Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2019

Rubrica: Street food
Articolo di Cornia F.
(Articolo di pagina 104)

Tigelle e gnocco fritto, banqueting e convivialità, in una parola: Mozao

Con tigelle e gnocco fritto ci divertiamo a sperimentare varianti fuori dagli schemi della tradizione emiliana, come il gnocco fritto alla carbonara, alla cacio e pepe o all’amatriciana e la tigella con porchetta di Ariccia. Creative, riscuotono sempre molto successo

Un lavoro che non soddisfa più, un albero genealogico che affonda le radici in Emilia, l’amore che nasce e supera i confini regionali: con coraggio e voglia di mettersi in discussione, Clara Porta e Riccardo Frabotta hanno fatto di necessità virtù e di due prodotti tipici dell’Emilia come tigelle* e gnocco fritto, da sempre legati alla convivialità della tavola, hanno fatto cibo di strada. Da tutti questi ingredienti messi insieme è nata Mozao, attività di street food che dalla preparazione e vendita di tigelle e gnocco fritto per le strade, soprattutto per quelle di Roma, negli anni si è trasformata e felicemente evoluta in attività di street food & banqueting, spostando il focus su quest’ultimo aspetto. Che è un po’ diverso dal semplice catering, perché non si tratta solamente di preparare cibo e bevande, ma anche di allestire un ambiente e vere e proprie scenografie, per creare un’atmosfera tutta particolare.

Street food & banqueting in stile boho vintage chic
Da modenese quale sono, incuriosita da questo pezzetto gastronomico d’Emilia approdato in Lazio, per saperne di più ho contattato Clara e ho chiesto direttamente a lei: chi è Mozao?. «Mozao siamo io e mio marito Riccardo, due grafici e web designer, due creativi che, stanchi del periodo di crisi, di cambiare agenzie e dover inseguire i clienti per essere pagati, hanno deciso di provare a dedicarsi ad una loro attività. Attualmente abbiamo 6 dipendenti fissi e diversi altri collaboratori occasionali in base alle necessità. Infatti organizziamo anche il catering di eventi e feste private».

Come e quando è nata l’idea del food truck?
«È nata quasi per caso. Nel 2013 stavamo cercando un locale in cui aprire una tigelleria a Roma, ma non siamo mai riusciti a trovare il posto giusto. E meno male! In quel periodo mi sono imbattuta in un articolo, forse su Millionaire, in cui si parlava dello street food e in cui c’era la foto di un’apecar, realizzata in Italia ma operativa a Londra, che proponeva panini gourmet. Ho cercato chi la costruiva e mi sono fatta fare un preventivo. Per noi all’epoca era decisamente troppo caro. Riccardo ha cominciato a cercare qualche mezzo simile usato e alla fine, per puro caso, l’abbiamo trovato qui a Roma. Così siamo andati a vedere l’ape food truck e dopo attente valutazioni, e non poche indecisioni, l’abbiamo presa, ridipinta e sistemata».

Perché tigelle e gnocco fritto a Roma?
«Io ho origini piacentine, ho vissuto a Sermide (in provincia di Mantova) ma mio padre era di un paesino dei colli modenesi, per cui a casa abbiamo sempre cucinato tigelle e gnocco fritto per amici e parenti, soprattutto nelle giornate di festa. Fin da piccola il mio sogno era quello di aprire un giorno il mio piccolo casale in cui proporre questo menu. Lo trovo perfetto per momenti di convivialità e condivisione. E poi piace a tutti!».

Avete incontrato particolari difficoltà nell’avviare la vostra attività?
«Diciamo che la burocrazia e le leggi italiane non vanno incontro alle esigenze di questa nuova attività. Inizialmente abbiamo provato per circa 1 anno a fare la pause pranzo in alcune zone di Roma. Purtroppo l’attuale normativa ti concede di avere la licenza di ambulante itinerante e di poterti fermare solo se i clienti ti chiedono di fermarti — cosa impossibile — e di rimanere aperti al servizio solo fino a quando si hanno clienti davanti al truck. Molte zone sono interdette e la concorrenza complica le cose: ci è capitato diverse volte che vedendoci chiamassero i vigili. Abbiamo avuto controlli su controlli e tanta ansia per poter lavorare anche solo 2 orette al giorno. Man mano il lavoro è cambiato e ci siamo dirottati sui servizi di catering e eventi privati, oltre a partecipare ai festival di street food».

