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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2019

Rubrica: Vino
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 104)

Sebastiano Gulino e il vino di Siracusa

Galileo Galilei fu uno dei più insospettabili ammiratori del vino di Siracusa. Durante il freddissimo e nevoso inverno del 1637, un’accorata lettera rivolta a Benedetto Guerrini ricorda che tra i 40 fiaschi in ordine non debba mancare il vino della città del “maestro mio Archimede”. Donizetti fa versare al coppiere il vino di Siracusa nel secondo atto della Lucrezia Borgia, suscitando l’apprezzamento di tutti i presenti, certificando di fatto il favore incontrato da quel vino nella prima metà d’Ottocento. Di asso parla Mario Soldati quando racconta l’incontro col vino Albanello di Siracusa durante il primo viaggio, nell’autunno 1968, che darà il via alla scrittura di una delle pietre angolari contemporanee della cultura alimentare in Italia, Vino al vino. Così pure nel volume dedicato alla Sicilia, pubblicato negli stessi anni per la collana Guide Veronelli all’Italia piacevole (Garzanti ed.), il gastronomo-filosofo bergamasco fa un affresco dell’Albanello: “giallo dorato brillante, di profumo intenso, continuo ed elegante, stoffa calda e piena” definendolo “vino primo”. Vitigno, quindi, di elevatissimo rango l’Albanello, con alle spalle una grande storia. Tuttavia, oggi è un vitigno quasi estinto, forse perché nei decenni appena trascorsi un mercato troppo frenetico, alla ricerca di consumi e guadagni immediati, ne ha penalizzato la natura di grande vino da invecchiamento. Grazie al coraggio di alcuni appassionati viticoltori si sta tentando di riportarlo al suo antico splendore.
Si contano sulle dita di una mano e Sebastiano Gulino, stimato otorinolaringoiatra, è tra di loro. Medico dinamico, organizzatore efficiente, appassionatissimo della sua professione e del vino in generale, al tempo stesso è convinto recuperatore, nella modernità, delle buone tradizioni locali. «L’amore per la mia terra mi ha imposto di occuparmi di questa attività, tramandatami dalla mia famiglia» esordisce. Ma basta ascoltare le sue competenze in tema di geologia, applicate ai terreni da coltivare a vite, o visitare la cantina, quasi un museo della tecnica e della conservazione del vino in località Fanusa, di fronte a Ortigia, per intuire il suo reale trasporto. «La mescolanza tra sabbie e calcareniti, una particolare tipologia di antico deposito marino costiero costituito da arenarie e resti fossili, caratterizzano i nostri terreni e conferiscono sapidità alle uve. Probabilmente anche questo fattore incide anche sulla longevità e sulla struttura del vino». Oltre alle particolari condizioni meteorologiche, che si distinguono per una sufficiente piovosità autunnale e il caldo secco estivo.
Alle bottiglie di Albanello, piccoli grappoli e foglia grande, Sebastiano Gulino ha affidato il nome commerciale di Pretiosa, «che ogni anno dedico alle donne, alla fecondità della terra». Nomen omen. «La coltiviamo in contrada Burgio, a Noto, con una resa per ettaro pari a 60 quintali» chiarisce.
Le uve vengono raccolte in sovramaturazione; il colore è giallo paglierino mentre le annate diverse (e il trascorrere del tempo) conferiscono alle bottiglie aromi e nuance sorprendentemente diversi. Nel 2017 prevalgono al naso note balsamiche, d’ortica e pesca bianca. In bocca una virgola di acidità viene surclassata dalla nocciola.
Nell’annata 2015 le note balsamiche si convertono in note di liquirizia e il 2014 il profumo di ginestra lascia dietro di sé impronte calde di pasta di mandorla e zafferano in bocca.
La bottiglia del 2011, dal color oro intenso, profuma di albicocca e si stampa sul palato con ampie volute di vaniglia, frutta secca e cannella. «Ma a dimostrazione che la terra garantisce longevità, proviamo una bottiglia di Fania, 60% di Fiano e 40% d’Insolia» lancia in segno di sfida. Annata 2007: giallo paglierino, naso di miele e mandorla, bocca di mandarino e cannella. Anche grazie a questo insolito mix capiamo meglio i desideri di Galileo Galilei e l’opinione del celebre operista bergamasco.
Riccardo Lagorio

Cantine Gulino
Via Daniele Impellizzari 29
96100 Siracusa
Telefono: 0931 721218

E-mail: info@cantinegulino.it
Web: cantinegulino.it

 

Didascalia:  Sebastiano Gulino (photo © www.facebook.com/CantineGulino).

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