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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2020

Rubrica: Vino
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 114)

Santa Sofia, il progetto di espansione e la nuova cantina

Fondata nel 1811, l’azienda vinicola Santa Sofia ha sede a Pedemonte, a nord di Verona, nella villa gentilizia del XVI secolo opera di Andrea Palladio e conosciuta come Villa Serego, in una delle zone più belle e temperate della Valpolicella classica. Forte di una produzione in crescita, la famiglia Begnoni si appresta ora a realizzare una nuova cantina coerente coi principi della sostenibilità ambientale

Tra i marchi più noti e importanti dell’Amarone della Valpolicella e di Recioto c’è senza dubbio la cantina Santa Sofia, un’azienda produttrice di vini di qualità con 69 ettari vitati a Nord Ovest di Verona, area tra le più vocate della regione Veneto. Qui a Pedemonte (VR) la famiglia Begnoni, il papà Giancarlo e il figlio Luciano, guidano da anni un’azienda la cui sede ricade in una pregiata Villa Palladiana, le cui origini risalgono al 1565, anno in cui il nobiluomo Marcantonio Serego, affidandosi al famoso architetto Andrea Palladio, fece erigere nella sua proprietà una superba villa gentilizia, oggi simbolo della cantina. Forte di una produzione di 600.000 bottiglie l’anno i Begnoni si apprestano ora a realizzare un nuovo progetto di espansione, apprestandosi a realizzare una nuova cantina non distante dalla sede storica di Pedemonte.
Una scelta dettata da importanti risultati conseguiti in questi anni e che comporta un investimento stimato di 8 milioni di euro. «L’individuazione della nuova struttura è frutto di una lunga ricerca, maturata dopo tanti sopralluoghi» racconta Luciano Begnoni. «Quando con mio padre e la mia famiglia abbiamo finalmente trovato lo spazio ideale che cercavamo ci siamo dedicati con tutte le energie ad ottenerlo.
Il nuovo progetto dovrà rispecchiare l’identità storica di Santa Sofia, ma è importante anche che il nuovo edificio sia coerente con i principi di sostenibilità ambientale. Si tratta di una vecchia costruzione da ripensare e ristrutturare, che non deve avere alcun impatto negativo sull’ambiente, nel rispetto del nostro modo di operare e di fare i vini, che ci contraddistingue da sempre».
Santa Sofia produce anche vini di Soave, Recioto di Soave, Recioto della Valpolicella, oltre a grappe e olio extravergine d’oliva. Attualmente le bottiglie sono custodite nella parte più antica della cantina risalente al ‘300 e realizzata unicamente in tufo, dove in grandi botti di rovere di Slavonia maturano alcuni dei vini rossi più importanti: l’Amarone, il Valpolicella Superiore Montegradella e il Valpolicella Ripasso.
Nella cantina di costruzione più recente, realizzata nel ‘700 con volte in mattoni, sono invece custoditi i serbatoi d’acciaio in cui maturano i vini più giovani e freschi di Santa Sofia: Bardolino, Bardolino Chiaretto, Soave, Lugana, Custoza, Pinot grigio e Merlot Corvina.
Invece, nelle cantine costruite insieme alla villa palladiana nel XVI secolo, e già allora dedicate alla conservazione del vino, si trovano le barrique di rovere francese riservate alla maturazione del Gioè Amarone della Valpolicella Classico, del Recioto della Valpolicella Classico e del Valpolicella Classico Superiore Montegradella.
I vini che richiedono una maturazione più lunga prima d’essere presentati al pubblico affinano in bottiglia negli ampi spazi della villa: la prima bottiglieria, collocata sotto la villa e risalente al XVI secolo, contiene fino a 80.000 “pezzi”; la seconda ha invece una capacità di 70.000 bottiglie.
«I risultati di questo nuovo investimento si vedranno col tempo» conclude Luciano Begnoni. «Riteniamo che il nuovo progetto sia un passo fondamentale per lo sviluppo di Santa Sofia, oggi presente in 65 Paesi, dove esportiamo buona parte della nostra produzione, dalla Francia alla Scandinavia, dagli Usa al Canada».
L’azienda su prenotazione è aperta a degustazioni e visite alle secolari cantine, tra archi in pietra e antiche botti.
Massimiliano Rella

>> Link: www.santasofia.com

 

Didascalia: dal 1996 Villa Santa Sofia è inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO assieme alle altre dimore realizzate da Andrea Palladio.

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