In cosa consiste oggi la vostra attività?
«Attualmente ci siamo specializzati in organizzazione di eventi, per cui abbiamo da poco cambiato il nostro logo in Mozao street food & banqueting. Questo perché ci siamo creati una nostra precisa identità con uno stile vintage/boho e puntiamo sempre di più ad organizzare, pianificare e curare interi eventi privati. Possiamo quindi dividere i nostri servizi in vari settori: lo street food, con i nostri due prodotti di punta, tigelle e gnocco fritto, a cui in inverno accostiamo tortellini in brodo da passeggio e passatelli; e il banqueting, con cui ci occupiamo di allestimenti per eventi privati: abbiamo tavoli, varie postazioni per sedute da picnic, banconi di legno per il food e bevande, un angolo per bimbi e una grande tenda da 15x10 metri come opzione copertura in caso di pioggia. C’è poi il punto vendita fisso dentro Eataly, dove oltre ai nostri due prodotti proponiamo anche la piadina. Infine abbiamo allestito lo shop on-line con alcuni accessori da cucina che abbiamo personalizzato con frasi e grafiche realizzate da noi».

Quali prodotti utilizzate? Vi servite sempre dagli stessi fornitori?
«I fornitori sono diversi e variamo anche in base a dove operiamo. Da Eataly usiamo principalmente salumi emiliani e altre materie prima di alta qualità. Durante i festival, invece, in base a dove ci troviamo spesso acquistiamo salumi locali».

Portate avanti un discorso di tipicità regionale, promuovendo esclusivamente la produzione emiliana, o ci sono contaminazioni e nella tigella entrano prodotti tipici della salumeria laziale? Magari anche perché richiesti dal cliente?
«Proponiamo un classico come il pesto alla modenese (un classico battuto di lardo di maiale con aglio e rosmarino, NdR), ma all’interno delle tigelle e sopra il gnocco fritto ci divertiamo a sperimentare tante varianti, sicuramente fuori dagli schemi della tradizione emiliana, come per esempio il gnocco fritto alla carbonara (guanciale a fette croccante con salsa di uovo pepe e pecorino), alla cacio e pepe (con salsa cacio e pepe e pecorino grattugiato) o all’amatriciana. Frutto dell’unione di due tradizioni gastronomiche queste sono contaminazioni che hanno riscosso molto successo. Proponiamo anche la tigella con porchetta di Ariccia abbinata ai friarielli e provola affumicata».

Girate in molte regioni? Se sì, quali?
«Nei primi anni giravamo di più per festival dal Centro al Nord Italia, poi man mano abbiamo ridotto gli spostamenti e aumentato i catering privati su Roma (dove curiamo interi eventi) o fuori regione, soprattutto Toscana per pre- o post wedding per stranieri».

Dal sito si intuisce una vostra grande crescita. Partiti nomadi avete sviluppato forse un’anima stanziale?
«Siamo e saremo sempre nomadi, ci piace troppo questo aspetto. Però il mercato cambia e le richieste anche, per cui stiamo cercando di creare dei punti fermi come il nostro chiosco dentro Eataly. Con Eataly abbiamo collaborato per brevi periodi alcuni anni fa e quando ci hanno ricontattati perché in cerca di un’azienda che sostituisse una realtà già presente, ci siamo detti perché non provarci? È passato un anno e stiamo rinnovando il contratto fino al 2020, per ora. Poi vedremo. Intanto stiamo cercando un posticino tutto nostro in cui realizzare i nostri eventi, speriamo di trovarlo».

Visual e comunicazione di Mozao sono accattivanti, ve ne occupate direttamente voi? Hanno avuto un ruolo nel successo della vostra attività?
«Ovviamente. È sempre stato il nostro lavoro e credo sia il nostro punto di forza, ciò che ci differenzia dalle altre realtà: abbiamo una visione chiara di come presentarci. Per noi la comunicazione è fondamentale ed è stato il tramite che ci ha dato grande visibilità sul web. È grazie alla cura che mettiamo nei dettagli e nel presentarci che in molti ci hanno contattati, anche per interviste e articoli. Soprattutto all’inizio, quando c’erano pochissime attività di questo tipo in Italia».

Ultimo ma non meno importante, puoi spiegarci il perché del nome Mozao?
«Beh, da modenese di certo lo avrai già immaginato. “Mozao” è la traduzione scritta di un “ma ciao” pronunciato all’emiliana. Da quando vivo nella capitale infatti i miei amici romani mi hanno sempre presa in giro per la mia cadenza e quando mi incontrano ogni volta mi salutano con un “mozao!”. Questo è stato il primo e unico nome che io e Riccardo abbiamo pensato per la nostra attività».
Federica Cornia

 

Didascalia: tagliere con tigelle, gnocco fritto e salumi del food truck Mozao.

 

Nota
* Le crescentine, note comunemente come tigelle, sono focaccine tipiche della provincia di Modena, preparate con un impasto a base di farina, latte, lievito e acqua. Un tempo erano cotte fra due dischi di terracotta o di pietra refrattaria chiamati appunto “tigelle”.

Photogallery

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore