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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2020

Rubrica: Il gusto di camminare
Articolo di Simonini E.
(Articolo di pagina 78)

Con le arance nel zaino

Carnevale sull’Anfiteatro Morenico di Ivrea

Per mettere piede con carica e determinazione dentro all’anno da poco cominciato, non esiste modo migliore che infilarli nelle scarpe da trekking, i piedi, e poi partire all’avventura, incamminandosi per qualche bel sentiero. Iniziare così, allontanandosi un poco dalle consuete prospettive e dalle quotidiane visioni delle cose, può infatti rappresentare una perfetta occasione per focalizzare tutti i nuovi progetti, e semmai anche i buoni propositi, da realizzare nel corso dei mesi futuri.
L’inizio d’anno, tuttavia, non va poi mai preso troppo sul serio, ché occorre anche saper ironizzare sulle proprie aspettative e casomai anche esorcizzare le paure. E, a tal proposito, arriva appunto il periodo di Carnevale, col suo spirito grottesco, stravagante e anticonformista, a ricordarci che le cose vanno spesso colorate o anche proprio capovolte e ribaltate affinché si possano capire e affrontare meglio.
E allora, è precisamente nei giorni di Carnevale che stavolta suggerisco di partire, come in una sorta di rito simbolico e scaramantico, per camminare e immergervi completamente, sempre sulla sola forza delle vostre gambe, in una zona davvero stupefacente e favolosa del Piemonte, sita lungo la Sierra Morenica, nei dintorni di Ivrea, città in cui si tiene lo storico Carnevale con la tradizionale, e unica nel suo genere, battaglia delle arance.
L’Anfiteatro Morenico di Ivrea, così denominato per la caratteristica forma ellittica, è una interessantissima e particolare struttura geomorfologica, una delle meglio conservate al mondo, formatasi dal Ghiacciaio Balteo, il quale occupava la Valle della Dora Baltea, al suo sbocco nella pianura canavesana. Questo ghiacciaio, attraverso la sua lenta ma inesorabile opera di modellazione, ha così restituito una conformazione del territorio che permette ancora oggi di leggere, proprio come in un meraviglioso libro a cielo aperto, gli effetti del succedersi dei periodi glaciali ed interglaciali da 1,65 milioni a 130.000 anni fa.
L’Alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea è uno strepitoso itinerario anulare, caratterizzato da dislivelli non troppo impegnativi e quindi facilmente percorribile da tutti, che è possibile esplorare a piedi in cinque o più tappe. Il percorso, magicamente incorniciato dalle imponenti montagne della Valle D’Aosta e del Gran Paradiso, si staglia tra colline moreniche, laghi incastonati nel verde, boschi, vigneti, antichi borghi, fiumi e rarissimi affioramenti rocciosi, i quali rendono questo paesaggio qualcosa di davvero unico in tutto il pianeta.
Passeggiare sul Cammino Morenico, ve ne renderete presto conto, si rivelerà una esperienza assolutamente indimenticabile, e sarà proprio come viaggiare nel tempo, sospesi attraverso i milioni di anni di storia di questa grandiosa ed incredibile zona. L’Anfiteatro Morenico di Ivrea, peraltro, costituendo nientemeno che un tratto della antichissima e lunghissima Via Francigena (per la parte piemontese ovviamente, detta appunto Morenico-Canavesana), risuona ancora, lo avvertirete distintamente da dentro al silenzio dei boschi, dell’incessabile calpestio di tutti i pellegrini che fin dal Medioevo, partendo da tutta l’Europa centro-settentrionale, si sono diretti a Roma.
La dimensione magica e surreale di questo straordinario itinerario morenico in Piemonte, come anticipavo all’inizio e come constaterete di persona, non si concluderà certamente con la fine del cammino, se, seguendo il mio consiglio, avrete occasione di giungere ad Ivrea durante il Carnevale. Partecipare o anche solo assistere al Carnevale tradizionale di Ivrea, difatti, costituisce indubbiamente un’altra esperienza indimenticabile, e davvero ineguagliabile.Esso vanta autentiche origini medioevali, si distingue per un corteo storico, per parate di cavalli e, soprattutto, per la famosa “battaglia delle arance” durante la quale i rioni della città si sfidano tra di loro fino all’ultimo agrume.
L’evento rappresenta la rievocazione una rivolta popolare del 1200 contro lo ius primae noctis imposto dal marchese di Monferrato. Durante questo incredibile evento, che si svolge lungo le principali vie e piazze delle città, 9 squadre di oltre 6.000 aranceri a piedi, sprovvisti di qualsiasi protezione e rappresentanti il popolo, combattono coraggiosamente contro le armate del feudatario, composte da circa 5.000 aranceri sui carri, i quali invece si proteggono indossando tipiche maschere di cuoio. Si tratta di una manifestazione storica tre le più particolari, caratteristiche e scenografiche che si arricchisce, come sempre succede nel nostro Belpaese, anche di alcune specifiche tradizioni gastronomiche. Come le grandi fagiolate con i faseuj grass (circa 7.000 kg di fagioli cotti per sei ore all’interno di pentoloni di rame con oltre 2.000 kg di cotenne cotechini, zamponi, ossa di maiale, lardo e cipolle), o la polenta e il merluzzo che si mangiano il Mercoledì delle ceneri, alla fine del Carnevale, dopo che 50 volontari, per i nove giorni precedenti, si sono ininterrottamente alternati in turni di otto ore di lavoro.
Insomma, se proprio in questo periodo di Carnevale deciderete di incamminarvi sul meraviglioso e stupefacente itinerario che regala l’Anfiteatro Morenico, non potrete assolutamente dimenticare, prima della partenza, di infilare simbolicamente qualche arancia nello zaino, per arrivare così preparati ad assistere alla incredibile battaglia delle arance e a questa festa che rappresenta un inestimabile valore tradizionale e culturale di tutto il panorama nazionale.
Elena Simonini

Didascalia: sentiero nel Parco Nazionale del Gran Paradiso (photo © pavlobaliukh – stock.adobe.com).

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