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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2020

Rubrica: Il food in rete
(Articolo di pagina 38)

L’evoluzione dell’e-commerce in Italia con il click & collect

Acquistare su web e ritirare il pacco dove si vuole all’ora che si vuole si può fare anche in Italia ed è la prossima frontiera della vendita on-line. Che può salvare anche i piccoli esercizi off-line

In principio furono i TNT Locker, armadietti automatici dove ritirare i propri acquisti effettuati on-line: era il 2014 e l’Italia sperimentava il primo assaggio della prossima evoluzione dell’e-commerce, ovvero il click & collect, la possibilità di comprare sul web e far recapitare la merce in un deposito fisico diverso dal proprio domicilio, sempre più deserto. Amazon sarebbe arrivata solo due anni dopo.

Come nasce il click & collect in Europa? E quanto vale?
Si tratta di un servizio sempre più richiesto. È ad esempio in cima ai desiderata degli acquirenti on-line nordici e francesi, come cita Nordpost. E anche in Italia la possibilità di scegliere dove farsi recapitare il proprio pacco diventa sempre più un fattore discriminante: influenza la scelta del 61% degli acquirenti, tanto che, se non c’è un’alternativa al recapito, è possibile che l’acquisto non venga portato a termine. Ma non è sempre stato così nello Stivale. Se nei Paesi nordici, così come in Francia, l’esigenza di avere un luogo flessibile dove farsi consegnare la merce ha radici nel commercio “da catalogo” (via telefono, via posta o via e-mail), in Italia questa dinamica non ha mai avuto molto successo. Nel frattempo, però, le portinerie private nei condomini si sono ridotte in maniera rilevante e le aziende iniziano a vietare la ricezione di pacchi soprattutto in periodi caldi come il Natale per problemi di sicurezza, di manleva ed organizzativi. Il risultato è che l’80% dei clienti dell’e-commerce non sa dove farsi consegnare la merce che acquista on-line. Nonostante ciò, il mondo del click & collect è un’opportunità ancora non colta in Italia, dove solo il 34% dei negozi on-line offre questo servizio e per la maggior parte si tratta di catene fisiche che consentono di ritirare la merce presso una loro sede. Solo il 9% offre la consegna in punti pick & pay e appena il 2% si affida anche ai locker — come rileva uno studio del comparatore di prezzi Idealo. In Europa, al contrario, il pick & pay è estremamente diffuso, in particolare in Germania, dove più del 75% degli operatori offre questo servizio. Eppure il giro d’affari è considerevole, secondo i numeri di Statista: il fatturato del click & collect vale 11 miliardi in Francia (il mercato nazionale maggiore nel continente) e nel resto d’Europa quasi raddoppierà dagli attuali 26,7 miliardi a 45,1 miliardi nel 2023.

Il modello delle reti di punti di ritiro: la nuova frontiera in Italia
Questa opportunità è stata notata e colta nel 2016 da una start up, IoRitiro, pioniera in Italia di un modello che sembra prendere piede e diffondersi in maniera capillare: quello delle reti di punti di ritiro, che sta andando a costituire quell’anello mancante della logistica sul territorio nazionale. Nata in seno al nostro incubatore Supernova Hub, parte del Gruppo Italmondo (tra i leader italiani della logistica e spedizioni), l’idea di IoRitiro è semplice: offrire un servizio che trasformi bar e negozi delle città nelle portinerie di ogni acquirente on-line, che potrà gestire in comodità il ritiro o la consegna di pacchi e buste. Oggi la rete supera i 2.000 punti in Italia: si tratta di attività commerciali di ogni settore merceologico che come side business fanno da ufficio postale. Con una serie di vantaggi per tutti i soggetti coinvolti nel business: per il cliente, che può ritirare il pacco nel momento in cui preferisce, senza essere vincolato a orari di ufficio, ma secondo gli orari dei singoli negozi che aderiscono (per esempio un’edicola può aprire alle 6:00 e un bar può restare aperto fino a mezzanotte). Per il negoziante, che si dota di uno strumento alternativo di guadagno che nel contempo gli consente di ampliare i contatti con nuovi potenziali clienti. Per i corrieri, che ottimizzano i flussi di lavoro, aggregando diverse consegne in un unico punto e senza dover ritentare consegne fallite al domicilio del cliente finale. Non a caso, la soluzione raccoglie sempre maggior interesse da parte di corrieri anche di grandi dimensioni (IoRitiro ha integrato gli access point UPS su tutto il territorio europeo).

