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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2018

Rubrica: Vino
Articolo di Borghi G.
(Articolo di pagina 104)

La Cité du Vin, invito al viaggio nella capitale del vino francese

Un luogo dedicato all’universo del vino nelle sue dimensioni storica, culturale, artistica, economica e ambientale. Un progetto architettonico che evoca la sensualità e la sinuosità della bevanda. Tappa imperdibile di ogni soggiorno nell’elegante città di Bordeaux e nella regione dell’Aquitania

Inaugurata a Bordeaux il primo giugno del 2016, dopo sette anni di lavori e grazie ad una partnership insieme pubblica e privata, la Cité du Vin (la Città del Vino in italiano) è una sorta di museo-molto più di un museo dedicato al vino inteso come patrimonio culturale dell’umanità, in cui il vino prende vita attraverso il suggestivo progetto firmato dallo studio parigino XTU Architects di Anouk Legendre e Nicolas Desmazières, già artefici del Padiglione francese a Expo 2015, in collaborazione con lo studio inglese di scenografia Casson Mann. Forma e contenuto si fondono armoniosamente nell’opera: l’ispirazione per la realizzazione dell’edificio, infatti, sarebbe proprio l’anima, lo spirito del vino, una “rotondità senza soluzione di continuità, intangibile e sensuale” che, resa materia, cambia colore col trascorrere del giorno grazie a pannelli di vetro serigrafato alternati a pannelli in alluminio laccato iridescente, riflettendosi contemporaneamente nel fiume sottostante. Un enorme decanter che brilla sulla Garonna, insomma. Le movenze del vino quando lo si fa roteare nel calice per far sì che sprigioni e se ne possa cogliere al meglio la ricchezza di aromi, profumi, colori, corrispondono ai volumi curvilinei del museo, sia a quelli esterni che a quelli interni, uno scheletro in legno formato da 574 archi che ricorda il telaio di una barca ed è in buona parte rivestito con speciali tele acustiche. «Ma, al di là e oltre la sua estetica, la Cité du Vin vuole essere un elemento di sviluppo economico per la città di Bordeaux e per la sua regione» ha detto in proposito il sindaco Alain Juppé. «Un luogo da vedere, vivere e visitare tutto l’anno, con cui abbiamo voluto rendere omaggio ad uno degli elementi che maggiormente ha contribuito alla notorietà e alla ricchezza di questo territorio attraverso i secoli».

 

In alto i calici!
Con la sua torre alta 55 metri che si scorge distintamente dalla magnifica Place de la Bourse, la Cité è concepita come un viaggio interattivo attraverso il tempo e lo spazio, un’immersione in profondità alla scoperta del vino dal punto di vista della storia, dell’arte, della religione, della geografia dei territori e delle tecniche produttive, degli “uomini del vino” e dell’indotto economico che ne deriva, fino al marketing e alla gastronomia. Un percorso impegnativo (la visita completa impegna circa tre ore), che il visitatore compie usufruendo di una guida digitale, disponibile in ben 8 lingue, di utilizzo semplice e al contempo ricchissima di informazioni. La cultura enologica nella sua universalità è resa democratica ovvero realmente accessibile ad un pubblico ampio, astemi compresi, con un’attenzione speciale a persone con handicap e famiglie con bambini, anche a chi, quindi, del vino in sé conosce poco o quasi nulla.
L’edificio si estende su 13.350 m² ripartiti su 10 livelli. Al secondo piano si trova il percorso permanente, il cuore della Cité, comprendente 19 moduli tematici per la maggior parte interattivi e visitabili in totale autonomia, guida al collo e auricolari ben piazzati. Si va dalla visione su maxischermo dell’incredibile diversità dei paesaggi vinicoli nel mondo al racconto personale di 50 vignaioli, dal tête-à-tête con gli esperti che “rispondono” virtualmente alle tante domande e curiosità sul vino al divertente “Buffet dei 5 sensi”, dalla sorprendete galleria delle civiltà alle aree dedicate in maniera specifica alla città di Bordeaux e ai suoi vini. Non dimentichiamo infatti che la regione viticola bordolese è la più importante di Francia, fornendo un terzo dei vini a denominazione d’origine controllata, ed era già famosa al tempo dei Romani: il poeta Ausonio, console a Treviri, decanta la bontà di quelli prodotti nella sua villa vicino a Burdigala, il nome latino di Bordeaux. All’esposizione fissa si aggiungono la Sala delle colonne, uno spazio concepito per accogliere due mostre differenti nel corso dell’anno (personalmente ho potuto ammirare quadri, strumenti ed oggetti vari inerenti il tema “Le Vin & la Musique, accords et désaccords”), l’auditorium Thomas Jefferson che ospita spettacoli, concerti e proiezioni, tre spazi di degustazione e altrettanti di ristorazione, una fornitissima enoteca, una sala di lettura con un’ampia selezione di libri e riviste di settore, una boutique, l’area Strade del Vino per informarsi e prenotare la visita nelle tenute e negli Châteaux della zona, i giardini ad accesso libero. Il belvedere, infine, è la cosiddetta “ciliegina sulla torta”: situato all’ottavo piano dell’edificio, offre l’esperienza di una “degustazione panoramica”. Quotidianamente è disponibile una selezione di venti vini dal mondo: per continuare a viaggiare.
Gaia Borghi

