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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2019

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 96)

Cibus Connect, raddoppiano i numeri

La formula smart di Cibus, che porta all’annualizzazione di fatto della fiera di Parma, registra tremila buyer esteri, alcuni anche in arrivo da Vinitaly, con la soddisfazione degli espositori

Ha giovato a Cibus Connect la vicinanza con Vinitaly e con il Salone del Mobile di Milano. Una contemporaneità che ha portato a Parma 22.000 operatori commerciali a visitare gli stand di 700 e oltre espositori che hanno proposto mille marchi e 500 nuovi prodotti. La seconda edizione di Cibus Connect (10-11 aprile), organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare in collaborazione con ICE Agenzia, si è chiusa giovedì 11 aprile tra la diffusa soddisfazione delle aziende espositrici che hanno confermato la propria adesione sia a Cibus 2020 sia a Cibus 2021. Particolarmente affollate le due grandi aree dell’International Buyers Lounge, nelle quali cui le aziende italiane hanno sviluppato business con circa 3.000 buyer esteri, alcuni dei quali provenienti da Vinitaly, che hanno ritenuto funzionale il tasting dei nuovi prodotti nelle due grandi food court animate da cento cooking stations. «Il gradimento da parte degli operatori verso data e formula del Cibus degli anni dispari è stato elevatissimo ma non ci ha sorpreso» ha commentato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma. «Una standardizzazione dei moduli espositivi, una durata ridotta e una rigorosa selezione dei visitatori non potevano che venire incontro alle esigenze dei nostri espositori. Così come una calendarizzazione armonizzata rispetto a Vinitaly e Salone del mobile, che ha consentito agli operatori esteri di visitare in pochi giorni le più grandi fiere italiane del wine, del food e del furniture».
Grande interesse per la presenza delle start-up realizzate da giovani imprenditori che hanno presentato le loro proposte nell’area Food Vision Lab, allestita da Future FoodInstitute e Federalimentare in collaborazione con ICE Agenzia, Cibus e Crédit Agricole. Le nuove proposte sono state illustrate anche nel convegno Italian Food Startups – The power of innovation.
Il tema dei rapporti tra aziende alimentari e Grande Distribuzione è stato al centro di due incontri tenutosi a Cibus Connect: Eugenio Puddu, partner di Deloitte Italia, ha presentato un’indagine realizzata su un campione di 3.000 persone di età compresa tra 18 e 70 anni e da cui risulta che il 70% dei consumatori legge le recensioni on-line prima di fare acquisti e il 58% dei consumatori a basso reddito sceglie di acquistare nel negozio fisico, mentre i consumatori a reddito medio-alto sono disponibili a pagare un sovrapprezzo per gli acquisti on-line e la consegna a domicilio. Le aziende devono inoltre adeguarsi alla nascita di nuove categorie di consumatori: in particolare i cosiddetti responsible go getters, che hanno capacità di acquisto elevata, fedeli al marchio se ne percepiscono il valore e i discerning achievers, che spendono di più sui prodotti di consumo con elevate aspettative in termini di qualità e capacità di acquistare prodotti innovativi.
Di brand premium si è parlato nel convegno organizzato da Gruppo Food e da Fiere di Parma Premium Brands & Premium Store Brands: drivers di sviluppo del retail food. Marco Limonta, business insight director di IRI, ha sottolineato come, in un quadro generale di consumi stagnanti del Largo Consumo Confezionato (+0,1% a valore, –0,6% a volume nel 2018), il segmento premium abbia raggiunto una quota a valore del 19,6% con un incremento del 2,9%.
L’evoluzione del concetto di premium presso il consumatore è stato illustrato da Linda Corbetta, Head of BU-Qualitative Doxa, attraverso le tante declinazioni di questa importante fascia di offerta: biologico, artigianale, sicuro, sostenibile, buono.
Un patrimonio di autenticità sempre più apprezzato anche all’estero, come hanno dimostrato le testimonianze degli operatori internazionali BrandM e Jumbo Supermarkten, protagonisti di partnership di successo rispettivamente con Mutti e Gruppo Petti-ItalianFood.
L’esperienza del presidio della fascia premium nella marca del distributore è stata raccontata da Roberto Nanni, responsabile strategia prodotto Coop, con l’esempio della linea di vini tipici: una gamma di 17 etichette destinata a crescere, in cui il brand Fior Fiore affianca il marchio del produttore garantendo la totale tracciabilità di filiera. Le strategie dell’industria di marca sono state infine al centro della tavola rotonda animata dagli spunti offerti da Guido Cristini dell’Università di Parma con le testimonianze di De Cecco, Eridania e Zanetti.

>> Link: www.cibus.it

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