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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2018

Rubrica: Eventi
(Articolo di pagina 44)

Il crudo di Cuneo Dop presentato ad autorità e operatori di mercato

Successo per il “Porte aperte” al prosciuttificio Carni Dock di Lagnasco

Successo per l’iniziativa “Porte aperte del Prosciutto crudo di Cuneo Dop”, svoltasi il 4 giugno scorso al prosciuttificio Carni Dock di Lagnasco con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare le innumerevoli qualità di questa eccellenza cuneese. Al workshop hanno partecipato quasi 300 persone — tra le quali, il prefetto di Cuneo Giovanni Russo, i senatori Giorgio Bergesio, Marco Perosino e Mino Taricco, e l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero — che hanno potuto scoprire i segreti del prelibato salume cuneese e conoscerlo a fondo nella successiva degustazione guidata al Castello di Lagnasco. Qui il prosciutto crudo di Cuneo Dop ha incontrato altre prelibatezze del territorio, come i formaggi Bra e Raschera Dop e i vini del Piemonte. «Sono felice di rimarcare ciò che è stato fatto in questi anni» ha commentato Chiara Astesana, presidente del Consorzio di tutela e promozione del crudo di Cuneo. «Quando siamo partiti, alla fine degli anni ‘90, non pensavamo di raggiungere un risultato simile. Nel 2009, dopo aver ottenuto il riconoscimento dalla Comunità europea, durante la presentazione dissi che avevamo raggiunto un primo traguardo ma che molta strada rimaneva da fare. Ho avuto la fortuna di trovare in Luigi Allasia, AD di Carni Dock, la persona che ha condiviso con me questo progetto (Luigi Allasia è recentemente scomparso, si veda box dedicato, NdR). Non è stato facile perché dovevamo distinguerci da altri marchi nazionali ben più strutturati del nostro. Per farlo dovevamo puntare su un prodotto di alta qualità, prodotto in modo artigianale. Siamo partiti con una produzione di 2.000 pezzi, l’anno scorso siamo arrivati a 14.000. Quest’anno puntiamo a 16.000. Questa è la conseguenza della politica dei piccoli passi, lavorando duramente, senza fretta ma con tanta determinazione».

 

Dolce, magro e con una tracciabilità unica
Dal punto di vista nutrizionale il crudo di Cuneo Dop appartiene alla categoria dei salumi magri, con basso contenuto di sale. La riduzione del contenuto di sale è consentita dalle condizioni igieniche ottimali nelle quali vengono lavorate le cosce e dal rispetto rigoroso della catena del freddo nelle prime settimane di lavorazione. Inoltre, grazie alla carta d’identità fissata ad ogni prosciutto, leggibile con un QR code, si può conoscere l’esatta provenienza del prodotto, garanzia unica di un prosciutto Dop.

>> Link: www.prosciuttocrudodicuneo.it

 

Nota
L’iniziativa “Porte aperte del Prosciutto crudo di Cuneo Dop” rientra in un programma di azioni più complessivo realizzato insieme ai Consorzi di tutela dei formaggi Bra e Raschera Dop e al Consorzio Vini del Piemonte ed è cofinanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del PSR 2014.2020 Misura 3.2.1.

 

Didascalia: il prosciutto crudo di Cuneo Dop presenta un colore rosso uniforme e un peso, a stagionatura ultimata, fra i 7 e i 10 kg.

 

Altre notizie

 

Lutto nel Consorzio di tutela del Prosciutto Crudo di Cuneo Dop: il settore salumiero piange la scomparsa dell’imprenditore Luigi Allasia

Lo scorso 20 giugno è improvvisamente mancato l’imprenditore Luigi Allasia, 50 anni, stroncato da un male incurabile. Era vicepresidente del Consorzio di tutela del Prosciutto Crudo di Cuneo Dop e amministratore delegato del marchio Carni Dock, azienda di Lagnasco di cui era stato il fondatore nel 1990 con Pierino Rubiano e in cui oggi lavorano un’ottantina di dipendenti. Professionalmente era cresciuto negli anni, iniziando la sua attività come allevatore di terza generazione. Molto stimato nel Cavourese e nel Saluzzese, tutti lo ricordano come un uomo di grandi valori morali, coraggioso, professionale e lungimirante. La sua idea di avviare una produzione industriale di prosciutto crudo mantenendo le caratteristiche della lavorazione artigianale ha dato al Piemonte un crudo Dop: il riconoscimento è arrivato nel 2009 per un prodotto di altissima qualità, ben riconoscibile sul mercato e venduto solo nei negozi e nei ristoranti di nicchia. Luigi Allasia lascia la moglie Chiara Ballarino (titolare con il fratello Giovanni della gioielleria omonima a Cavour), le figlie Angelica e Goretta e i figli Francesco e Danilo. Le più sentite condoglianze alla famiglia Allasia da parte della Redazione di Premiata Salumeria Italiana.

