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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2018

Rubrica: Aziende
(Articolo di pagina 38)

Lo Speziale Levoni, dedicato all’Alto-Adige

Cumino dei prati e finocchietto selvatico esaltano il gusto della carne di suino italiano di questo nuovo salame pensato e prodotto dalla Levoni di Castellucchio (MN) ispirandosi ai profumi e al sapori tipici altoatesini

Un salame impreziosito dai profumi e dai sapori del finocchietto selvatico e del cumino dei prati, due spezie perfette per esaltare il gusto della carne di maiale: è lo Speziale, nuova ricetta e nuovo prodotto lanciato sul mercato dalla Levoni di Castellucchio (MN), azienda storica e leader nel settore dei salumi. Realizzato, come tutte le ricette a marchio Levoni, con carni di suini nati, allevati e trasformati in Italia, attentamente selezionate e lavorate con cura da operatori esperti, seguendo le metodologie norcine tradizionali del nostro Paese.

 

Una nuova specialità regionale
L’ispirazione per questa nuova creazione salumiera arriva direttamente dai prati e dalle preparazioni gastronomiche tipiche dell’Alto-Adige: a confermarlo è Marella Levoni, responsabile comunicazione dell’azienda. «Lo Speziale è dedicato all’Alto-Adige, ad un territorio a cui siamo molto affezionati e che dimostra da tempo di amare i nostri salumi. Abbiamo voluto creare un salame dal perfetto equilibrio sensoriale, con note rotonde e una freschezza inimitabile. Un salume che sicuramente va incontro ai gusti dei consumatori altoatesini, che ci hanno già dimostrato il loro apprezzamento e che sta conquistando i palati anche del resto d’Italia, della Germania e della Francia». Lo Speziale è stato presentato all’inizio dell’estate al “pubblico” locale attraverso una comunicazione bilingue alla radio e su emittenti regionali, e attraverso numerosi eventi, brunch, aperitivi, nei locali più noti dell’Alto-Adige. Levoni ha riconosciuto in uno chef altoatesino il testimonial ideale: Philipp Fallmerayer, da un paio di anni alla guida insieme a Ivo Messner di Brix 0.1, a Bressanone. «Abbiamo scelto lo chef Philipp Fallmerayer per creare delle ricette in cui lo Speziale fosse protagonista e dei panini o altri abbinamenti particolari con questo prodotto» racconta Marella Levoni. Ottimo con una fetta di pane casereccio, magari cotto a legna, o con tutti i pani speciali dell’Alto-Adige. Le proposte di Philipp sono reperibili on-line sul sito levoni.it (i video dello chef, tra l’altro, sono disponibili nelle due lingue italiana e tedesca). Qualche esempio? Una morbida focaccia con qualche fetta di Speziale, carciofi sottolio e maionese o una classica rosetta con Speziale, insalata lollo rossa, feta e una gremolada con prezzemolo, buccia di limone e pinoli, perfetta anche per una merenda leggera. Lo Speziale si presta ottimamente per imbottire un Vinschgerle, panino con farina di segale, semi di cumino e di finocchio, insieme a ricotta e aneto, finocchietto caramellato e un carpaccio di finocchi crudi, o il più noto Bretzel, insieme a burro salato, olive verdi, insalata e miele. Philipp Fallmerayer presenta lo Speziale anche senza un farinaceo ad accompagnarlo, come fosse un carpaccio, con la burrata, o ripassato in padella fino a renderlo croccante. E persino fritto, accompagnato da una crema d’avocado.

>> Link: www.levoni.it/it/salumi/salami/salame-lo-speziale

 

Cumino dei prati. Il nome scientifico del cumino dei prati è Carum Carvi e deriva dal latino medievale. È chiamato anche Cumino tedesco, Kummel, Kummin, Cumin des près, Alcaravea, Karauya e Anice dei Vosgi. È originario dell’Europa e dell’Asia Occidentale. Nella flora italiana lo troviamo nelle zone subalpine e sull’Appennino settentrionale, nelle zone collinari e fino ad una altitudine di 2300 metri. È ricco di ferro, di proteine e di minerali, stimola l’appetito e la digestione, tanto che i semi possono essere masticati subito dopo il pasto o utilizzati per preparare infusi. Curiosità: nei tempi antichi il cumino dei prati era ritenuto prezioso perché si diceva proteggesse la casa dai furti. L’uso poi si estese alle pozioni d’amore: le donne credevano che servisse per proteggere i propri mariti dalle “tentazioni”.


Finocchietto selvatico. Il nome latino del finocchietto selvatico è Foeniculum vulgare, dal diminutivo di foenum, “fieno”, cioè pianta dalle foglie sottili come il fieno. In alcune regioni italiane viene chiamato finocchina. Il finocchietto selvatico è originario delle zone mediterranee ed è presente allo stato naturale nel nostro paese. Si trova sia in pianura che nelle zone collinari fino a circa 800-1000 metri di altitudine. I semi di finocchietto selvatico sono un ottimo digestivo, contrastano i radicali liberi e sono preziosi per eliminare le tossine. Favoriscono inoltre il riequilibrio del colesterolo e hanno proprietà balsamiche. Curiosità: non tutti sanno che il nome Maratona, leggendaria città dove gli ateniesi sconfissero i persiani nel 490 a.C., significa proprio “campo di finocchi”; lì infatti questa pianta cresceva particolarmente rigogliosa.

 

Didascalia: lo Speziale è un salame dal perfetto equilibrio sensoriale, con note rotonde e una freschezza inimitabile (photo © Ochsenreiter).

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