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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2018

Rubrica: Vino
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 112)

Il vino di Sansego, piccolo paradiso di sabbia profumato d’origano

È una piccola grande meraviglia della natura, diversa da tutte le sue sorelle incastonate nel mare Adriatico. A renderla unica sono gli spessi strati di sabbia minuta di origine eolica che coprono in profondità le fondamenta calcaree dell’isola. Benvenuti a Sansego, profumata d’origano, l’isola di canne e bambù che il naturalista Alberto Fortis, nel terzo quarto del Settecento, ipotizzava, non senza temerarietà, d’essere figlia dei sedimenti portati dal fiume Po.
Defilata dalla costa dalmata, Sansego vanta eccezionalità anche sotto il profilo culturale. Valgano su tutto i costumi un tempo indossati nei giorni festivi dalle donne, dai colori sgargianti, inamidati sopra calzemaglia di colore rosa acceso. Sansego, isola di contadini-pescatori-viticoltori che negli anni Trenta del secolo passato ne ebbero tanta cura da trasformarla in un paradiso verde cucito sulla distesa cobalto. Su tutto, la produzione di vino, che finiva a Fiume e Abbazia. Ma anche a Venezia e Trieste. Una cooperativa fu attiva dal 1936 al 1969 e negli ultimi anni di vita la capacità produttiva era di circa 6.000 ettolitri, in prevalenza da uva rossa, la Sansegota, assai resistente alle malattie crittogamiche. Ancora nel 1957 i suoi acini venivano coltivati su 140 ettari, circa la metà di quanto impiegato dell’isola. Nei vigneti si contavano anche uve bianche locali come la Krizol (simile alla Malvasia del Chianti), la Boldun (parente stretta dell’Insolia) e Ranac Bijeli, di cui qualche pianta superstite si trova oggi sulle isole di Pago e Selve. Intanto l’emigrazione di massa verso gli Stati Uniti spopolava l’isola dalla fine della seconda guerra mondiale e, solo negli ultimi anni, quelli della democrazia e della Croazia, a Sansego si è spinto  il turista tedesco e del Nord Europa, specie grazie ai corposi investimenti di Zagabria. Oggi vi si affacciano nuove imprenditorie di matrice enoica, ovviamente italiane, mentre il porto, le calette e i promontori sono ancora uguali a quelli che lo stesso Fortis descrive nel suo Viaggio in Dalmazia del 1774. La riscossa della vite a Sansego iniziò nel 1994, quando Francesco Cosulich, trevigiano di origini lussinesi, accettò la sfida di impiantare 30 ettari nella parte alta dell’isola. L’inizio non fu facile poiché mancavano le conoscenze di base su come si sarebbero comportate le piante; si partiva comunque da una storia plurisecolare e dall’esperienza tecnica maturata dal Cosulich in alcune aree d’Italia. Difficoltà logistiche numerose: fare arrivare i piccoli trattori e tutte le attrezzature via mare, e da lì condurle, per scalinate e viottoli, alla vecchia cantina, nella parte superiore dell’isola. Alla fine, anche grazie ad una squadra affiatata, le prime bottiglie cominciarono ad essere commercializzate.
«Sansego è fatta tutta di sabbia, dove si nascondono resti di lumache terrestri, ma non ci sono resti di organismi marini e non c’è filossera. Questo ci ha consentito di impiantare i nostri 30 ettari per la quasi totalità senza portainnesti e di avere anche un riscontro di estratti e di maturazione assolutamente diverso da quello che abbiamo in altre zone». Con l’intervento dei vivai cooperativi di Rauscedo si sono individuate le varietà messe a dimora. Delle uve autoctone a bacca rossa si sono salvate alcune piante di Trojšćina, poi la scelta è caduta su vitigni di Merlot, Barbera, Refosco dal peduncolo rosso e Cabernet. Si è così ottenuto un vino rosso, capace, per vocazione vinosa della terra, di giungere a notevole completezza. Dell’annata 2014 il ricordo va al bel colore rosso rubino carico e all’odore vinoso vivo e grasso, alla bocca dritta e asciutta dal finale morbido e arrendevole. Del bianco, senza pari, di Moscato (con parentela dichiarata al Fior d’arancio), Pinot bianco e Chardonnay, al colore giallo limoso della sabbia, bouquet di cedro candito, salvia e timo, di bocca larga e armonico rimando di ribes bianco con vistosa uscita dialettica. Di sobria eleganza le etichette, che riportano, nella forma simile a un grappolo d’uva, l’isola di Sansego. In cantina, vetusta e sincera (telefono: 00385 51 211859), durante il periodo estivo si scambiano avvincenti conversazioni con il cantiniere Antonio Andreetta. Nelle altre stagioni si va su appuntamento e sulla sorte delle condizioni del mare. Ma se il Toni c’è senza marmaglia, con lui entri nel profondo delle potature e della vinificazione. Con un po’ di fortuna, se insisti, ti porta ai vigneti e le parole gli escono a frotte. Alla fine sarà semplice la via per la Trattoria Barbara, a pochi passi dalla cantina, dove i vini di Sansego sbracciano tra pesce fresco e carni. Prenotate l’agnello di Canidole arrosto (konoba.barbara-susak.org).
Riccardo Lagorio

 

Altre notizie

 

Gourmet Arena, il lato culinario di Merano WineFestival

Manca poco, anzi, pochissimo all’inizio della 27ª edizione di Merano WineFestival, che dal 9 al 13 novembre prossimi animerà la città di Merano per la gioia dei numerosi wine&food lovers italiani e internazionali. Per il WineHunter e patron Helmuth Köcher è quindi arrivato il momento di condividere con tutti i partecipanti al Festival il proprio “banchetto di caccia”, a celebrazione di un anno di degustazioni e ricerche per individuare sempre nuove eccellenze in ambito vitivinicolo e culinario. Nasce così The Official Selection, costituita da salumi, latticini, prodotti ittici, da pane e pasta, olii e aceti, passando per salse, marmellate, conserve e mostarde, funghi e tartufi. E ancora dolci, caffè, la selezione di birre Beer Passion e quella di distillati e liquori Aquavitae. Un insieme di prelibatezze con 77 aziende di culinaria, 14 distillerie, 10 birrifici, per un percorso di degustazione che coinvolge praticamente tutta l’Italia e non solo. Sono infatti presenti anche prodotti provenienti dall’Olanda, da degustare all’interno dello storico spazio della Kurhaus e della più recente Gourmet Arena, che si trova tra la prestigiosa location e la passeggiata di Sissi, lungo il fiume Passirio. Sempre nello spazio della Gourmet Arena, si collocano anche 15 tra consorzi di tutela e gruppi rappresentativi di specifici territori, tra i quali spiccano Territorium Abruzzo e Territorium Campania. Tutti i prodotti presenti nella Gourmet Arena sono presenti all’interno della guida The WineHunter Award, consultabile on-line su award.winehunter.it. Per quanto riguarda l’evento, è già possibile acquistare il proprio biglietto direttamente on-line dal sito www.meranowinefestival.com/biglietti

 

In arrivo un’emoji per il vino bianco

La cantina che ha rivoluzionato le abitudini di consumo del vino degli Americani è pronta a cambiare il modo di comunicare il vino. La californiana Kendall-Jackson ha infatti annunciato il suo impegno nella creazione della White Wine emoji, l’icona del bicchiere di vino bianco, e invita tutta la comunità dei wine lovers a condividerla. La proposta della Kendall-Jackson è stata selezionata dalla commissione tecnica dell’Unicode Consortium, l’organizzazione no-profit che si occupa di creare codici universali standard per le lingue di tutto il mondo e che voterà per lo sviluppo dell’emoji nella primavera del 2019. Da più di 35 anni Kendall-Jackson è tra i più importanti produttori americani di vino bianco e il suo Vintner’s Reserve Chardonnay è stato per ben 25 anni il vino bianco più venduto in tutti gli Stati Uniti (fonte: © World Food Press Agency).

 

Didascalia: Sansego, in croato Susak, è una piccola isola del Nord dell’Adriatico. Il nome deriva dalla parola greca “sansegos”, che significa origano (photo © www.visitlosinj.hr).

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