Uno strumento in grado di fermare la retail apocalypse
L’effetto collaterale di questa innovazione è nel guadagno potenziale per il punto vendita aderente: a oggi è molto variabile, ma l’average può arrivare fino a circa 1.000 euro al mese e a tendere potrebbe diventare un pillar dell’attività o, addirittura, sostituire il core business. Per le tante attività tradizionali del retail che perdono quota — ironicamente, perché non possono stare al passo con l’e-commerce — questa espansione è un’opportunità che va colta al volo. La retail apocalypse che negli Stati Uniti ha già causato fallimenti epocali non può lasciare indifferenti: una delle soluzioni per gli esercizi commerciali italiani, anche i più piccoli, potrebbe proprio essere quella di cavalcare le opportunità create dall’e-commerce, invece di soccombere ad esso, convertendo il business per trasformarsi in quasi-uffici postali, con un investimento pari a zero. Ed è un salto da compiere nel breve termine: nell’arco di cinque anni questa evoluzione sarà perfettamente visibile anche in Italia.

 

Altre notizie

 

Le scatole di Meatery

Nel tentativo di offrire ai propri clienti il miglior servizio possibile, la macelleria Meatery di Valdaora, Bolzano, è strutturata con il servizio “Meat in the box”, ovvero la possibilità di effettuare l’ordine on-line o telefonicamente e di ritirare H24 i prodotti in cassette refrigerate poste all’esterno del locale. Questo sistema consente ai clienti di conservare la loro spesa in luogo fresco e di ritirarla comodamente fuori orario d’apertura. Il pagamento può essere effettuato anche al ritiro dei prodotti, attraverso carta di credito o bancomat. Tra gli altri servizi che Thomas Mair ha recentemente attivato presso Meatery segnaliamo anche la “eco box” che viene venduta all’interno della macelleria, ideale per il frigo, il congelatore, il microonde e perfetta per una conservazione della carne acquistata. Sul coperchio dell’eco box c’è un indicatore della data di acquisto della merce, il contenitore è trasparente e permette di vedere al volo il contenuto e, non meno importante, tutto il materiale di incarto non è utilizzato. Una bella soluzione per ridurre i rifiuti mantenendo la sicurezza del prodotto (fonti: Supernova Hub e AD Italmondo).

 