(Fonte: Eco del Chisone)

 

Medaglia d’oro per il Piemonte al Mondial Rabelais du Saucisson

Un salame crudo dal gusto antico, prodotto e lardellato a mano e lasciato stagionare per 40 giorni al calore della stufa, seguendo una tradizione familiare che si tramanda da secoli. È questa la ricetta vincente che lo scorso 10 giugno ha permesso al Salam ‘d Giors di conquistare la medaglia d’oro nella categoria Grand Tradition al Mondial Rabelais du Saucisson, il primo concorso dedicato ai migliori salami del mondo svoltosi a Vanosc, nel Dipartimento dell’Ardèche, Francia. Col suo Salam a Moda Veja, piccolo gioiello della tradizione salumiera piemontese, l’azienda agricola di Giorgio “Giors” Bertoli (qui fotografato insieme al salame vincitore) ha conquistato una selezionata giuria internazionale, sfidando oltre 200 agguerriti salumieri. Dopo aver superato con successo la prima selezione a marzo, il giovane salumiere di Macello (TO) ha onorato, in finale, i colori della bandiera italiana, conquistando un premio prestigioso e portando Oltralpe un assaggio dell’eccellenza gastronomica della sua regione. Passione, pazienza e genuinità ma anche sincero rispetto per i suoi maiali, allevati allo stato semibrado e nutriti con ottimi mangimi naturali sono i segreti che fanno della produzione artigianale de I Salam ‘d Giors una bontà tutta da scoprire. «Sono onorato ed emozionato di aver ricevuto questo premio» ha detto Giorgio. «È una grandissima soddisfazione personale ma anche un auspicio: quello di riscoprire e riportare in tavola il valore e la qualità delle vere produzioni artigianali del nostro territorio, dove è proprio il gusto a fare la differenza».

www.isalamdgiors.com

www.facebook.com/isalamdgiors

www.instagram.com/isalamdgiors

 

Inaugurata la nuova sede del Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Igp

Nuova sede per il Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Igp: è stata presentata mercoledì 11 luglio, con un convegno tematico presso Palazzo Fontanelli in via Ganaceto 113 a Modena. A portare un saluto istituzionale il vicepresidente della Camera di Commercio di Modena Gian Carlo Cerchiari, il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati, il presidente di AICIG Cesare Baldrighi e l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli. «Siamo una regione con 44 denominazioni tra Dop e Igp – ha premesso la Caselli — un record europeo frutto di un lavoro molto forte di protezione di prodotti che vengono in molti casi da tradizioni iniziate secoli fa. In un contesto simile, è importante garantire al sistema le condizioni per essere competitivo e ciò lo si può fare attraverso gli investimenti in innovazione, preservando la componente tradizione nelle modalità in cui il sapere, inteso come conoscenza ed esperienza, si è tramandato nel tempo». «L’apertura della nuova sede a Palazzo Fontanelli, di fronte alla sede della Camera di Commercio, rappresenta un segnale della volontà di consolidare il legame con la città e il territorio» ha detto la presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena Igp Mariangela Grosoli. «Un’operazione strategica, dettata dalla sempre più stretta coesione tra i soci per una crescita ulteriore sia del Consorzio che del comparto, un segmento dell’agroalimentare di qualità italiano con un valore economico di oltre un miliardo di euro, primo tra le Dop e Igp per l’export con oltre il 92% della produzione. Tutto questo genera migliaia di posti di lavoro e rappresenta l’esempio positivo di un’Italia imprenditoriale fondata sulla tradizione che ha saputo fare sistema e guardare al futuro con fiducia».

>> Link: www.consorziobalsamico.it

 

I 120 anni in rosa della Bottega del Macellaio

“La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo. Non sono le parole, non sono i fiori, i regali. È il tempo. Perché quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo, non importa se è stata un’ora o una vita. Un ringraziamento a chi è stato con noi, agli amici, ai clienti e a tutte le persone che hanno partecipato alla nostra storia”. Con queste parole e un po’ di emozione Guido Mongiorgi, titolare della Bottega del Macellaio, storico locale situato nel centro di Savigno, in provincia di Bologna, ha voluto ringraziare i partecipanti — oltre un centinaio — alla cena sotto le stelle organizzata già da qualche estate nella piazzetta antistante il locale e con la quale quest’anno si è voluto celebrare un compleanno davvero speciale. Sono infatti ben 120 le candeline spente dalla Bottega, indirizzo sicuro per i buongustai in visita nel territorio della Valsamoggia. Un’attività, quella della famiglia Mongiorgi, che è cresciuta e si è arricchita nel tempo grazie all’intraprendenza e alla passione di Guido, affiancato da sempre dalla moglie Anna e oggi anche dal figlio Amedeo, allargando la tradizionale offerta della macelleria-salumeria con un ricco reparto di gastronomia, una proposta enologica importante e un’attività saltuaria di ristorazione. Solo l’indirizzo non è mai mutato e questo tempio delle cose buone si trova ancora lì, sotto i portici del paese, in via Marconi 2, dove lo aprirono nel 1898 Cleofe Maselli e il marito Guido Mongiorgi. La cena di compleanno della Bottega del Macellaio, dedicata al “gusto delle tentazioni”, ha visto protagonista il rosa, declinato nei dettagli della tavola, nel grembiule dei camerieri, nei bicchieri, col rosé Rosamara della cantina Costaripa di Valtenesi, sul Lago di Garda, che ha collaborato alla realizzazione della serata insieme alla Majani Cioccolato e al Club amici del Toscano. Rosa anche per gli eleganti abiti vintage delle artiste della Silk Ribbon Burlesque Academy ma, soprattutto, rosa come simbolo di tutte le donne ed in particolare di quelle dell’associazione “Il Seno di Poi Odv” (www.ilsenodipoi-odv.it), che dal 1999 offre assistenza e sostegno delle donne operate di carcinoma mammario. “Con questo evento celebriamo i 120 della nostra attività nella maniere più bella!” ha detto Guido Mongiorgi. Anche il futuro è rosa.

>> Link: labottegadelmacellaio.com

 

 

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