Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2019

Rubrica: Vino
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 126)

Il podio, l’oro da stappare a Natale

I calici con cui brindare durante le feste

Ho uno Spillone nel cuore. Lo ha conficcato Alessandro Bulzaga (cantinabulzaga.com) con quel suo bicchiere — rotondo, certo — e dal colore purpureo, da cui fuoriescono note speziate al naso e passo passo fruttate tra le labbra: un Alicante addomesticato come pochi, incatenato su colline faentine dalle notevoli escursioni termiche e ricche d’argilla. Scelta coraggiosa quella del 2015, fatto da uve assai mature, incantevole allo sguardo, pronto per essere invecchiato, perché no?!, ancora anni. Con lui tutti i giorni sono Natale.
Quel 2015, annus mirabilis da che la Barbera del Monferrato di Anna Laudisi (cascinaboccia.it) — occhi svelti e azzurri — dopo quattr’anni si è solo incamminata alla piena maturità. Morato, fragrante, aromi di geranio e pepe nel contempo, stoffa morbida per sorsi larghi. Accanto ai suoi colli sorridono le vigne di Emilio Oliveri, a Cascina Borgatta (telefono: 0143 89129). Il suo Dolcetto 2012, ma ciascun anno è diverso, è una travolgente marea di profumi di frutta rossa matura, esplosivo e solare in bocca, fatto per invecchiare anni e anni.
Bianco, ma potenzialmente predisposto a rimanere in bottiglia sino al 2021, è il Vermentino Maremma Toscana Doc Cocciopesto di La Biagiola (labiagiola.it). Allevato su terreni vulcanici, prende il nome dal contenitore di affinamento in malta di ghiaia e sabbia di fiume, un impasto che garantisce un’ottima microssigenazione studiato da Drunk turtle di Pisa. Dopo 15 mesi di invecchiamento in anfora, senza essere filtrato, questo liquido paglierino rilascia nell’aria note di rosa e gelsomino, mentre in bocca il filo di fumo svanisce consegnando un retrogusto persistente di armelline.
Targato 2016, il Brenntal della Cantina sociale di Cortaccia (kellerei-kurtatsch.it) è un Gewürztraminer coltivato in altitudine su terreni argillosi, i più adatti a tale vitigno. Vale la pena stapparlo per i profumi intensi di cedro candito e rosa che regala, prima di insinuarsi tra le labbra con dolcezza e ricordi di zenzero a mascherare l’alcolicità.
D’anni ne ha solo due, ma è altrettanto regale e natalizio il Vermentino di Gallura Docg di Renato Spanu, dei vigneti Jankara (vinijankara.com), situati nel nord-est della Sardegna, nella cosiddetta Vena di San Leonardo, tra le colline dell’Alta Gallura. I terreni granitici e il microclima che si ha dalla  compresenza del lago Liscia e dal monte Limbara fanno sbocciare un bicchiere che suggerisce la pesca matura, note floreali e un suggestivo finale mielato.
Un altro lago artificiale, quello di Corbara, presso Orvieto, ha modificato l’ambiente, rendendolo adatto alla crescita di Botrytis cinerea in condizioni di clima caldo e secco. La disidratazione dell’acino grazie alla muffa nobile ha permesso a Luigi Barberani (barberani.com) di ottenere Calcaia, bugizio, d’incenso ammantato, in cui dolcezza e acidità gareggiano alla pari. I formaggi pieni e completi d’aromi e di sapori, e le serate davanti al caminetto, senza null’altro, lo esigono.
Era il 1967 quando due ragazzi giovanissimi, Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, 19 anni l’uno, 23 l’altro, formatisi nelle scuole di enologia in Italia, fin da subito scommisero sui territori più vocati, intuendo che nella Toscana profonda si nascondevano territori idonei a produrre i migliori vini di tradizione applicando le tecniche più all’avanguardia. Nasceva Carpineto (carpineto.com) e ora Elisabetta e Caterina Sacchet, Francesca Zaccheo e Antonio Michael Zaccheo preservano gli stessi valori in tre aree toscane più significative per produrre: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino. Nell’appodiato di Montalcino, in posizione privilegiata, a 500 metri sul livello del mare, la vista spazia sul centro storico di Montalcino tra le vigne di Sangiovese grosso. La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai loro Brunello di Montalcino Docg intensi e complessi profumi, sentori di vaniglia, ciliegia, lampone e liquirizia.
Vena di liquirizia che consente di raccontare e portare sul podio un altro vino, indispensabile durante le feste natalizie, Black Rebel. Lo produce un’azienda agricola biologica fondata da Luca Barbich, Granja Farm (granjafarm.it), che nasce direttamente dalla lotta NO TAV. Prima di arrivarci si attraversano barriere di cemento, filo spinato e posti di blocco della polizia: i vigneti si trovano all’interno della zona rossa, di fatto un’area militarizzata. Nella vigna c’è un insieme di uve in cui prevale l’Avanà. Piante vecchie, molte oltre i 60 anni, poi ci pensano freddo e vento a tenere a bada i parassiti delle viti, così che i trattamenti antiparassitari sono rari. Ne esce un vino potente, austero, dialettico. E anarchico (poco classificabile e incasellabile) che non è poco.
Vigne vecchie, e a piede franco per trovarsi su sabbie di cenere e pomice, si trovano anche a Lipari. Sono di Corinto nero, in media hanno 60 anni, le alleva Antonino Caravaglio (caravaglio.it). Il Nero du Munti, Salina Doc, rivela profumi profondi e note gustative di ciliegia e mora mature con evidenti note speziate.
Da un’isola minore all’altra, Ponza. La famiglia Migliaccio lavora la parte ancora selvaggia, Punta Fieno, (ir)raggiungibile via mare o con una camminata di 40 minuti per mulattiera attraverso la macchia mediterranea (antichecantinemigliaccio.it). Il Fieno di Ponza Rosato, Lazio Igt, sprigiona profumo di rosa e magnolia, piacevoli note gustative di ribes rosso e pomodorini essiccati, note calde e ricordi marini. Utile per la cena della Vigilia, quando pesce e carni bianche abbondano.
Un’alternativa, di nuovo da uve allevate senza portainnesto, questa volta Fortana, è il Bosco Eliceo Doc frizzante di Corte Madonnina (cortemadonnina.it). Secco e tannico ma per nulla ancillare ad altre etichette, il vino di Rita e Vittorio Scalambra esprime sorprendenti note speziate di chiodi di garofano, che permettono di sbicchierare accanto ai salumi ferraresi, come la salamina da sugo e i salami all’aglio.
Rimangono solo da citare i vini spumanti che quest’anno ci auguriamo scorrano a fiumi. A partire dalla spuma sottile, leggera come la neve che in queste ore ricopre i 4 ettari scarsi di Piero Brunet a Morgex, a 1000 metri di altitudine (aziendabrunet.blogspot.com). Verdolino racconta delle fiabe della valle dove un prete, anzi un curé dal nome di Alexandre Bougeat, restituì i terrazzamenti alle vigne di Prié Blanc, a piede franco. Naso di ginestra, in bocca nervoso e scattante, s’infila ordinato verso un’idea di frutta sciroppata. Irripetibile, è espressione della biodiversità alpina e si accomoda con pesci d’acqua dolce e minestre con erbe spontanee.
Biodiversità, sfide e innovazione sono anche le parole d’ordine di Alessandro Belinghieri (vinivallecamonica.com). Da vecchie radici e ceppi storici di uve rosse locali (prevalentemente Ciass negher) a 450 metri, lo spumante Nautilus trascorre 52 mesi sui lieviti dei quali 36 nelle profondità del lago d’Iseo, a temperatura e pressione costanti, e buio assoluto. Le bollicine degli abissi sfilano sotto gli occhi con una spuma sottile che taglia il colore giallo chiaro del bicchiere. Emanano aromi di acacia e pera, in bocca si colgono note fumé prima che una sottile acidità permei infine la bocca.
Chi ama bollicine più persistenti e intense si potrà orientare verso il Franciacorta Cuvée Brut NV Lantieri (lantierideparatico.it), incoronato a inizio novembre Campione del mondo al concorso ideato da Tom Stevenson. Il profumo di lievito e la sapidità ne fanno un compagno di viaggio ideale per le festività legate a “quell’umile fede nel mistero dei misteri a cui il frutto della vigna è così strettamente legato” (Cardinale Eugenio Maria Pacelli, 26 gennaio 1935).
Riccardo Lagorio

