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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2018

Rubrica: Rassegne
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 90)

Quattro giorni all’insegna di vino e culture che si intrecciano

Seconda edizione del Scirocco Wine Fest

Forse non tutti i trentamila visitatori che si sono recati al cospetto della seconda edizione di Scirocco Wine Fest a Gibellina, nel Trapanese, fanno parte di quella grande famiglia di winelovers che percorre anche centinaia di chilometri per provare e collaudare i sorsi più amati. Certo è che nei giorni dal 28 giugno al primo luglio questo centro della Sicilia occidentale ha offerto l’occasione per sperimentare insolite degustazioni grazie a questa kermesse promossa dal gruppo Cantine Ermes – Tenute Orestiadi e inserita nel programma Destinazione Gibellina. La cittadina della Valle del Belice sorge a mezz’ora di automobile dall’originaria Gibellina, dilaniata dal terremoto del 1968 e che giace sotto la mastodontica opera a cielo aperto di Alberto Burri, nota come il Cretto di Burri: una colata di cemento bianco divisa da strade e da sentieri che separavano le abitazioni e che rifrange i raggi del sole come sa fare un miraggio, una visione onirica. Simbolo dell’iniziativa è lo Scirocco, il vento che percorre il Mare Nostrum, ne unisce i popoli che lo vivono e ne permea le culture. «Si tratta di un progetto che abbiamo fortemente voluto perché crediamo che il vino sia una forza aggregante che oggi può divenire simbolo del dialogo» dichiara Rosario Di Maria, presidente del gruppo Cantine Ermes – Tenute Orestiadi.
«Gibellina, con la sua storia di rinascita, è il luogo ideale in cui far incontrare enogastronomia, arte e cultura. Del resto lo Scirocco soffia su numerosi Paesi, ne caratterizza la viticoltura ma anche l’arte».
Quattro giorni all’insegna di vino e culture che si intrecciano: “trame mediterranee” le ha definite Calogero Pumilia, presidente della Fondazione Tenute Orestiadi.
I vini in degustazione, ma anche oggetto di approfondimenti sensoriali guidati, si sono potuti abbinare ad un menu che racconta la civiltà mediterranea nei sei Paesi partecipanti: Francia, Grecia, Italia, Malta, Spagna e Turchia. Ecco quindi bicchieri e forchette incrociarsi su paella, cuscus, busiate (lunghi fusilli, la pasta fatta a mano di questa parte di Sicilia), kofte (le polpette turche), i fritti di mare e i fritti di terra. La grande enoteca del Mediterraneo è stata composta da una ventina di etichette, rappresentative delle stesse aziende che hanno organizzato il percorso sensoriale: la Cooperativa di Samo dalla Grecia, Emmanuel Delicata Winemaker da Malta, Codorníu dalla Spagna, Les Caves Richemer dalla Francia, Corvus dalla Turchia e Tenute Orestiadi in rappresentanza dell’Italia.
La Cooperativa di Samo è costituita da 2.200 soci che contano circa 1.400 ettari vitati. Impressi nella memoria lo Psiles korfes, Moscato di Samo, ha catturato il naso con i suoi profumi balsamici mentre Aegean breeze si è presentato al naso resinoso, quasi ossidato, con ricordi di pan brioche lasciando la bocca morbida e un poco più lunga del primo campione. I vini di Delicata, un gigante per l’isola con oltre 1,2 milioni di bottiglie consumate prevalentemente in loco, sono stati illustrati da Georges Meekers. Il Medina è una mescolanza di uve Chardonnay e Girgentina, presente solo nel piccolo paese a sud-est della Sicilia. La Girgentina matura tardi e conferisce un piacevole profumo di frutta, tra cui pera e mela verde.
Sorso snello e fresco. Vinone complesso al naso, speziato, purpureo agli occhi, morbido e con una netta impronta di ribes nero in bocca lo Shiraz e Cabernet della linea GrandVin de Hautville, Malta Doc superiore, da uve raccolte a mano e coltivate su appezzamenti grandi metà campi di calcio.
Corpus è la Riserva 2010 della cantina Corvus, di Reşit Soley sull’isola turca di Bozcaada, all’ingresso dello Stretto dei Dardanelli. L’etichetta non poteva non essere dedicata al mito, ricordando che nell’harem di Na’vi, la donna che avrà più lunga la vita è quella che versa questo vino al marito (la tradizione vuole che i nobili turchi si sbarazzassero delle mogli con estrema facilità). Giusto che sia così: occhio impenetrabile, naso contrassegnato da susina matura e quasi balsamico, in bocca si fa largo un tessuto setoso dal retrogusto di confettura di ciliegia.
Delle Cantine Ermes (gruppo Tenute Orestiadi) un piacevole Quattro Quarti, di quattro varietà a bacca bianca locali, che conquista il naso con profumi di albicocca, zagara e pesca mentre l’acidità sostenuta lo rende ideale per confronti a tutto pasto. Alcuni grandi autori italiani hanno presentato le loro opere sorseggiando calici di vino a Palazzo Di Lorenzo, una ricostruzione di quello che era il palazzo più importante di Gibellina. La rassegna ha dato spazio anche alle antiche ricette del territorio, preparate dalle signore del luogo che si sono sfidate in una gara di cucina. Ad aggiudicarsi la vittoria Maria Lanfranca, gibellinese, con la sua ricetta di involtini di pesce spada da abbinare, aggiungiamo noi, al Catarratto 2016 di Tenute Orestiadi. Indimenticabile.
Riccardo Lagorio

>> Link: www.sciroccowinefest.it

 

Didascalia: il programma della rassegna ha ospitato degustazioni di vini e specialità gastronomiche mediterranee, master class, sfide di cucina, cooking show, ma anche incontri con scrittori italiani, tour alla scoperta del territorio, spettacoli e concerti gratuiti (photo © www.sciroccowinefest.it).

