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Premiata Salumeria Italiana nr. 2, 2020

Rubrica: Belle Botteghe
(Articolo di pagina 96)

Le Botteghe Storiche di Genova, scrigno di cultura e tipicità

Le Botteghe Storiche di Genova, tutelate da un circuito creato dalla Camera di Commercio e promosse anche dal comune, sono uno scrigno di cultura e tipicità che risvegliano l’interesse dei turisti in visita tra i caruggi, gli stretti vicoli medievali della Superba. Oggi sono 39, a breve entreranno a farne parte altre 4, ma il potenziale è più ampio (www.botteghestorichegenova.it). Per essere dichiarati Bottega Storica bisogna garantire almeno 3 di 5 criteri: contesto storico-ambientale; arredi d’epoca; attrezzature d’epoca funzionanti; elementi architettonici; documentazione (foto, archivi, ecc…).

Pietro Romanengo fu Stefano, l’arte della confetteria
Tra le botteghe che abbiamo visitato c’è l’Antica Confetteria Pietro Romanengo fu Stefano Srl (www.romanengo.it). Qui troviamo delizie a base di cacao, zucchero, frutta e fiori per dolci raffinati e dal gusto quasi dimenticato: conserve di petali di rose, sciroppo di rose, confetti genovesi, frutta candita, cioccolatini e bombons, ecc…, secondo l’arte del confettiere. La famiglia Romanengo, ottava generazione, li “produce” in modo artigianale e con ingredienti di qualità. Il negozio in centro storico (in via Soziglia 74 R) è aperto dal 1814 ed è una scenografia di marmi e mobili di legno pregiato. In una saletta sul retro è esposta invece una collezione di oggetti antichi. Qui si fanno anche degustazioni guidate, su appuntamento (e 15,00 per persona). Un secondo negozio degli anni Trenta, un elegante “salotto”, si trova in via Roma 51 R.

Romeo Viganotti, la fabbrica di cioccolato
Di dolce in dolce passiamo all’Antica “fabbrica” di cioccolato Romeo Viganotti (www.romeoviganotti.it), attiva dal 1866, ancora oggi uno “spaccio” con vecchi scaffali e il laboratorio artigianale con stampi d’epoca e macchinari dell’800 dell’azienda bergamasca Enrico Battagion. Da oltre 150 anni ogni cioccolatino è un gioiello di gusto, risultato di una lavorazione lenta, manuale e con ingredienti di qualità. La storia dell’azienda comincia con Romeo Viganotti, per passare nelle mani di Roberto Pastorino, fino a quelle di Alessandro Boccardo, titolare dal ‘99 insieme al figlio Eugenio. In bottega possiamo comprare una vasta gamma di bontà, dalle gocce di rosolio ai dragées (praline di frutta secca confettata). «Il nostro modo di lavorare — ci spiega Eugenio Boccardo — parte dal ripieno e poi si completa con il rivestimento esterno di praline e dolci, dal più piccolo al più grande. Al contrario della cioccolateria francese, che crea prima il rivestimento e poi lo riempie. Il nostro obiettivo è creare una struttura interna, di qualità, e poi rivestirla».

M. Torielli, drogheria e coloniali
Dal 1920 c’è anche l’Antica Drogheria Torielli (telefono: 010 2468359). Qui troviamo oltre 250 tipi di spezie in arrivo dai cinque continenti: tè, caffè, miele, cioccolata, essenze, caramelle e molto altro, tutto custodito in vasi di vetro e imbustato con etichette scritte a mano in bella calligrafia. È una bottega piccola e fuori dal tempo, con arredi e oggetti di fine ‘800, bancone liberty di legno laccato bianco, scaffali, vetrine, vasi e recipienti, conosciuta e frequentata dai genovesi e dai turisti che passeggiano per i caruggi. Il negozio fu rilevato nel 1930 da Matilde Torielli, nonna paterna delle attuali proprietarie, le sorelle Antonella e Rosanna Cavanna, che dal 2007 hanno sostituito il papà Romeo e lo zio Guglielmo. Oggi continuano anche la tradizione familiare della torrefazione del caffè, attività svolta dal ‘56.

Luico fabbrica turaccioli
Un’altra curiosa bottega storica si chiama Articoli per Enologia G. Manlio Luico (www.luicoenologia.com). Aperta dal 1855 nello stesso negozio in centro, tra i sestieri di Portoria e della Maddalena, è specializzata sul mondo del vino. Alla quinta generazione, proprietà della famiglia Luico, nacque con la produzione artigianale di sughero e turaccioli. I turaccioli, lavorati a mano, dalle forme smussate, più cubici che rotondi, erano prodotti in questo modo fino agli anni ‘50. Oggi i Luico li fanno su misura, artigianalmente e su richiesta, di formato particolare, ma il grosso dello smercio è ormai di prodotti industriali da loro stessi acquistati. A parte i tappi di sughero qui troviamo tutto il possibile sul vino, dai decanter ai tastevin, dai chiarificanti ai lieviti di fermentazione, ma anche kit per produrre la birra in casa.
Massimiliano Rella

Didascalia:  il bel portale dell’Antica Confetteria Pietro Romanengo fu Stefano (1780), in via Soziglia (photo © Massimiliano Rella).

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