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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2018

Rubrica: week-end
(Articolo di pagina 80)

Genazzano, tra pane, fiori e cultura da preservare

«Attraverso una semplice delibera il sindaco certifica la provenienza di ogni prodotto della sua terra»: così Luigi Veronelli spiegava la De.c.o., la Denominazione Comunale di Origine. Un’idea nata dal basso per valorizzare quegli immensi giacimenti enogastronomici che l’Italia conserva: risorse e ricchezze che appartengono alla terra, al luogo d’origine. Questo è il riconoscimento della tipicità di quei tanti prodotti agroalimentari che non rientrano, per motivi diversi, in altre forme di tutela. Un modo per legare un prodotto al suo territorio, al suo comune, al luogo dove si produce da sempre. Anche Genazzano, piccolo comune di 6.000 abitanti a 40 chilometri da Roma, ha i suoi giacimenti di cultura enogastronomica. Arroccato su uno sperone di tufo vulcanico a 380 metri sopra il livello del mare, questo borgo medievale è immerso nella verdissima vallata del Sacco, tra i Monti Prenestini. È un incanto camminare tra i vicoli perfettamente conservati, scorgendo il verde delle colline, antiche residenze, abitazioni, passaggi e scorci di grande bellezza. Conosciuto già ai tempi dell’antica Roma come meta di villeggiatura delle Gens Genucia, Antonina e Iulia, il borgo prese vita nel XI secolo, divenendo poi feudo storico della famiglia Colonna, che dal Palazzo Baronale, comunemente chiamato Castello Colonna (o ancor più semplicemente Castello), controllava il passaggio verso Napoli e Roma.

 

Succede solo a Genazzano: la magia della provincia e del pane col proprio nome
Genazzano è una di quelle perle della provincia italiana che merita di essere visitata. Sono parecchi i motivi: per scoprire ogni angolo e vicolo del borgo antico, per mangiare gli gnocchi a coa de sorica (a coda di topo), una pasta fatta a mano con acqua e farina dalla forma allungata, per vedere il santuario della Madonna del Buon Consiglio, per ordinare nei forni tipici il famoso pane casereccio e le barachie, dolcetti di pasta frolla ripieni di marmellata. Qui il tempo scorre lento tra le case ristrutturate che ancora conservano gli stemmi delle arti e dei mestieri antichi sopra i portoni. Qui ogni anno si celebra il Palio di Brancaleone e la rievocazione storica della Disfida di Barletta, senza dimenticare l’Infiorata la prima domenica di luglio, con la processione del Sacro Cuore che sfila su un tappeto floreale. Attraverso le stradine in pietra passano rilassati i camminatori della via Francigena. Tutto è magia e rito liturgico delle tradizioni locali. Perché essere significa appartenere. Perché se verso sera vi capita di passare dall’Antico forno di San Giovanni a ordinare una pagnotta, la pagate e l’indomani troverete la porta della bottega aperta e vuota, con i fornai giustamente a casa a riposo. Sopra un tavolo ci sarà il pane pronto tra cui quello con il proprio nome, da ritirare e portare via. Solo a Genazzano.

 

Nota
Per dormire: Locanda delle Ginestre, via del Papa 16, 00030 Genazzano (RM), www.locandadelleginestre.it

 

Didascalia: paese d’altri tempi, a Genazzano il pane si può ordinare e pagare la sera e ritirare la mattina dopo in forno dove, assenti i fornai per il meritato riposo, tra il pane pronto sul tavolo ci sarà quello col proprio nome.

 

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