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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2018

Rubrica: Indagini
Articolo di Pacella G.
(Articolo di pagina 70)

Cioccolato, peccato di gola per oltre la metà degli Italiani

Un‘indagine Doxa commissionata dal food delivery Deliveroo ha svelato abitudini di consumo, preferenze di gusto e abitudini nel mangiarlo

Gli Italiani sembrano proprio non saper resistere al cioccolato. A svelare la passione e il peccato di gola è un‘indagine del food delivery Deliveroo commissionata a Doxa per capire meglio abitudini golose di consumo verso il cioccolato. La ricerca, condotta su mille Italiani e realizzata sui mesi settembre- ottobre 2018, mette in luce che oltre la metà degli intervistati (62%) mangia il cioccolato frequentemente, almeno 2-3 volte a settimana, e che un italiano su 5 (19%) dichiara di mangiarlo tutti i giorni. Quanto invece a livello di golosità, la rilevazione statistica fa emergere che le più ghiotte sono le donne (65%) e i Millennials (69%), con questi ultimi che hanno quasi un intervistato su tre (27%) che la mangia sempre.
Da un punto di vista geografico, invece, a farla da padrone sono gli abitanti del sud e delle Isole che amano il cioccolato più di ogni altra zona d’Italia (68,1%) davanti agli abitanti del Nord-Ovest d’Italia (62,4%).
L’analisi di mercato non dimentica poi di mettere a fuoco le occasioni preferite di consumo con oltre 1 intervistato su 2 (56%) che afferma che mangiare cioccolato sia un momento intimo da concedersi e godersi tutto per sé. In particolare, ad affermarlo sono le donne (57%) nella fascia d’età tra i 45-54 anni (58,3%).
Il 42% degli intervistati, invece, si rivolge al cioccolato quando vuole concedersi una coccola, soprattutto tra i 24 e i 25 anni (56%), mentre il 35% quando è alla ricerca di una fonte di energia, opzione scelta maggiormente dagli uomini (38,4%).
Alla domanda, invece, di come si ama mangiare il cioccolato, è emerso che piace gustarlo in “purezza” (tavoletta, 81,6%) o mediante cioccolatino (65%). Il 52% lo preferisce come dolce (inteso come torta, croissant, muffin) e il 40% come gelato. Ad amare torte e dolci i più giovani (63% tra i 18 e i 24 anni), mentre la tavoletta è la variante preferita per gli adulti, con oltre l’89% delle preferenze tra i 55 e 64 anni. Infine, gli interpellati chiamati a definire la propria voglia di cioccolato concordano nell’affermare che è un momento di soddisfazione (45%); il 27,2% dice che è un desiderio irrinunciabile, mentre solo il 6% dice che è per consolazione.
Guardando invece strettamente all’aspetto di mercato ed economico, nel 2017 la cioccolata in Italia — secondo l’Associazione delle industrie del dolce e delle paste italiane (Aidepi) — ha avuto, per quanto riguarda i prodotti finiti, una produzione di 333.782 tonnellate per una cifra di 4.509,3 milioni di euro. Il consumo totale è stato di 149.364 tonnellate, mentre il consumo pro capite è di 2,47 kg.
Sotto il profilo commerciale sono diverse le tipologie, che vanno dalle tavolette (nei gusti fondente, al latte, bianco e gianduia) ai cioccolatini (disponibili in una grande varietà di formati e gusti). Non sono poi da dimenticare le intramontabili creme da spalmare, realizzate con nocciole e cacao magro, e gli snack al cioccolato, le barrette e le tavolette ricoperte di cioccolato e ripiene di biscotto, wafer, latte, caramello, nocciole o altro.
Per i più esigenti, infine, ci sono le preparazioni istantanee a base di cacao e quelle realizzate con il cacao in polvere: cioccolate in tazza, dolci casalinghi. In ultimo, e per un ben determinato momento dell’anno, ci sono le uova di cioccolato che sono la somma di tradizione e innovazione, magia e attesa, dolcezza e affetto.
Gianluca Pacella

 

Altre notizie

 

Il cioccolato di Modica è finalmente Igp

Il cioccolato di Modica Igp è, dal mese di ottobre, il primo cioccolato registrato in ambito comunitario. È stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea — Serie L 257 del 15 ottobre 2018 — il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1529 della Commissione dell’8 ottobre 2018 recante iscrizione della Igp nel Registro europeo delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette. Salgono così a 296 le Dop e Igp italiane registrate in ambito comunitario, consolidando il primato che il nostro Paese detiene da anni per i prodotti agroalimentari di qualità. La denominazione “cioccolato di Modica”, riporta una nota del MIPAAFT, designa esclusivamente il prodotto ottenuto dalla lavorazione della pasta amara di cacao con zucchero. Al momento dell’immissione al consumo, presenta una forma a parallelepipedo rettangolare con i lati rastremati a tronco di piramide ed un peso non superiore a 100 grammi. La pasta è di colore marrone con evidente granulosità per la presenza di cristalli di zucchero all’interno del prodotto. Il gusto è dolce con note di amaro. È commercializzato in confezioni monoprodotto o pluriprodotto. Le operazioni di confezionamento devono avvenire entro un massimo di dodici ore dal raffreddamento, all’interno del laboratorio di produzione o dei locali ad esso annessi. Ciò consente di evitare possibili contaminazioni batteriche e l’assorbimento di odori estranei che comprometterebbero il profilo organolettico del prodotto e garantisce che il cioccolato non assorba umidità dall’ambiente esterno, cosa che provocherebbe il rischio di formazione di muffe durante la conservazione e la perdita della caratteristica colorazione marrone della superficie esterna. La zona di produzione è rappresentata dall’intero territorio amministrativo del comune di Modica, in provincia di Ragusa. Il “cioccolato di Modica” ha origine nella città omonima e nel tempo ha acquisito una grande reputazione legata sia alle caratteristiche distintive che alla peculiarità del processo produttivo. Presenta caratteristiche organolettiche che sono il frutto di una modalità di lavorazione che non passa né attraverso l’aggiunta di burro di cacao o altri grassi vegetali, né attraverso la fase del concaggio, vale a dire il lunghissimo rimescolamento e riscaldamento della massa ad alte temperature messo in opera al fine di rendere il composto fluido e i grumi di dimensioni impercettibili con la lingua. La produzione richiede una buona dose di manualità e competenze specifiche, che comportano l’utilizzo di maestranze abili ed esperte nelle operazioni di dosaggio degli ingredienti, nel controllo delle temperature del processo di lavorazione della pasta, nella relativa amalgama degli ingredienti e nelle operazioni di battitura. L’importanza del “cioccolato di Modica” nell’area geografica va associata quindi non solo alla presenza di un indotto locale legato alla sua produzione, ma anche all’adattamento di macchine utensili per la lavorazione, testimonianza evidente della forte e persistente compenetrazione tra il prodotto e l’economia locale. Negli ultimi trent’anni la fioritura di una serie di piccole aziende ha determinato la nascita di un vero e proprio“Distretto del Cioccolato di Modica”, che si caratterizza per la particolare vitalità degli operatori, alcuni dei quali hanno avviato una significativa attività di export del prodotto. Questa connotazione del sistema produttivo ha consentito negli anni lo sviluppo e il mantenimento di conoscenze e abilità che si sono tramandate di generazione in generazione e che non sono riscontrabili in altre zone (fonte: © World Food Press Agency).

 

Didascalia: da un’indagine Doxa risulta che gli Italiani sono grandi amanti del cioccolato. I più golosi? Le donne e i Millennials (photo © Dragana – stock.adobe.com).

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