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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2018

Rubrica: Belle Botteghe
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 78)

L’Emporio delle spezie

Paprika spagnola affumicata (Pimentón de la Vera), ma anche Sumach turco (sommacco), wasabi in polvere, noci brasiliane, noci di macadamia dall’Australia, noci Pecan dal Nord America, miscele di curry dal mondo, pepe selvatico della giungla del Madagascar e tante tante altre spezie e ingredienti esotici: oltre 300 per intenderci e tutte vendute a peso, al grammo, all’etto, come nelle vecchie drogherie dei nostri cari nonni. Siamo a Roma, nel popolare quartiere di Testaccio, non così lontano dal centro. L’Emporio delle Spezie è un locale piccolo piccolo (neanche 15 m2) ma molto, molto profumato. Appena entri sembra di annusare gli odori di un mercatino di Istanbul, di Tunisi, di Marrakesh, un effluvio di odori che sprigiona da file di barattoli che nascondono le pareti (anche il colpo d’occhio vuole la sua parte). Rilevato dieci anni fa da tre soci — Fabio, Laura e Arianna — il negozio a poco a poco si è imposto all’attenzione dei consumatori e non sono quelli privati, curiosi di esplorare nuove strade olfattive tra i fornelli casalinghi, ma soprattutto una clientela qualificata, composta cioè da bartender (che esplorano nuovi cocktail speziati), chef (per piatti sempre nuovi), macellai e norcini (per carni e salumi dagli aromi inaspettati).

Incontriamo in un caldo pomeriggio d’autunno uno dei tre titolari, Fabio Gizzi, 50 anni, impegnato anche insieme alla socia Laura nella distribuzione di quotidiani porta a porta (la mattina); il resto della giornata completamente assorbito dal mondo delle bacche, delle spezie e dei profumi. «È un lavoro cominciato per gioco ma poi abbiamo visto che questo tipo di offerta ha un suo mercato» racconta Gizzi. «Oggi sulla piazza romana e non solo siamo apprezzati per la qualità e la ricercatezza dei prodotti e anche per le consulenze sulle spezie e gli ingredienti in arrivo da mondi lontani».
Questo si traduce praticamente in collaborazioni, eventi, manifestazioni gastronomiche. Tra i clienti di Emporio delle Spezie troviamo ad esempio Francesco Apreda, noto chef del ristorante Imago dell’hotel Hassler di Roma, oppure Bottega Liberati o la chef Cristina Bowermann del ristorante Glass, grande acquirente di sommacco dalla Turchia, una spezia che si usa per le marinature e per dare acidità. Da non dimenticare i bartender che per i loro cocktail sono continuamente alla ricerca di aromi e profumi, bacche e infusi.

Dietro quest’attività c’è naturalmente un grande lavoro di ricerca e selezione, se non direttamente sui territori, attraverso una rete di fornitori di fiducia, piccoli e grandi, tra aziende erboristiche, importatori europei e italiani, coltivatori diretti (ad esempio, di origano siciliano, di finocchiella viterbese, delle nocciole delle Langhe Igp, del pistacchio di Bronte Dop, ecc…). Oltre alle 300 spezie in barattolo il negozio vende altre 200 referenze in confezione: latte di cocco, pasta di sesamo tahina, melata di bosco, confetture, ma anche uova fresche o Salfiore di Romagna. La clientela, invece, si divide più o meno alla pari tra quella privata e quella professionale. «Ma abbiamo soddisfazione da entrambi» conclude Gizzi. «Ci fa piacere quando i professionisti si affidano a noi e ascoltano i nostri consigli, ma anche il consumatore privato che vuole accrescere la sua cultura gastronomica ci dà molte soddisfazioni».

Parliamo anche di prezzi? Questi spaziano dai 4,00 €/hg per le spezie più comuni ai 14,00 €/hg l’etto del pepe selvatico della giungla del Madagascar ai 18,00 €/hg del pepe della Tasmania.
Massimiliano Rella

 

Emporium, il primo porto costruito sul Tevere

L’Emporium era l’antico porto fluviale della città di Roma, situato approssimativamente tra l’Aventino e il Testaccio (il rione che prende il suo nome dal monte dei cocci formatosi proprio dai rifiuti delle attività commerciali del porto). Dall’inizio del II secolo a.C. lo sviluppo economico e demografico aveva reso del tutto insufficiente il vecchio porto fluviale del Foro Boario, che non poteva essere ampliato causa la vicinanza ai colli. Per questo nel 193 a.C. gli edili (addetti alla cura urbis) Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo decisero di costruire un nuovo porto in una zona libera al confine della città. Il porto fu scavato nel 1868-1870 durante i lavori di riarginatura e, di nuovo, nel 1952. Oggi restano alcuni tratti visibili incassati nel muraglione del Lungotevere Testaccio: una banchina lunga circa 500 metri e profonda 90 con gradinate e rampe verso il fiume, con blocchi di travertino sporgenti per fori dove ormeggiare le navi, simile in tutto a quella del porto romano di Aquileia (che però è meglio conservato). Costruendo il quartiere Testaccio moderno sono riapparsi vari resti di magazzini, tra i quali anche la tomba del console Servio Sulpicio Galba, uno dei più antichi sepolcri individuali pervenutici (fonte: www.wikipedia.org).

 

Emporio delle Spezie
Via Luca della Robbia 20 – 00153 Roma
>> Link: www.emporiodellespezie.it
FB: facebook.com/emporio.dellespezie

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