 

Altre notizie

Coppa di Parma e Salame Felino Igp al Merano WineFestival

Insieme ad altri 120 artigiani del gusto, i due Consorzi di tutela di Coppa di Parma Igp (in foto) e Salame Felino Igp hanno partecipato alla XXVIII edizione del Merano WineFestival e sono stati protagonisti nella Gourmet Arena, la terrazza che percorre in lunghezza tutto il Kurhaus di Merano. Un’occasione rivelatasi preziosa per far apprezzare il gusto unico e distintivo di due simboli dell’arte salumiera italiana e per fare cultura di prodotto. A Merano, inoltre, i Consorzi sono stati al fianco di Enoteca Regionale Emilia-Romagna come protagonisti dei wine pairing proposti sul palco The Circle, così come dell’esclusivo light dinner, sempre organizzato da Enoteca Regionale Emilia-Romagna, per 50 selezionatissimi ospiti, nella serata di sabato 9 novembre. «È la prima volta che ci presentiamo a Merano» ha dichiarato Fabrizio Aschieri, presidente del Consorzio della Coppa di Parma Igp. «Sulla nostra scelta ha sicuramente influito l’accoglienza positiva ricevuta a Vinitaly: i produttori, gli opinion leader e i professionisti del settore che abbiamo incontrato a Verona hanno apprezzato il fatto di poter assaggiare due specialità della salumeria italiana in un contesto inusuale. Il Merano WineFestival è un marchio di qualità: il segreto della sua formula consiste nel mix tra una selezione di vini e cibi d’eccellenza e la scelta di una location esclusiva. Per i Consorzi di tutela di Coppa di Parma Igp e Salame Felino Igp essere stati selezionati dal Merano WineFestival è stata una grande soddisfazione: significa entrare a far parte del gotha dell’alta qualità enogastronomica in Italia».

>> Link: www.coppadiparmaigp.comwww.salamefelino.com

Photogallery

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore