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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2018

Rubrica: Vino
Articolo di Cornia F.
(Articolo di pagina 108)

L’anima bianca di Montefalco

Eleganza, grazia e semplicità abitano nel cuore verde dell’Umbria, si annidano tra le colline, le vigne, gli ulivi e può capitare che con la loro silenziosa potenza rubino il cuore a chi questa terra la visita. La cattura è lenta, avviene a poco a poco, al suono di una bellezza pacata e profusa, che emana dai luoghi e dalle persone, che si schiude in un abbraccio gioviale e ospitale di cui si sente la mancanza non appena questa terra la si lascia.
Siamo a Montefalco, in provincia di Perugia, la Ringhiera dell’Umbria la chiamano, perché lo sguardo da qui spazia sull’intera vallata fino Spoleto. In origine antico insediamento romano di Falisco, poi Coccorone, oggi comune italiano che fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia, santuario dell’arte-umbro-toscana e punto di riferimento della regione vinicola in cui si producono il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco rosso. Lo scorso settembre Forbes, la rivista americana di economia e finanza, ha inserito Montefalco tra le migliori sei città vinicole in Europa in cui è possibile trovare “quella perfetta combinazione di città bellissime, paesaggi meravigliosi e annate eccellenti” insieme a Montepulciano e Montalcino, in Italia, Sancerre (Valle della Loira), Saint-Émilion (regione vinicola del Bordeaux) e Cassis, (Provenza) in Francia. In visita alla cantina Antonelli San Marco — 175 ettari, dei quali 10 ettari dedicati a oliveto e 50 a vigneto, al centro della zona di Docg Montefalco, certificata bio a partire dal 2012, una cantina interrata (così come la bottaia e il locale per l’affinamento) progettata per la vinificazione a caduta (che prevede l’ingresso del pigiato nei fermentini e il successivo scarico delle vinacce senza l’uso di pompe, ma per forza di gravità, evitando così di danneggiare le bucce), 350.000 bottiglie prodotte —, abbiamo incontrato Filippo Antonelli, a capo dell’azienda dal 1986 e da luglio nuovo presidente del Consorzio Vini di Montefalco, per riscoprire sotto la sua guida l’anima bianca di un territorio identificato soprattutto coi rossi, Sagrantino in primis. Riscoperta che procede di pari passo con la valorizzazione dei vitigni autoctoni e la reinterpretazione delle uve del vino portabandiera del territorio con il Contrario Umbria Igt. Vino godibile e fresco, di facile beva, 100% da uve Sagrantino coltivate e vinificate al contrario: vendemmia anticipata, macerazione breve, affinamento solo in acciaio e poi in cemento.
Della Docg Montefalco, ci tiene a sottolineare Antonelli, fanno parte anche vini bianchi. Al di là dei noti rossi della cantina, come il Montefalco Rosso Doc, il Montefalco Rosso Doc Riserva (da uve di Sangiovese e Sagrantino, in cui il nuovo Disciplinare di produzione del 2015 non prevede più l’inserimento di uve Montepulciano), il Sagrantino Docg, il Sagrantino Passito Docg e il Sagrantino Docg Chiusa di Pannone, vino di punta della cantina ottenuto dalle vigne più vecchie, s’intravede l’interessante panorama dei bianchi. Grechetto in testa, che Antonelli produce in purezza.
E in cantina le uve bianche sono oggetto di continua attenzione e garbata sperimentazione, anche fuori dalla denominazione Montefalco: dal vitigno di Trebbiano Spoletino, infatti, nasce il Trebium Spoleto Doc, vino in purezza nel 2016 insignito dei tre bicchieri dal Gambero Rosso. Nel 2015, sempre il Trebbiano Spoletino, a fianco del Sagrantino, è stato protagonista di prove di vinificazione, lasciandolo macerare sulle bucce in anfora, da ottobre a giugno. È nata così Anteprima Tonda, le annate 2013 e 2014 presentate al Vinitaly nel 2016, a preannunciare il Cru Vigna Tonda, dalle uve del vigneto a forma circolare ripiantato nella tenuta di Montefalco sullo stesso sito in cui sorgeva una vigna di forma tonda nell’800.
Sempre il Trebbiano Spoletino si è conquistato un posto nella denominazione Montefalco entrando nell’uvaggio in sostituzione del Trebbiano Toscano. Così, giusto per ribadire con Antonelli che «Montefalco non è più solo sinonimo di rossi e la produzione si è aperta a bianchi di grande qualità come il Grechetto e il Trebbiano Spoletino». Dichiarazione con cui il produttore esprime l’intento a livello consortile di ampliare la gamma dei vini della denominazione nell’immaginario collettivo fino a comprendere i bianchi di Montefalco e che si unisce allo sforzo di raccontare la maturità e l’eleganza del Sagrantino di oggi, un vino ben diverso da quello che la gente conosceva e beveva 25 anni fa e frutto della sua evoluzione nel tempo.
Elegante sperimentatore coi piedi saldamente poggiati sul territorio e attento alla tradizione, con Filippo Antonelli quella del Consorzio Tutela Vini Montefalco sarà sì una nuova stagione, ma comunque all’insegna della continuità. Con 60 soci su un totale di 70 cantine, 1.300.000 bottiglie di Sagrantino imbottigliate all’anno e oltre 2.000.000 quelle di Montefalco (Rosso, Bianco e Grechetto). farsi conoscere all’estero rimane uno degli obiettivi principali. Si punta soprattutto sugli Stati Uniti, mercato in cui il Sagrantino è molto apprezzato e dove l’anno scorso ha preso il via l’iniziativa “Sagrantino and Steak”, un mese di promozione del Sagrantino in abbinamento alla bistecca, iniziativa che proseguirà anche quest’anno.
E mentre si guarda alla Scandinavia con interesse, si continua a lavorare sull’incoming, sul turismo organizzato che miri a far conoscere il territorio e le sue bellezze, comprese quelle enogastronomiche, all’Europa e non solo. In questo senso Antonelli San Marco si è messa avanti con l’ospitalità offerta nell’antico casale Satriano, 6 appartamenti dotati di piscina e circondati dai vigneti con la possibilità di misurarsi con la gastronomia tradizionale umbra preparando piatti tipici nella scuola Cucina in Cantina, nata una decina di anni fa, con le degustazioni dei vini presso le sale dell’enoteca aziendale in cui è contemplato un angolo, vessillo la rossa Berkel, dedicato al prosciutto di produzione propria Del macchione, così detto perché ottenuto da suini Duroc, poco più di una trentina, allevati nel bosco dell’azienda, alimentati a orzo, favino e vinacce di uva bianca.
Le carni affinate in Valnerina sono destinate alla linea di salumi Pork and Cork che accompagna la degustazione in azienda. E sembra che in progetto ci sia di arricchire la cantina con locali di affinamento, per un’esperienza unica e a 360°, per non farsi mancare davvero nulla.
Federica Cornia

Antonelli San Marco
Viticoltori in Montefalco

Località San Marco 60 – 06036 Montefalco (PG)
Telefono: 0742 379158

Web: www.antonellisanmarco.it

 

Didascalia: Filippo Antonelli nella bottaia. Dal 2015 è iniziata la sperimentazione della macerazione in anfora, 2 in ceramica e 2 in terracotta, delle uve di Sagrantino e Trebbiano Spoletino (photo © Massimiliano Rella).

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