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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2019

Rubrica: I vini di Premiata Salumeria Italiana
Articolo di Franchini L.
(Articolo di pagina 124)

Degustazione: vino e tartufo

Dell’amore dei buongustai per il prelibato e prezioso tartufo se ne hanno notizie già nel mondo antico, quando Plinio il Vecchio ne narrava nel Naturalis Historia e Giovenale raccontava che nacque da un fulmine scagliato dal dio Giove. Appartengono alla famiglia dei tartufi diverse tipologie, dal pregiatissimo tartufo bianco al più comune tartufo nero, tutti però caratterizzati da un profumo intenso e pungente, che ha lo scopo di attirare gli animali selvatici, i quali, rimuovendo la copertura di terra, ne spargono le spore e contribuiscono al perpetrare della specie. Amatissimo ovunque, sono soprattutto la Francia e l’Italia i principali paesi consumatori e distributori, con centri rinomati in tutto il mondo, come la città piemontese di Alba. Dato il costo, non esattamente economico, sono nati moltissimi prodotti aromatizzati col tartufo, dal quale assorbono il profumo e le numerose possibilità culinarie. In commercio è facile trovare salse, pasta e riso, oli e liquori aromatizzati al tartufo. La norcineria e i produttori caseari non si sono fatti scappare questo ghiotto abbinamento e nel tempo sono nati formaggi e salumi al tartufo, ghiottonerie frutto di estro e sapienza. A queste specialità dedichiamo la degustazione del mese.

 

Barbaresco Docg Riserva Quarantacinque45 – Massimo Rattalino

Azienda che fonda la sua filosofia sulla valorizzazione del vitigno Nebbiolo e vede la singolare particolarità di chiamare i diversi vini prodotti col numero del vigneto dal quale proviene, secondo gli schedari della cantina. Il calice che proponiamo, il Barbaresco Quarantacinque45, affina 36 mesi in botti di rovere di Slavonia da 20 ettolitri e in seguito riposa altri 12 mesi in tonneaux e 6 in bottiglia. Alla degustazione è intenso e di indimenticabile armonia e finezza, pieno e generoso di fiori e pot-pourri, cassis e ribes, note balsamiche e terrose, grande l’equilibrio del palato, dove la freschezza è assolutamente bilanciata col calore di un importante gradazione. Ottimo con tajarin con tartufo bianco, si presta anche ad accompagnare ricchi e morbidi crostini con lardo al tartufo.

Vini Rattalino
Str. Giro del Mondo, 4 — 12050 Barbaresco (CN)
Telefono: 0173 1996827

E-mail: info@massimorattalino.it
Web: www.massimorattalino.it

 

Barolo Docg Brunate – Giuseppe Rinaldi

È la vigorosa Marta Rinaldi, figlia del compianto Giuseppe, l’erede e il faro illuminante di questa cantina di Barolo. Con piglio e capacità segue i vigneti e la produzione, biologica, caratterizzata da un profondo e radicato rispetto della tradizione e del territorio ed offrendo vini austeri, importanti, quasi immortali, certamente nella memoria dei fortunati consumatori. Questo calice, infinito e elegantissimo, esplode in un’olfattiva di grande eleganza, ricca di sentori fioriti e speziati, pepe nero e timo, viole e ciclamini. Sorsata altrettanto coinvolgente, grandissima armonia, palato pieno, ricco, evoluto, che lascia facilmente presagire una lunga vita davanti a sé. Ottimo come calice da meditazione, si presta magnificamente a piatti strutturati e all’abbinamento con il tartufo, in tutte le sue espressioni.

