. Inoltre, la collaborazione con U­niversità e centri di ricerca in un’ottica di gruppo, poiché per tanti sarebbe impossibile da ottenere muovendosi da soli.
E ancora: progetti comuni di miglioramento di processi e tecnologie produttive, con tutti i vantaggi e le opportunità che si presentano quando si fa squadra. Appunto: 2 + 2 uguale Tutto.
Massimiliano Rella

 

Didascalia: in primo piano, all’Osteria dell’Elefante il “Tagliere dell’Elefante” con bruschetta con mousse di fegato e arance, formaggi misti della Tuscia, prosciutto semidolce reatino, porchetta fatta in casa, flan di melanzane e ricotta e coppa reatina. Dietro, anatra in olio cottura con mostarda di agrumi (photo © Massimiliano Rella).

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