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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2018

Rubrica: Aceto
Articolo di Cornia F.
(Articolo di pagina 130)

È nato il nuovo Museo Aceto Balsamico Giusti

Raccogliere una sfida e vincerla: è quanto sta facendo l’Acetaia Giusti di Modena, che lo scorso 1o ottobre ha inaugurato il Museo dell’Aceto Balsamico e ha scelto di investire ben due milioni di euro sul cosiddetto turismo esperienziale. Presenti all’inaugurazione autorità locali — il presidente della regione Stefano Bonaccini, l’assessore alle attività produttive Palma Costi, l’assessore all’agricoltura Simona Caselli, il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli —, e i presidenti delle varie istituzioni rappresentanti l’aceto balsamico: la presidente del Consorzio ABM Igp Mariangela Grosoli, il presidente del Consorzio ABTM Enrico Corsini e il Gran Maestro della Consorteria dell’ABTM Maurizio Fini.
L’aceto balsamico di Modena, anche noto come oro nero, ha origini antiche e ancora oggi prende vita in botti conservate nei sottotetti di molte case della città e della sua provincia. È un prodotto che racchiude in sé tanta storia e un saper fare che si tramanda di generazione in generazione. E il luogo in cui riposa per arrivare ad esprimere il meglio, l’acetaia, è ricco di magia. È dunque un prodotto eccellente, pieno di fascino e che merita d’essere raccontato. Proprio da qui è nata l’idea della famiglia Giusti di dedicare un museo a questo tesoro del territorio che è anche un tesoro di famiglia: Giusti vanta infatti la più antica acetaia di Modena e ormai più di 400 anni fa, nel 1605, avviava le prime batterie di botti negli attici della casa di via Farini, in centro città. Il nuovo Museo Giusti, al centro di un borgo agricolo di metà Ottocento completamente ristrutturato, attraverso cimeli della famiglia e aziendali, propone un percorso tematico che ripercorre “la vita” del Gran Deposito di Aceto Balsamico di Giuseppe Giusti, a sua volta intrecciata con la storia d’Italia e d’Europa di tale periodo. Si va così dal censimento del 1605 fatto da quel Cesare D’Este che aveva appena trasferito a Modena la sua capitale e nel quale compare la segnalazione dell’attività della Ditta Giusti, all’Esposizione di Firenze del 1861 indetta dal Principe dei Savoia, i nuovi Re d’Italia, in cui un Giusti riceve una medaglia di merito per un aceto di 90 anni, alle cinque Esposizioni Universali di fine Ottocento – Parigi, Anversa, Vienna, Bruxelles e ancora Parigi — alle quali i Giusti dell’epoca parteciparono portando botti di aceto balsamico e furono premiati con le varie medaglie che — esposte nel museo —, caratterizzano il logo e la storica etichetta del prodotto. Senza dimenticare la storia degli albori della litografia e tipografia per la stampa di loghi ed etichette e alle quali è dedicato uno spazio di approfondimento. Sono stati i risultati ottenuti dall’apertura al pubblico dell’acetaia — che nel 2017 ha fatto registrare ben 20.000 visitatori, l’80% di provenienza estera — a spingere Claudio Stefani Giusti, CEO dell’azienda di famiglia e rappresentante della 17ª generazione alla sua guida, ad investire per creare un nuovo centro di incoming recuperando un antico borgo. Formato da tre edifici trasformati rispettivamente in museo, zona di maturazione con le botti antiche e sala degustazione, prevede la suddivisione delle visite in altrettante tre fasi: la narrazione della storia dell’aceto balsamico, la descrizione del metodo produttivo nelle acetaie e l’assaggio dei prodotti. L’antico fienile del borgo è la nuova sede delle storiche acetaie, il cuore del Gran Deposito: più di 600 botti e botticelle di oltre duecento anni, tutte ancora oggi produttive. In quella che era la casa padronale trova sede il museo e la vecchia “casa dei lavoranti” è stata invece adibita a sala assaggi, per permettere a tutti i visitatori di degustare in purezza tutte le qualità di ABM Igp e ABTM Dop. Per chi lo desidera, qui è poi possibile anche organizzare pranzi o cene in cui gli chef locali costruiscono menu appositamente pensati per valorizzare l’ABM.
Nato per raccogliere e diffondere tale patrimonio storico e culturale, il Museo Giusti non vuole essere un’offerta a sé stante sul territorio, inserendosi e integrandosi in una rete di eccellenze che si esprime nel progetto Discover Ferrari & Pavarotti Land: un passaporto per un tour a tutto tondo nella cultura modenese che dà diritto alla visita al Museo Ferrari di Maranello e al Museo Enzo Ferrari di Modena, alla Casa Museo Luciano Pavarotti, alla visita guidata presso il MuSa – Museo della Salumeria di Castelnuovo Rangone (MO) e alle visite guidate con degustazione presso le Cantine Cleto Chiarli e Gavioli Antica Cantina e Museo del Vino, produttori di Lambrusco. Non è un caso se lo scorso 29 ottobre l’azienda abbia ricevuto il premio Best Practice di Food Community Awards, l’evento che ha l’obiettivo di far emergere le eccellenze imprenditoriali nel mondo della ristorazione e del food & beverage.

>> Link: www.giusti.it

 

Didascalia: la sala del museo in cui è conservato il medagliere e il riconoscimento dell’aceto balsamico Giuseppe Giusti quale aceto ufficiale del re con relativa concessione e stemma reale.

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