Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2018

Rubrica: Tutto il biologico, oggi
Articolo di Bison G.O.
(Articolo di pagina 72)

L’orto di Venezia: agricoltura bio a Sant’Erasmo

Si fa presto a dire frutta e verdura. Savino Cimarosto nella sua azienda agricola biologica i&s Farm Il Biologico di Sant’Erasmo ha scelto la via della coltivazione biologica certificata, dell’agricoltura ecologica. Più che una scelta produttiva un cammino esistenziale da percorrere in laguna di Venezia nell’isola di Sant’Erasmo, la sua Itaca. Un’odissea iniziata negli anni Venti del secolo scorso con Enrico, nonno paterno, proseguita con papà Gino e mamma Linda e che Savino dal 2012 ha voluto continuare, cinquantenne, dopo una laurea in giurisprudenza, un master, un percorso professionale manageriale. Un richiamo alle origini, catartico, nell’isola conosciuta dai tempi della Repubblica Serenissima come l’Orto di Venezia. Ha vinto la voglia di riscoprirsi in agricoltura. E la capacità di queste terre di dare prodotti ortofrutticoli di qualità a chi ha la pazienza di aspettare il sole, l’acqua, gli insetti giusti. Nota ai più per il carciofo violetto, l’ortaggio di Sant’Erasmo è il risultato di terra lagunare, salsedine e brezze marine, competenza e passione dei suoi contadini. «Ero stanco, insoddisfatto del mio lavoro» afferma Savino. «Con mia moglie Ilaria abbiamo pensato di riutilizzare il terreno ereditato a Sant’Erasmo, dove ho vissuto fino ai diciotto anni, per una produzione limitata ma di altissima selezione e qualità, seguendo rigorosamente il metodo biologico certificato con uno sguardo anche al biodinamico. Un ritorno alla terra è un po’ un ritorno alle origini». Savino ha frequentato i corsi della Scuola Esperienziale Itinerante di agricoltura biologica tenuti da Luca Conte, dottore in scienze agrarie, agroecologo, specialista nella coltivazione biologica degli ortaggi. E da qui è partito il suo disegno imprenditoriale nonostante l’esordio non sia stato dei migliori. «Il frutteto lo abbiamo messo a dimora a marzo 2012 e poi le prime piante di ortaggi. Tutto per solo autoconsumo. A giugno una tromba d’aria ci ha distrutto tutto. Col morale sotto i tacchi siamo tornati nell’orto dopo alcune settimane e con nostro grande stupore abbiamo visto che i pomodori erano rigogliosissimi e così le zucchine e tutto il resto. Per noi è stato il segno del destino».
Studio, applicazione dei principi dell’agroecologia per arrivare a coltivare estensivamente quasi due ettari ad ortaggi con un sesto d’impianto ampio al punto da favorire una ventilazione d’aria di mare adeguata, rinfrescare e asciugare evitando il ristagno di umidità negativa tra le piante. E poi controllo continuo degli insetti e valutazioni sulla loro competitività e interazione per lo sviluppo dei vegetali. Analisi chimiche e batteriologiche ripetute sulle condizioni delle acque di irrigazione e sui terreni stessi. «Nel nostro orto — puntualizza Savino — non usiamo concimi chimici, diserbanti, insetticidi o qualsiasi altra sostanza chimica di sintesi. Stiamo sperimentando nuove metodologie di fertilizzazione con l’utilizzo di elementi naturali della laguna, per accrescere il sapore dei nostri ortaggi e della nostra frutta, al fine di favorire un legame ancora più forte tra i nostri prodotti e l’ecosistema in cui nascono, si sviluppano e crescono.
La prima sfida dell’azienda, nel 2013, è stata quella di trasformare un terreno incolto da decenni, ma per fortuna non troppo compattato, in un terreno attrattore di microrganismi, insetti, lombrichi capaci di produrre humus e aumentare naturalmente la fertilità del terreno.
Una sfida vinta nel tempo con lo studio e l’applicazione in campo di buone prassi per attrarre biodiversità e restituire naturalmente la vita al nostro terreno. Un terreno dove si vede tanta erbe, volutamente. Non un giardino pettinato. Un appezzamento nel quale abbiamo iniziato ad utilizzare teli di mais bianco, quindi biodegradabili, per una pacciamatura che ci sta dando ottimi risultati. Fondo riscaldato, minor consumo d’acqua e piante migliori».
Nel 2016 i&s Farm è cresciuta ampliando i terreni coltivati, acquistando un nuovo frutteto dove crescono rigogliosi alberi da frutto delle specie tipiche dell’ambiente lagunare, con l’inserimento di azotofissatrici, tipo eleagno, mimosa, oltre ad arbusti e piccoli frutti. «Continueremo con convinzione, gli unici della laguna di Venezia, a coltivare ortofrutta bio e utilizzare tutto quanto di buono la nostra isola sarà in grado di darci» evidenzia Savino. «Ci stiamo relazionando con realtà che sposano la nostra filosofia produttiva in ambiti differenti, dalla nutraceutica alla cucina naturale alla trasformazione dei prodotti nell’ambito della ristorazione, dell’agriturismo organizzato. Facciamo serate gastronomiche e di degustazione guidata. E siamo convinti che il futuro saprà darci le giuste soddisfazioni».
Progetti? «Tantissimi! Insieme a mia moglie Ilaria, che è un vulcano di idee, tra le altre cose stiamo pensando all’introduzione in parte degli appezzamenti di un allevamento di specie avicole tra quelle autoctone venete da crescere sempre con metodo biologico. E su questo ci stiamo relazionando con i tecnici di Veneto Agricoltura. E poi acquisire qualche terreno e valutare la messa a dimora di qualche filare di vite. La vendita dei prodotti freschi e trasformati viene fatta in centro storico a Venezia, in Strada Nuova Cannaregio 3818, nel nuovissimo punto vendita diretta e ai clienti che lavorano nel mondo della gastronomia d’eccellenza».
Gian Omar Bison

 

i&s Farm Il Biologico
di Sant’Erasmo
Via de la Toreta 1
30141 Isola di Sant’Erasmo (VE)
Telefono: 339 36407
36
E-mail: info@iesfarm.it
Web: www.iesfarm.it

 

Carciofi, vigne e frutteti

Sant’Erasmo è un’isola della laguna veneta settentrionale, la seconda per estensione dopo Venezia con i suoi quattro chilometri di lunghezza e i cinquecento metri/chilometro di larghezza. Poco abitata (settecento persone circa in progressiva diminuzione), è posta tra Burano e Murano. Il periplo stradale asfaltato che corre lungo l’isola è un anello di quasi nove chilometri che solo gli isolani residenti possono percorrere con autovetture. Sono presenti esercizi di noleggio bici per i turisti interessati e qualche spiaggetta, tra le quali la più famosa e frequentata in particolare dai veneziani è quella del Bacàn. La particolare posizione insulare e la natura fertile dei terreni ne hanno determinato il carattere agrario-lagunare: è ricca di orti e vigneti e famoso è il carciofo violetto di Sant’Erasmo (in foto). Da visitare la chiesa di stile romanico bizantino dedicata ai Santi Martiri Erme ed Erasmo (consacrata a Cristo Re solo nel 1929) e la Torre Massimiliana (forte di guerra asburgico) utilizzata per esposizioni ed eventi culturali.

 

Didascalia: veduta aerea di Sant’Erasmo (photo © Karl Johaentges, Die letzen Venezianer, tour.slowvenice.it).

Photogallery

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore