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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2019

Rubrica: Week-end
Articolo di Baverez Blanco J.
(Articolo di pagina 96)

La Mangia e Vai della Valle Camonica

Lunga circa 100 km, la Valle Camonica, una delle più estese delle Alpi centrali, si suddivide in tre macro-settori: la Bassa, ricca di prati e campi, che inizia sulle sponde del Lago di Iseo e giunge fino alla cresta trasversale di Bienno, nota anche come Soglia di Breno; la Media, che si sviluppa fino ai comuni di Sonico-Edolo; l’Alta, che segue la linea Insubrica, iniziando dalla Valle di Corteno, a Edolo, per finire al Passo del Tonale a 1883 m. Il fiume Oglio che la percorre allegramente nasce a Ponte di Legno, ai piedi del gruppo dell’Adamello. È in questo meraviglioso scenario che si svolge, ogni estate, da 15 anni, la famosa Mangia e Vai (www.mangiaevai.it), camminata a portata di tutti, anziani e bambini compresi. Il 14 luglio scorso è stata un’ottima occasione per scoprire le bellezze naturalistiche, culturali e gastronomiche di quest’angolo di Lombardia ai confini col Trentino. Quest’anno, merito della calura anomala di fine giugno, i 2.500 biglietti previsti sono stati rapidamente venduti, ma l’organizzazione della manifestazione in mano a 300 volontari si è rivelata come sempre impeccabile. È stata una giornata ricca e divertente nel regno delle aquile, delle marmotte, dei cervi e dei caprioli che si osservavano con il binocolo. Il percorso è sempre il medesimo, all’interno del Parco dello Stelvio, ricco di bellezze naturali e terra di memoria collettiva. Uguale ma sempre diverso di anno in anno, secondo il ben volere della Natura stessa.
Alle 8:30 ci siamo trovati tutti a S. Apollonia (1585 m) per il ritiro dei MangiaPass e del gadget ricordo. Questa località si raggiunge in macchina o col bus navetta. La partenza era programmata alle 9:00, per questo percorso a tappe che ci ha permesso di assaggiare i prodotti locali e i piatti della tradizione. Alla prima tappa, in località Silizzi (1595 m), abbiamo fatto colazione con uno spuntino prima di ritornare in direzione di S. Apollonia con un altro sentiero, verso La Fonte. Là ci spettava acqua e degustazione di Fiurit, fiore di ricotta che non si commercializza. Chi voleva poteva dissetarsi alla famosa fonte ferruginosa dalle proprietà curative, visitando nel frattempo la bella chiesetta di San Rocco.
Percorrendo una stradina racchiusa tra muretti di pietra, abbiamo raggiunto Case di Gioco (1828 m), dove ci aspettavano pane di segale, affettati vari e vino bianco. Il villaggio di Pezzo (1565 m) è stata la quarta tappa. Là abbiamo assaggiato gli immancabili calsù, ricchi ravioloni con ripieno di carne.
Una leggera salita ed eccoci a Ponte dei Martinoli (1618 m), dove il brodo di gallina è stato confortante e nutriente. Non poteva mancare il sorbetto digestivo preso in località Valmalza (1690 m) per permetterci di ripartire all’attacco della successiva tappa gastronomica, quella di Case di Viso (1763 m). E qui… che festa! Spiedo, salamelle, polenta, un piatto di resistenza per affrontare il rientro, ma solo dopo essere andati a zonzo in questo piccolo borgo alpino che sembra uscito da una favola. Sono infatti tutte case di pietra ben conservate risalenti all’inizio del XIX secolo con architetture originali.
Non possiamo non rammentare che il luogo fu tragicamente teatro di una rappresaglia nazista dopo l’armistizio dell’8 settembre, con il rastrellamento e l’uccisione di 5 paesani. Finiti gli spari e la guerra, oggi sembra oramai tutto immobile; il tempo sembra essersi fermato e si resta avvolti dal silenzio esaltato dalla sola musica del torrente, che irradia un profondo senso di pace e serenità. Scostandosi un po’ dalla massa di quel giorno, una vera magia…
Ma bisognava tornare alla realtà per riprendere il sentiero del rientro che ci ha portato prima a alle baite di Pirli (1718 m) dove ci aspettava un vero e proprio festival dei formaggi stagionati di malga, vino rosso e frutta.
Accarezzando il Bosco Sacro, siamo scesi verso Pezzo dove tè e caffè de scandèla, ossia di segale, ci hanno ridato vigore per affrontare l’ultima tappa sempre in discesa, verso Planpezzo (1418 m). La gita gastronomica si è conclusa qui con torte casalinghe, vino dolce e liquori della Valle Camonica, amari come il centenario Elixir Noreas, il Castellaccio e il Crodarol camuno alle castagne.
Ad un’iniziativa del genere non potevano certo mancare intrattenimenti musicali, animazioni per bambini, mostre vendita di artigianato locale ligneo, bancarelle con miele e confetture ai frutti di bosco. Tanto sole e aria fresca per una giornata all’insegna del buon umore e dell’allegria, con un minimo di sforzo fisico, pur avendo percorso 11 km con un dislivello di 200 m in salita e 580 in discesa. Un memorabile 14 luglio con il plus della gradevole scoperta di alcune specialità camune. Da consigliare a chi ama la montagna d’estate, il buon mangiare e il buon bere.
Josette Baverez Blanco

Didascalia: photo © Corrado Asticher.

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