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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2018

Rubrica: Vino
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 108)

Il vino in pillole

Un Manzoni rosa spumante
Grazie a Ca’ di Rajo arriva il rosè da Manzoni rosa, uno vitigni più rari al mondo, un autoctono quasi introvabile che la cantina di San Polo di Piave (TV) coltiva a “bellussera”, un metodo d’allevamento della vite basato su un sistema a raggi messo a punto a fine ‘800 dai fratelli Bellussi per combattere la peronospora, una malattia della vite. Le viti, posizionate a 2,50 metri da terra, vengono disposte a raggio con l’ausilio di cavi di ferro sorretti da un palo dell’altezza di 4 metri. Il sistema è diffuso principalmente in Veneto. Delicato e raffinato, con note fragranti di frutti di bosco, agrumi, rosa passita e albicocca, questo extra dry millesimato ha un’ottima armonia tra acidità e zuccheri; sapido, asciutto e vellutato con sentori di frutti di bosco. Il Manzoni rosa di Ca’ di Rajo racchiude un pezzo di storia della viticoltura: la varietà nacque infatti grazie alle sperimentazioni del prof. Manzoni, genetista, che tentò un miglioramento genetico della vite contro le epidemie devastatrici che colpirono i vigneti a fine Ottocento. Ca’ di Rajo è guidata da tre fratelli con meno di trent’anni ed oggi esporta in 40 Paesi, dagli Usa alla Thailandia, dall’Estonia alla Malesia. La storia di quest’azienda, che ha aperto le sue porte ai giovani, offrendo opportunità di lavoro anche agli under 40, è quella di vignaioli legati a filo doppio con il territorio. Nel 1960 la famiglia Cecchetto, allora mezzadri di Giol, trasforma la nuda terra in vigneti di pregiate uve e, col sudore del proprio lavoro, nel 1972 ne diviene proprietaria. La storia di una realtà veneta che ha saputo spalancarsi le porte dell’export anche in un momento difficile per l’economica mondiale.
www.cadirajo.it

 

Argento al rosato di Michele Placido e Domenico Volpone
A pochi mesi dal debutto delle etichette di Placido-Volpone, la nuova cantina che vede protagonista in società l’attore Michele Placido e che mira alla rivalutazione del territorio pugliese e dei suoi autoctoni, è arrivato un importante riconoscimento. Il rosato, ottenuto da uve Sangiovese e Aglianico, colore rosa brillante e delicate note di frutti rossi, si è aggiudicato la medaglia d’argento al Mondial du Rosé, competizione nata nel 2004 a cura dell’Unione degli Enologi Francesi. Un prestigioso concorso che mira alla valorizzazione del rosato, vino già da qualche anno alla ribalta, e che vuole operare una selezione di etichette d’eccellenza, affidata a una giuria di esperti, che interpretino al meglio le caratteristiche e i valori del rosé.
www.placidovolpone.it

 

I nuovi orizzonti dei vini vulcanici
“Vulcanei” è il più grande banco d’assaggio di vini da suoli vulcanici tenutosi a metà maggio al Castello di Lispida, nei Colli Euganei, in provincia di Padova. A quasi dieci anni dalla sua nascita, il Volcanic Wines network, la rete di produttori dei Volcanic Wines che mette in rete 19 territori italiani d’origine vulcanica, consorzi di tutela e altri soggetti, vuole diffondere l’uso del proprio marchio sui “vini dei vulcani”, potenziare la ricerca sulle caratteristiche dei vini da suolo vulcanico per definirne le peculiarità e pervenire ad una carta dei suoli vulcanici frutto di un lavoro scientifico super partes ovvero convalidata da una rete di Università. L’ultima edizione dell’evento ha registrato la presenza record di 72 cantine e oltre 400 etichette provenienti da 18 territori vulcanici tra italiani ed europei con i vini dell’isola greca di Santorini e dei territori ungheresi del Lago Balaton e del Tokaj. I vini dei terreni vulcanici hanno caratteristiche di spiccata sapidità unita a freschezza, sono complessi e longevi. Non facili da approcciare, sono vini “gastronomici”, complemento ideale per il cibo. Provengono anche da territori di grande interesse enoturistico: termalismo, parco regionale e biodistretto nei Colli Euganei; i basalti colonnari dell’area di Soave (VR); le grotte scavate nel tufo di Pitigliano (GR), solo per citarne alcuni. Un esempio virtuoso arriva anche dalla Stiria, regione austriaca molto povera che da quando ha scoperto “l’acqua calda” ha cambiato il suo nome in Volcanic Land costruendo un’offerta turistica integrata importante.
www.vulcanei.wine
 

Massimiliano Rella
(a cura di)

 

Didascalia: il Castello di Lispida nel cuore dei Colli Euganei. La splendida location ha ospitato lo scorso maggio la terza edizione di “Vulcanei”, il più grande banco d’assaggio di vini da suolo vulcanico (photo © www.vinievino.com).

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