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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2019

Rubrica: Il gusto di camminare
Articolo di Simonini E.
(Articolo di pagina 86)

Le montagne incantate. Ciaspolate nella neve e mercatini di Natale in Tirolo

Dopo tanto scarpinare, se in questi mesi mi avete seguita, in lungo e in largo per molti e diversi percorsi e itinerari, eccoci giunti, passo dopo passo, alla fine d’anno. Bisogna dire che, per chi ama andare a piedi, la stagione invernale può talvolta rappresentare una battuta d’arresto forzata o, in ogni modo, può imporre una diversa pianificazione dei programmi di cammino. E questo a causa della brevità delle giornate, delle temperature più rigide, ma soprattutto, per gli appassionati di montagna, a causa delle condizioni dei sentieri in altitudine, i quali, a meno che non siate escursionisti davvero esperti, possono risultare più difficoltosi del consueto, molto scivolosi e anche impervi. Tuttavia, se è vero che in questa stagione il normale cammino sui sentieri può essere proibitivo, non dimenticate che l’inverno in alta quota concede anche la stupefacente ed unica possibilità, semplicemente indossando le ciaspole sotto alle scarpe da trekking, di affondare i piedi nella soffice neve fresca, immersi quasi fino alle ginocchia in un mare di luce bianca, spesso sovrastata da un cielo azzurro e terso, in un’atmosfera assolutamente magica e rarefatta. È ovviamente possibile ciaspolare anche sulle catene montuose italiane, ma trovandoci ormai già in piena atmosfera natalizia, intendo segnalarvi qualcosa di molto suggestivo e condurvi un pochino più a nord, sulle montagne del Tirolo. Qui si susseguono centinaia di meravigliosi itinerari sulla neve ed inoltre si tengono, da più di cinquecento anni, gli originali e favolosi mercatini di Natale, forse i più belli di tutta l’Austria e di tutto l’arco alpino, che potrete visitare magari anche all’imbrunire, al termine delle vostre camminate sulla neve.
I mercatini dell’Avvento in Tirolo, questo è il loro nome proprio, identificano precisamente 8 mercatini della regione (Innsbruck, Achensee, Hall in Tirol, Kufstein, Lienz, Rattenberg, Kitzbühel e St. Johann in Tirol) i quali si sono costituiti in una vera e propria associazione, condividendo regole e criteri di organizzazione e di allestimento, nell’intento di mantenere sempre immutata nel tempo la più originale vocazione dello spirito natalizio specifica della zona. In questi mercatini tirolesi tutto è dunque rigorosamente tradizionale e originale, dalla struttura caratteristica delle bancarelle e delle casette, al programma degli eventi, alle assolutamente tipiche specialità artigianali e gastronomiche, e persino sino alle melodie in diffusione lungo le strade e le piazze.
Proprio intorno a Innsbruck, per esempio, città che per ben tre volte è stata sede delle Olimpiadi Invernali, si possono percorrere con le ciaspole più di 40 itinerari, spesso circolari, di differenti difficoltà e durata, adatti a chi vuole camminare sulla neve per puro piacere, a chi intende passeggiare anche con i bimbi, oppure a chi ama avere sempre con sé i propri amici cani, e infine anche ai più esperti ed avventurieri, i quali non mancheranno certamente di trovare percorsi di maggiore difficoltà e di più lunga durata, caratterizzati da importanti pendenze. Al rientro in città, al termine di questa bella e meravigliosa avventura a piedi sulla neve, durante la quale avrete respirato un’aria frizzante e pulita e avrete potuto godere di panorami mozzafiato, troverete ad accogliervi una magica e davvero indimenticabile atmosfera natalizia, con più di duecento bancarelle divise in 6 mercatini cittadini. Potrete finalmente rilassarvi e anche riscaldarvi, sorseggiando con calma, per esempio, l’ottimo vin brulè del mercatino di Kaiserweihnacht, presso il Bergisel di Innsbruck, che pare essere il migliore di tutta l’Austria e si ricava esclusivamente da un vino prodotto da rinomati viticoltori nella regione della Stiria, nell’Austria orientale. Il famoso Glühwein (vin brulè in tedesco) del Kaiserweihnacht si produce sempre e solo secondo la migliore tradizione che prevede un 95% di vino di qualità e un 5% di acqua, con l’aggiunta di cannella, chiodi di garofano e altre spezie, e poi non meno di tre ore di cottura a 75 gradi centigradi. Allontanandoci un pochino da Innsbruck, se avete occasione di prolungare il vostro soggiorno e di aggiun­gere un’altra tappa tra le montagne tirolesi, il mio suggerimento è di dirigervi a nord est, verso lo stupefacente lago Achensee, il più grande del Tirolo, detto anche il “Fiordo delle Alpi”. In tale e meravigliosa zona avrete l’opportunità, unica e davvero indimenticabile, di fare stupende ciaspolate, mentre sullo sfondo, o al vostro fianco, scorrerà lo specchio d’acqua ghiacciato di questo immenso lago il quale, e lo vedrete con i vostri occhi (ma non dimenticate gli occhiali da sole oscuranti!), è in grado di riverberare ulteriormente, e in una maniera del tutto particolare, la luce abbacinante già riflessa dalla neve. E anche ad Achensee, al termine delle vostre camminate, al calar della sera, non mancherà la straordinaria opportunità di immergervi nella magica atmosfera del mercatino di Natale, il quale qui si sviluppa proprio sul lago. Le tipiche lucine sui pontili, più fioche e calde dell’abbagliante luce del giorno, vi rapiranno, tra canti tradizionali, storie di Natale, avvolgenti profumi e sapori di prodotti tipici, nella stupefacente e immensa cornice delle montagne incantate del Tirolo.
Elena Simonini

