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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2019

Rubrica: Turismo enogastronomico
(Articolo di pagina 82)

Turismo del vino in Italia a gonfie vele

Finalmente una buona notizia: nel 2018 l’Italia ha recuperato gli elevati livelli quantitativi di produzione vitivinicola per i quali si era invece registrata una notevole sofferenza nel 2017, a causa di diverse difficoltà climatiche tra gelate e siccità. La vendemmia italiana 2018 è infatti stimata da tutte le principali fonti di settore, a cominciare dall’OIV-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, intorno ai 50 milioni di ettolitri e forse anche oltre. Si tratta di un ottimo segnale, che tuttavia deve sempre essere letto anche nell’ottica della commercializzazione, nel senso che non basta produrre tanto e bene: bisogna infatti saper vendere e vendere ancor meglio. Da questo punto di vista, invece, qualche timida preoccupazione sembra interessare il comparto vitivinicolo italiano: i consumi interni sono in calo o al massimo stabili anno su anno, mentre all’estero si registra qualche segnale non incoraggiante. La Brexit ancora da decifrare, la Cina ancora da conquistare, una situazione internazionale non sempre serena non costituiscono scenari propriamente favorevoli ai commerci con l’estero, soprattutto per chi deve esportare (e ormai il comparto vitivinicolo italiano esporta il 50% e tendenzialmente anche più del proprio fatturato). In ogni caso, le capacità e le abilità imprenditoriali delle micro, piccole, medie e grandi aziende italiane del vino sono indubbie e non temono alcun confronto internazionale, soprattutto quando si parla di qualità e varietà. In questa competizione sui mercati di sbocco viene ancora una volta a giocare un ruolo di straordinario interesse il turismo del vino, ormai stabilmente riconosciuto come uno dei segmenti più interessanti della complessiva offerta turistica del Belpaese. In effetti, il tradizionale riferimento alla “bellezza” italiana è conseguenza anche e per certi versi soprattutto dell’eccezionale qualità dell’enogastronomia dei nostri territori.
Il turismo del vino è cospicuo volano di mercato per la vendita in cantina e formidabile leva di comunicazione per la visibilità, la riconoscibilità e la notorietà del brand, soprattutto in tempi così social. Ormai l’enoturismo, in effetti, non è nemmeno più un’attività secondaria del mestiere del vignaiolo, ma è un’attività almeno alla pari, ossia da mettere in conto, programmare e organizzare come qualsiasi altra attività aziendale necessaria e opportuna per il buon funzionamento dell’impresa vitivinicola. Questo traguardo di “stabilità” del turismo del vino, ormai anche nei numeri di arrivi e fatturato, emerge chiaramente dai dati del XV Rapporto sul Turismo del Vino in Italia a cura dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo del Vino, che si conferma come la fonte “storica” dell’analisi del turismo del vino in Italia, autorevole fino al punto da essere considerato alla base degli studi che hanno portato nella Legge di Bilancio 2018 all’introduzione di una rivoluzione normativa e anche fiscale dell’enoturismo italiano. Dal Rapporto emergono almeno 14 milioni annuali di accessi enoturistici tra escursioni e pernottamenti, almeno 2,5 miliardi di euro annuali considerando l’intera filiera enoturistica, che lasciano molto ben sperare per crescite e sviluppi sempre più consistenti. L’Osservatorio Nazionale sul Turismo del Vino dell’Associazione Nazionale delle “Città del Vino” (www.cittadelvino.it) fu costituito nel lontano 1999. Un’intuizione di tanti anni fa, che oggi si propone come indispensabile punto di riferimento per lo studio e la programmazione del turismo del vino in Italia, anche alla luce delle normative attuative di settore.
Fonti: Associazione Nazionale Città del Vino
Città europea del Vino 2019

 

Didascalia: il turismo del vino non si può più definire un’attività secondaria del mestiere del vignaiolo. Si tratta infatti di un’attività che è almeno alla pari e richiede una buona capacità organizzativa e di programmazione per assicurare il buon funzionamento della propria azienda vitivinicola (photo © David Prado – stock.adobe.com).

 

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