>> Link: www.laciteduvin.com

 

Nota
La Cité du Vin è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 (solamente alcuni giorni fino alle 18:00 da verificare sul sito). Dal centro storico di Bordeaux, che l’UNESCO ha posto tra i siti patrimonio dell’umanità, si può raggiungere abbastanza agilmente a piedi, in tram (linea B) o in battello con partenza da Place des Quinconces.

 

Didascalia:  l’edificio che ospita la Cité du Vin, simile ad un decanter, cambia aspetto con l’avanzare del giorno: la facciata è infatti costituita da pannelli di vetro serigrafato e pannelli iridescenti in alluminio laccato perforato (photo © Anaka, La Cité du Vin, XTU Architects).

 

Altre notizie

 

Metti una domenica al mercato

Se decideste di raggiungere la Cité du Vin facendo una piacevole passeggiata lungo la Garonna, e il giorno prescelto per la vostra visita fosse domenica, potreste ritrovarvi a curiosare tra i piccoli banchi di frutta e verdura, carne, pesce, formaggi, vino, pane appena sfornato e dolcetti golosi del Marché des Quai. La domenica mattina, infatti, dalle 7:00 fino alle 13:00 (o fino alle 15:00 per i punti ristoro), gli abitanti di Bordeaux e i turisti di passaggio possono approfittare di questo grazioso mercato che si snoda sul Quai des Chartrons. Si tratta di una sessantina di stand tra produttori e food truck (compresa una mini boat truck per la cottura e vendita di deliziosi gamberetti alla piastra) che si riuniscono sulla sponda del fiume, consentendo di acquistare qualche ingrediente speciale per il pranzo domenicale a casa o di gustarlo direttamente sul posto, usufruendo delle sedie e dei tavolini messi a disposizione qua e là tra i banchi o sedendosi direttamente sulle panchine, sul marciapiedi, sull’erba, sempre e comunque vista fiume. Imperdibili le ostriche e i frutti di mare freschissimi, i formaggi di capra, il foie gras e, come dessert, un’éclair o i famosi canelés bordelais, deliziosi dolcetti al profumo di rum e vaniglia nati nel lontano 1500, morbidi all’interno e croccanti e caramellati all’esterno, da mangiare in un sol boccone insieme al caffè.

 

Alla scoperta delle dimore storiche del Belpaese

Anche quest’anno ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane era presente al Vinitaly di Verona con un numero crescente di cantine storiche appartenenti ai propri soci. Questi ultimi sono proprietari di beni culturali vincolati come monumento nazionale che, nel caso delle tenute viticole, comprendono, oltre alle cantine, giardini, vigneti, oliveti e boschi, in un insieme di straordinaria bellezza al tempo stesso architettonica e paesaggistica. Una visita alle cantine storiche dei soci ADSI costituisce un vero e proprio Grand Tour che offre un’opportunità unica di turismo esperienziale, in cui la scoperta di molti vitigni autoctoni nel loro ambiente naturale si combina all’offerta di eccellenze gastronomiche del territorio. Tutte le cantine storiche sono visitabili su prenotazione, oltre 50 sono anche agriturismi, con un’offerta complessiva di 800 camere che, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, consentono agli appassionati dell’enogastronomia di soggiornare in luoghi ricchi di storia e tradizione. «I proprietari di dimore storiche dedicano un impegno costante non solo alla conservazione e tutela di una parte rilevante del nostro patrimonio culturale, ma anche, ove possibile, allo sviluppo e promozione di attività che hanno un impatto diretto sull’economia dei territori, in particolare all’interno delle comunità rurali» ha dichiarato il presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane Gaddo della Gherardesca.

>> Link: www.dimorestoricheitaliane.it

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