Rinaldi Giuseppe Az. Agr.
Via Monforte 3 — 12060 Barolo (CN)
Telefono: 0173 56156

Web: rinaldigiuseppe.com

 

Valtellina Superiore Docg Sassorosso Grumello – Nino Negri

Se siete in Valtellina è obbligatorio fare tappa alla Nino Negri, vero e proprio riferimento del territorio, con la sede nello splendido Palazzo Quadrio a Chiuro (SO). In quei terrazzamenti, così difficili da coltivare che si sono meritati il conio del termine “viticoltura eroica”, la cantina coltiva le uve di Nebbiolo, qui nominato Chiavennasca. Questo nobile calice si apre rigoglioso, di un bel color granato con sfumature violacee e porge un’olfattiva imponente e raffinata di frutti di bosco e muschio, fiori freschi e secchi, ricordi di scorza di agrumi. La sorsata è piena, intensa, equilibrata. Un calice adattissimo alla meditazione davanti ai camini, durante i lunghi inverni valtellinesi, così come in abbinamento ad un piatto di pizzoccheri fumanti. Ottimo con i salami al tartufo e col tartufo in genere, estivo o invernale.

Cantina Nino Negri
Via Ghibellini 3 — 23030 Chiuro (SO)
Telefono: 0342 485211

Web: www.gruppoitalianovini.it

 

Aglianico del Vulture Superiore Docg Serpara – Re Manfredi

Siamo nel cuore della zona di produzione dell’Aglianico del Vulture, non distante da Venosa (PZ), con questa virtuosa cantina, nata nel 1998. Un’accogliente masseria svetta al centro della proprietà che si estende per oltre 120 ettari di vigneti. Accanto troviamo la moderna cantina, condotta da Christian Scrinzi, un moderno impianto di vinificazione ed una prestigiosa barricaia nella quale si affinano i vini. Un vino di estrema nobiltà e armonia, che si apre alla vista di un intenso rosso rubino. All’olfattiva è imponente di frutta e balsamicità, violetta e chicchi di caffè tostato, goudron e liquirizia. Tannico e caldo, denso e corposo, è sostenuto da freschezza di acidità e armonia di parti. Adattissimo a piatti importanti e strutturati, arrosti e brasati, sosterrà con eleganza la lunga ed intensa nota dei tartufi e dei salumi al tartufo.

Re Manfredi
Località Pian di Camera — 85029 Venosa (PZ)
Telefono: 0972 31263

E-mail: terredeglisvevi@giv.it
Web: www.gruppoitalianovini.it

 

Brunello di Montalcino 2014 Docg – Fattoi Ofelio & Figli

Azienda a conduzione famigliare, con 70 ettari di terreno di proprietà, 9 dei quali sono coltivati a vigneto per la produzione di Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino. Una famiglia che perpetra con caparbietà quelle che sono le tradizioni vinicole del territorio, proponendo sempre vini di grande spessore, con costante eccellenza. Non fa eccezione questo ammirevole calice di grande intensità e carattere, armonico ed elegantissimo, che affina per un minimo di 5 anni di cui almeno 3 in botti di legno di rovere da 40 ettolitri e tonneaux in legno di rovere francese da 3,50 ettolitri, chiudendo con 4 mesi di bottiglia. Ma la vita davanti a sé è appena iniziata e sarà lunghissima. Un vino strutturato e dalla tessitura importante, di grande classe, che accompagnerà magnificamente piatti importanti e ricchi e sarà perfetto con formaggi e salumi al tartufo.

Fattoi Viticultori in Montalcino
Az. Fattoi Ofelio & Figli

Podere Capanna — Loc. S. Restituta —
53024 Montalcino (SI)
Telefono: 0577 848613

E-mail: info@fattoi.it
Web: www.fattoi.it

 

Montepulciano d’Abruzzo Doc Malandrino – Cataldi Madonna

Il Forno d’Abruzzo, così viene chiamato il piccolo altopiano a forma di anfiteatro nel cui epicentro si trova Ofena, cittadina che ospita questa splendida realtà vinicola, è molto particolare perché giace sotto il Calderone, l’unico ghiacciaio degli Appennini e il più a sud del nostro emisfero, garantendo così che le brezze che spirano dalla montagna rinfreschino le giornate estive, caratterizzandone la produzione vinicola. Questo intenso e virile calice si apre suadente di frutti rossi e scuri, maturi e persistenti, circondati da viole in fiore e ricordi speziati. Il tannino è setoso, la materia è decisa, circolari le note olfattive, ricordi di goudron e liquirizia. Un palato importante e equilibrato, infinita la sorsata, grande l’armonia. Perfetto con i piatti del territorio, ottimo con carne di pecora, agnello e capretto, è pienamente in grado di sostenere le lunghezze del tartufo, in tutte le sue declinazioni.

