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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2019

Rubrica: Vino
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 106)

L’ospedale con cantina che custodisce il vino più vecchio del mondo

Un vino antico e prezioso nel cuore di Strasburgo

Un calice di vino al giorno fa bene alla salute — questo ce lo dice la scienza — ma se è affinato in un luogo di cura è ancora più salutare. Non è vero ovviamente, ma un ospedale con una cantina che trabocca di vini, in un’unica costruzione, sotto lo stesso tetto, è decisamente una rarità. Non a Strasburgo, la “capitale” dell’Alsazia, regione vitivinicola della Francia al confine con la Germania. Si chiama Cave Historique Hospices Strasbourg, l’antica cantina sotto l’ospedale di Strasburgo, edificio che fu ristrutturato nel 1721 dopo un incendio. In un lungo corridoio nei sotterranei del nosocomio, in circa 80 tra botti e tonneaux, sono affinati vini di qualità, poi commercializzati col marchio dell’ospedale, l’etichetta Hospices Strasbourg. I vini sono imbottigliati nel piazzale della “casa di cura”, coi malati spettatori sorpresi e incuriositi alla vista dei macchinari di imbottigliamento allestiti per l’occasione dopo la vendemmia e il rumore incessante in sottofondo.

La storia dei vini Hospices Strasbourg ha origini antiche
La prima pietra dell’ospedale fu posata nel 1395 in una terra da sempre produttrice di vini, l’Alsazia. Nel tempo, i malati che non potevano pagare le cure in moneta contante, barattavano i servizi per la salute come potevano: chi con un pezzo di terra — e ciò spiega i grandi possedimenti di certe istituzioni — chi con oggetti d’artigianato e gioielli, chi con prodotti alimentari e vino. Intorno al 1990 la direzione ospedaliera pensò di allargare gli spazi dedicati all’attività sanitaria e cessare la produzione enologica. “Che c’entriamo noi col vino?”, era la domanda che cominciava a farsi qualche medico. Ma l’opposizione del personale, primo e più determinato fra tutti l’ex cuoco dell’ospedale Philippe Junger, ha evitato che la storica cantina fosse trasformata in magazzino per apparecchiature mediche. Così, nel 1994, è stata rilanciata e aperta al pubblico grazie ad una convenzione con 30 cantine locali, che possono usare gli spazi per 50 anni, affinando qui i loro vini e utilizzando la prestigiosa etichetta Hospices Strasbourg, sulla quale cambiano solo l’indicazione dell’annata, il tipo di vitigno e il nome del produttore.
Ogni cantina affina nelle botti dell’ospedale solo i migliori vini, selezionati da una commissione tecnica di assaggio con degustazione professionale. L’accordo prevede che una piccola parte della produzione di ciascuna sia ceduta all’ospedale, che la vende nel negozio annesso e col ricavato di vendite e visite con degustazione compra i medicinali.
«Questo è l’unico dipartimento dell’ospedale che ha l’obbligo di fare soldi», ci dice Philippe, gestore della cantina. Lavora qui esattamente dal 1994, insieme a due dipendenti, lavoratori “atipici” in questa struttura con centinaia di medici e infermieri al suo servizio. La cantina ha una capacità di 2.400 ettolitri e “produce” ogni anno in convenzione con i 30 produttori 150.000 bottiglie di vini, alcuni premiati dalle guide francesi. L’80% è rappresentato da vini bianchi, il resto rossi; complessivamente rappresentano il 44% dei terroir alsaziani, dal sud al nord di questa famosa regione vinicola, terra di Riesling, Sylvaner, Pinot bianco, grigio, rosso e Gewürztraminer.
L’Hospice de Strasbourg può vantare un altro interessante primato: il vino più vecchio al mondo, annata 1472, riposa da secoli nelle sue cantine, custodito in botti dietro grandi sbarre. «La cosa strabiliante — sostiene Junger — è che è stato analizzato con test tecnici e, dal punto di vista chimico, fisico e organolettico può essere considerato ancora un vino», e mentre lo dice toglie il tappo della botte e ce lo fa annusare. In origine era un vino bianco, oggi ha un colore ambrato e profumi molto intensi. Gli appena 300 litri, conservati sotto chiave nelle cantine dell’ospedale, hanno un valore inestimabile.
Le cantine custodiscono anche un vecchio torchio del 1727 e grandi botti adoperate per feste di matrimonio tra famiglie di viticoltori. Sono visitabili individualmente, senza guida, passando per il punto vendita. L’ingresso è gratuito (orario di apertura lun.-ven. 8:30-12:00 e 13:30-17:30, sab. 9:00-12:30). Sono possibili visite guidate con degustazione per gruppi di minimo 15 persone, su prenotazione, e visite serali per gruppi di almeno 30 persone. Nel negozio sono in vendita tutti i vini dei 30 produttori convenzionati, con prezzi che variano da € 6,00 a € 23,00-25,00 a bottiglia.
Massimiliano Rella

>> Link: www.vins-des-hospices-de-strasbourg.fr

Didascalia: la cantina dell’ospedale civile di Strasburgo, datata 1395 (photo © Massimiliano Rella).

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