 

Altre notizie

 

Autochtona raddoppia: debutta Lagrein Experience

Autochtona, il forum nazionale dedicato ai vini autoctoni in programma a Fiera Bolzano, si prepara ad un’edizione particolarmente ricca di novità e di eventi. Ad aprire il programma il 15 e 16 ottobre sarà il forum, che accoglierà oltre 100 produttori provenienti da tutta Italia con oltre 300 etichette. Un’occasione unica per incontrare e talvolta scoprire tante piccole realtà che, giorno dopo giorno, contribuiscono alla salvaguardia di uno dei patrimoni più ricchi e originali del panorama vitivinicolo italiano. Sarà inoltre possibile scoprire i vincitori di “Autoctoni che passione!”, il premio assegnato alle migliori etichette autoctone tra quelle presenti da una giuria internazionale. Il palinsesto proseguirà mercoledì 17 con Vinea Tirolensis, vetrina dedicata ai vini prodotti dai vignaioli indipendenti altoatesini, con oltre 60 espositori provenienti da tutte le migliori zone di produzione dell’Alto Adige. Nella giornata conclusiva della kermesse, giovedì 18, debutterà infine la Lagrein Experience, appuntamento dedicato alla valorizzazione del vitigno più antico fra quelli storicamente documentati e tuttora coltivati in Alto Adige (photo © Marco Parisi).

>> Link: www.autochtona.it

 

Rosso Rubino – Lambrusco Wine Festival 2018, un viaggio nelle terre del Sorbara

Otto serate, dal 27 maggio al 27 giugno, per celebrare il Lambrusco, compagno fedele delle tradizioni culinarie più classiche di questo pezzo d’Emilia riscopertosi vino moderno, versatile, in grado di soddisfare tutti i palati. Ha sempre più seguito Rosso Rubino – Lambrusco Wine Festival, la rassegna “frizzante” organizzata dal Comune di Bomporto (MO), giunta alla sua tredicesima edizione, che coinvolge le principali cantine del territorio produttrici di lambrusco di Sorbara per un mese di eventi a base di musica, teatro, cene e degustazioni a tema. Particolarmente originale l’ouverture della manifestazione di quest’anno: complice l’inaugurazione del nuovo ponte sul fiume Panaro, proprio nel comune di Bomporto, si è infatti deciso di organizzare un “Ponte party”, con degustazione dei lambruschi e assaggi di pietanze realizzate dagli chef dell’associazione Cheftochef – Emilia Romagna cuochi. Durante la serata si è svolta inoltre la selezione regionale per il concorso nazionale “Sparkling on Tour – Un cocktail per il  Sorbara”, promosso dalla Federazione Italiana Barman. Grande festa e successo di partecipanti per tutte le serate organizzate nelle cantine di Rosso Rubino: Cantina Paltrinieri (cantinapaltrinieri.it); Cantina Righi e Francesco Bellei (www.francescobellei.it); Cantina Bellei Aurelio; Cantina Della Volta (www.cantinadellavolta.com); Cantina Garuti (garutivini.it); Cantina Divinja (www.cantinadivinja.com). E anche il centro storico modenese si è colorato di rosso: mercoledì 6 giugno il lambrusco di Sorbara ha infatti invaso la bellissima via Cesare Battisti grazie alla collaborazione di Enoteca Archer e dell’associazione Modenamoremio, sotto lo sguardo attento della Ghirlandina e il perfetto accompagnamento del gnocco fritto firmato Gnock & Roll. In foto, un momento della serata a Cantina della Volta, che ha visto protagonista il nuovo “Classico Quotidiano”, il Lambrusco di Sorbara Metodo Classico CDV BRUTROSSO.

Il vitigno Lambrusco di Sorbara è una varietà autoctona di antiche origini, che deriva dall’addomesticamento di viti selvatiche (Vitis Labrusca, citata anche da Plinio il Vecchio) dette anche uzeline o oseline perché, crescendo spontaneamente al limitare dei boschi, venivano depredate dagli uccelli che ne erano ghiotti. Il Sorbara è caratterizzato dal fenomeno dell’acinellatura (i chicchi rimangono del diametro di pochi millimetri) e ciò è dovuto ad un’anomalia floreale (sterilità del polline) che provoca una sensibile perdita di prodotto. Questa particolare caratteristica del vitigno contribuisce a renderlo unico, contraddistinguendolo tra tutti gli altri tipi di Lambrusco. Il vino che si ottiene dal vitigno Lambrusco di Sorbara è di colore rosso rubino, chiaro. Al palato è fresco, vinoso, floreale, fragrante.

>> Link: www.lambruscowinefestival.it

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