Az. Agr. Luigi Cataldi Madonna
Località Piano — 67025 Ofena (AQ)
Telefono:0862 954252

E-mail: cataldimadonna@virgilio.it
Web: www.cataldimadonna.com

 

Altre notizie

Premio Casato Prime Donne 2019: la politica deve conquistare le donne

L’identikit dell’universo femminile nel rapporto con le istituzioni e prima ancora con la politica è stato tracciato da Alessandra Paola Ghisleri, sondaggista fondatrice di Euromedia Research e politologa, al talk show che l’ha vista protagonista in occasione della consegna a lei medesima del Premio Casato Prime Donne 2019 a Montalcino, promosso dall’omonima cantina tutta al femminile di Donatella Cinelli Colombini. «Fra le donne e la politica c’è un rapporto difficile — ha commentato Donatella Cinelli Colombini — lo dimostrano l’affluenza al voto inferiore a quella maschile e la poca propensione alla partecipazione alla vita politica. Eppure la Toscana è stata fra le prime nazioni del mondo a concedere il voto alle donne: votavano fino dal 1849, avevano un voto passivo e quindi non potevano essere elette, avevano molte limitazioni… ma votavano! Col plebiscito del 12 marzo 1860 la Toscana scelse l’annessione al Regno di Sardegna e le donne persero il diritto di voto. Ci furono poi alcuni tentativi, brevi e circoscritti finché nel 1946, ci fu il suffragio universale e persino le prime elette. Da allora le donne hanno fatto pochi passi avanti nel mondo della politica italiana, intesa come gestione della cosa pubblica. Molti meno che in altri Paesi ma forse qualcosa sta cambiando, dall’incontro di oggi escono messaggi positivi: uno che le donne sono una risorsa per il mondo politico, l’altro che esse devono avere il coraggio di mostrare quanto valgono. Appuntamenti come il Premio Casato Prime Donne di quest’anno dimostrano una nuova consapevolezza in uomini e donne». «Le donne costituiscono molto spesso l’ago della bilancia nelle consultazioni elettorali — ha affermato Alessandra Paola Ghisleri — rappresentando la quota maggioritaria degli indecisi, circa il 60%. In un simile contesto a fare la differenza nel loro orientamento saranno i soggetti politici che offriranno loro maggiori garanzie sui temi della famiglia e della parità di genere nel mondo del lavoro. In sostanza, quella parte politica che dimostrerà di “amare” le donne, non solo con le intenzioni ma con fatti concreti, sarà anche quella che con molta probabilità vincerà le elezioni». Per quanto concerne i vincitori degli altri riconoscimenti attribuiti nella 21a edizione del Premio, si tratta di Marco Rossetti e Francesca Topi, per la puntata del programma RAI “Geo” intitolata Val d’Orcia (Premio “Io e Montalcino”), di Eleonora Cozzella per l’articolo Le vie del vino pubblicato nel quotidiano La Repubblica (Sezione “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino”, per opere a firma femminile) e di Riccardo Lagorio per l’articolo I giorni della vendemmia, pubblicato nel mensile Dove (Sezione Il Brunello e gli altri vini di Montalcino), quest’ultimo premiato direttamente dal presidente del Consorzio Brunello Fabrizio Bindocci. Infine, Alberto Flammia è il vincitore della sezione fotografica.

 

Didascalia: tartufo bianco. Servito solitamente a “crudo” con uova o tartare o pasta fresca, si accompagna a vini morbidi e profumati che non ne nascondono l’aroma (photo © Paul E. Green).

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