Il percorso di sostenibilità di Gualerzi Spa con Centrica Business Solutions

Nel cuore della Food Valley, a Langhirano (PR), Gualerzi Spa ha recentemente avviato un impianto di cogenerazione targato Centrica Business Solutions. Fondata nel 1924 dalla famiglia Gualerzi e giunta oggi alla sua quarta generazione, Gualerzi Spa è un’azienda dalle caratteristiche locali forti, date dalla tipicità dei prodotti della cultura gastronomica parmense e da un forte legame con il territorio. Un profilo che spiega perfettamente la scelta di avviare un percorso sostenibile, come illustra Romeo Gualerzi, presidente dell’azienda. «La sostenibilità consiste nell’applicare un approccio sociale alla conduzione di un’azienda, un approccio che riesca a migliorare i risultati nel rispetto della tradizione e della storicità. Facciamo prodotti legati al territorio e alla tradizione, ma questo non vuol dire che non bisogna seguire anche delle evoluzioni di avanguardia per quello che concerne i risparmi energetici. Per questo ci siamo dotati di impianti innovativi che riescono a salvaguardare la tradizione dei nostri prodotti, ma a basso impatto di energia. Questo diventa ancora più urgente per una realtà come la nostra, che si sta caratterizzando sempre di più nei mercati internazionali». Centrica Business Solutions ha realizzato per Gualerzi un impianto di cogenerazione da 425 kW, che consente di generare circa il 60% della potenza elettrica necessaria allo stabilimento. L’energia così prodotta alimenta la produzione di 5.000 Prosciutti di Parma Dop e di oltre 30.000 kg di salumi alla settimana nell’innovativo stabilimento produttivo, completo anche di un nuovo reparto di affettamento di 3.500 m2, dotato di tre camere bianche e 5 linee di affettamento che comportano l’utilizzo di tecnologie innovative nella generazione del freddo. L’impianto, inoltre, ha consentito di ridurre quasi a zero l’utilizzo della caldaia per la generazione di calore termico. Salumifici e prosciuttifici, infatti, sono tipicamente caratterizzati da un ciclo di lavorazione di 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno, con conseguenti consumi energetici continuativi, e da cicli termici controllati caldo-freddo per la produzione e per l’affinamento sia dei prosciutti che dei salumi; processi in cui la quantità e la qualità del calore sono fondamentali per preservare la qualità del prodotto. In questo caso, abbinando il cogeneratore con un impianto frigorifero ad assorbimento, l’azienda riesce a utilizzare oltre l’85% del calore sviluppato dal cogeneratore, ponendo lo stabilimento in condizioni ottimali per potere raggiungere l’alto rendimento e per rientrare nei parametri previsti dalla normativa vigente. «Sostenibilità è ormai una parola d’ordine: i consumatori hanno comportamenti di acquisto sempre più selettivi e scelgono fornitori che hanno un minore impatto ambientale, mentre i governi e le autorità di regolamentazione promuovono azioni per ridurre le emissioni di carbonio. Unire i fattori economici con quelli ambientali sta diventando indispensabile per avere successo nel business» ha commentato Christian Stella, managing director di Centrica Business Solutions Italia. «Si tratta di una strategia che riesce a consolidare simultaneamente i profitti di un’azienda e la sua brand reputation ed è per questo il prosciuttificio Gualerzi rappresenta una delle nostre migliori best practice. Le organizzazioni che danno priorità alla sostenibilità aziendale, allineando il proprio piano energetico nel contesto di una più ampia strategia di business, hanno eccellenti prospettive di crescita, costi inferiori e una migliore reputazione del marchio». L’impianto opererà 365 giorni all’anno, 24 ore, per i prossimi 7 anni, autoproducendo oltre 23 kWh elettrici in modalità garantita. Questa operatività consente la riduzione aggregata di circa 1.240 ton/anno di CO2 in atmosfera, pari a circa 5.640 alberi “salvati”. Con l’innovativo sistema di remote control EPOWER®, inoltre, l’impianto è controllato da remoto con registrazione e storicizzazione dei dati, flessibilità di programmazione e implementazione e gestione delle segnalazioni in tempo reale. I sensori wireless Panoramic Power registrano tutti i consumi energetici, dal livello di sito fino a quello del singolo dispositivo. I dati raccolti vengono inviati alla piattaforma cloud PowerRadar, un’unica interfaccia potente a cui il cliente può accedere per monitorare, misurare e comprendere il consumo energetico e individuare eventuali inefficienze. L’impianto, infine, beneficia del contratto Full Service All Risk di Centrica Business Solutions, con service team diretto e assistenza 24/24 (video su: vimeo.com/374196501).

>> Link: arcagualerzi.itwww.centricabusinesssolutions.it

 

Didascalia: la promo del servizio di ritiro presso la macelleria australiana Wursthaus Kitchen (photo © wursthauskitchen.com.au).

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