 

Tiroler kiachl: piovono frittelle

Le bancarelle che le vendono non possono certamente mancare in ogni mercatino natalizio tirolese che si rispetti. Sono le kiachl, le tipiche frittelle tirolesi da gustare sia nella versione dolce, con mirtilli rossi, zucchero e cannella, o nella robusta versione salata con i crauti. Se volete portare a casa con voi un po’ dell’atmosfera che respirerete tra un acquisto e l’altro, potrete prepararle tranquillamente nella vostra cucina seguendo queste semplici indicazioni. Per la preparazione di circa 10-15 pezzi, a seconda delle dimensioni che si preferisce dare alle proprie kiachl, bisogna mescolare 500 grammi farina con un pizzico di sale e ½ cubetto di lievito fresco. Aggiungere poi ¼ di litro di latte tiepido, 2 uova, 30 grammi di burro fuso e rum a piacere, sbattere bene e lasciare riposare l’impasto per circa mezz’ora. Dividere l’impasto in pezzi di dimensioni uniformi con un cucchiaio di legno, formare delle palline su un tagliere o una superficie liscia (se necessario usare della farina), poi tirare ciascun kiachl in modo tale che l’impasto sia sottile al centro e alto ai bordi. Scaldare lo strutto o l’olio in una padella e posizionare il kiachl rivolto verso il basso nell’olio bollente. Dopo qualche minuto di cottura girare i kiachl e friggerli fino a completa doratura. Attenzione, il centro sottile dovrebbe rimanere bianco (ricetta: www.hall-wattens.at; photo © www.blog.tirol).

 

Tiroler Speck Igp: l’arte dell’affumicatura tirolese nel piatto

Una vacanza in Tirolo può diventare facilmente un’avventura anche per il proprio palato, dato che la cucina regionale offre diverse specialità, tutte particolarmente saporite. Protagonista indiscusso di tante ricette e risultato della passione leggendaria dei tirolesi per l’affumicatura, è il Tiroler Speck Igp, un prodotto della salumeria ottenuto manualmente seguendo ricette e procedimenti tradizionali che vantano secoli di storia e artigianalità norcina. Per la sua realizzazione si parte da una coscia di suino disossata e ridotta in pezzi che, successivamente, vengono salati ed aromatizzati con varie erbe e spezie fra cui alloro, pepe e noce moscata. I pezzi vengono poi fatti riposare per circa 30 giorni trascorsi i quali inizia la fase dell’affumicatura. Per essere affumicati, i pezzi di carne vengono messi su telai di ferro, all’interno di grandi camini alimentati da trucioli di acero e faggio. Il processo di affumicatura dura circa 10 giorni e viene effettuato a temperature non superiori ai 20 °C. Terminata questa fase, il prodotto affumicato viene fatto stagionare per circa cinque mesi. Il Tiroler Speck Igp ha una forma appiattita ed allungata. Non presenta una grande quantità di grasso, il colore è rosato e il profumo e il sapore sono piacevolmente affumicati e speziati. Si consuma generalmente tal quale, accompagnato da pane, come il Fladenbrot, un pane rustico prodotto con quattro tipi di farina (segale, frumento, mais e integrale di farro) e decisamente gustoso. Oppure diventa l’ingrediente che fa la differenza nella preparazione della minestra d’orzo con patate e radici di prezzemolo, nelle patate al cartoccio o schiacciate con il Graukäse, dei canederli in brodo o al burro, e della rosticciata Gröstl, una specialità a base di patate cotte, carne di bovino o maiale e cipolla tritata fatte arrostire insieme in padella e servita con un uovo al tegame. Ideale dopo una ciaspolata per ricaricare le energie (fonte: www.qualigeo.eu; photo © www.speckeria.at).

 

Didascalia: Il mercatino di Natale di Innsbruck (photo © Lianem).

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