Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2018

Rubrica: Speciale Cibus
(Articolo di pagina 96)

Cibus 2018, 82.000 sì

Soddisfazione degli espositori che hanno incontrato migliaia di buyer esteri e nazionali. «Abbiamo fatto vedere al mondo di cosa è capace il made in Italy alimentare» ha dichiarato Antonio Cellie. Presente tutta la filiera, dal mondo agricolo alle insegne della GDO. Il futuro del cibo e della produzione alimentare analizzato in decine di convegni

Confermando tutte le attese, alla 19esima edizione di Cibus, il Salone internazionale dell’alimentazione svoltosi dal 7 al 10 maggio scorsi nel quartiere fieristico di Parma, hanno partecipato 3.100 aziende del settore alimentare, che hanno presentato oltre 1.300 nuovi prodotti ad una “platea” di circa 82.000 visitatori. Straordinaria la partecipazione degli operatori stranieri, che dai commenti e dalle interviste rilasciate al termine del salone avrebbero chiuso molti accordi commerciali. Presente tutta la filiera, dal campo al supermercato, con gli stand delle associazioni rappresentative del mondo agricolo e tante insegne della GDO, italiana ed estera. Decine di convegni e workshop hanno preso in esame le tematiche legate al futuro del comparto, attirando l’interesse di oltre 1.000 giornalisti (erano presenti tutte le testate nazionali, cartacee e televisive). Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione dinamica tra Fiere di Parma e Federalimentare, col sostegno di ICE-Agenzia e il contributo fattivo delle Regioni. «La soddisfazione delle aziende per questa edizione di Cibus è tangibile e allo stesso tempo prospettica» ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma. «Prima di tutto perché conferma le enormi potenzialità, fortunatamente ancora inespresse, del made in Italy alimentare. Da un lato, infatti, i buyer di tutto il mondo non vedono l’ora di tornare a Parma per continuare a mantenere e rinnovare i propri assortimenti; dall’altro, le nostre imprese sono altrettanto impazienti di proporre loro nuove e continue soluzioni per far mangiare sempre meglio i consumatori di tutto il mondo». Numerosi gli incontri anche nel corso della quarta e ultima giornata di Cibus. Tra questi, il convegno di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno, intitolato “Next Generation Chef: l’identità della cucina italiana nello scenario internazionale”. All’evento ha preso parte anche Oscar Farinetti, fondatore di Eataly. «Sta nascendo una nuova generazione di gastronomi — ha detto Farinetti — che deve essere consapevole che il cibo nasce nella terra e non in cucina. E come tale deve essere studiato, trasformato, offerto e raccontato. Prima di tutto occorre conoscere i territori, poi studiare le tecniche, più naturali possibili, di coltivazione, allevamento e pesca. Seguono le tecniche di conservazione e trasformazione in cucina, infine la narrazione al cliente finale. Il tutto permeato dalla storia, la tradizione e la cultura che provengono dai territori d’Italia».

Confagricoltura ha presentato l’associazione Agronetwork, costituita da diverse imprese alimentari, vari centri di ricerca e dall’associazione stessa; una piattaforma per accelerare i processi innovativi e promuovere le nostre eccellenze all’estero. In fiera si è parlato ha dell’incremento della disponibilità di grano duro biologico nazionale, in particolare attraverso la valorizzazione dei grani antichi, e il tema dei novel food è stato affrontato col contributo di figure di spicco del mondo scientifico nel workshop di Confconsumatori che ha illustrato le frontiere della ricerca sui nuovi cibi, come i cibi a base di insetti e la carne “coltivata” in laboratorio.

In chiusura di manifestazione, i volontari di Banco Alimentare hanno recuperato tra gli stand diverse tonnellate di cibo, distribuite poi a strutture caritative del territorio. «Stando ai dati Fao quasi 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura» ha dichiarato il vicepresidente di Federalimentare Aurelio Ceresoli. «Solo in Italia, ogni anno, vengono buttati via alimenti per oltre 12 miliardi e mezzo di euro. Una battaglia che nessuno può vincere da solo». Da qui è nato nel 2016 Life-Food.Waste.StandUp, il progetto cofinanziato dal programma LIFE 2014-2020, di Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare onlus e Unione Nazionale Consumatori. «Molto abbiamo fatto per ridurre le eccedenze (lavorando con i fornitori, rendendo efficiente la logistica, studiando i comportamenti d’acquisto dei clienti, accelerando la vendita dei prodotti prossimi alla scadenza) e per aumentare il loro recupero attraverso conferimenti ad enti caritativi. Questo sforzo ha prodotto risultati positivi, ma c’è ancora da fare» ha continuato Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. «A cominciare da una partnership che dia luogo ad iniziative sui territori che comprendano anche una premialità per i soggetti che donano, incentivando un comportamento virtuoso capace, attraverso le donazioni, di diminuire i rifiuti e i costi per la collettività».

«È ancora tra le mura domestiche che si registrano i maggiori sprechi alimentari — ha concluso Massimiliano Dona, presidente Unione Nazionale Consumatori— con circa 85 chili di cibo pro capite che ogni anno finisce nella spazzatura. Per questo è fondamentale sensibilizzare i consumatori verso corretti stili di vita. Ne va della stessa economia familiare: spesso non ci si rende conto di quanto si potrebbe risparmiare con una spesa più razionale, senza farsi influenzare da mode o pubblicità».

 

Parmigiano Reggiano, biodiversità e customizzazione

C’è un Parmigiano Reggiano per tutti i gusti e per tutte le occasioni. All’interno di Cibus, nella Piazza dei Caseifici, si sono alternati 32 produttori di Parmigiano Reggiano Dop che, pur seguendo lo stesso rigido disciplinare di produzione, si propongono al mercato con identità e con prodotti diversi. Il messaggio è stato chiaro: l’incontro con i produttori ha permesso agli operatori del settore di scegliere in modo consapevole il Parmigiano Reggiano più adatto alle proprie esigenze e a quelle della propria attività. E non si è parlato solo di stagionature, ma anche di razze. Ci sono la Bianca modenese, la Rossa reggiana, la Bruna e la Frisona italiana. Così come esistono prodotti “certificati” che vanno incontro alle esigenze più diverse: dal prodotto di montagna al kosher, dall’halal al biologico. Ed è in questo contesto di biodiversità che il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha annunciato la nuova partnership con Slow Food Italia in qualità di sostenitore ufficiale preannunciando quali saranno i progetti di promozione sociale da portare avanti insieme.

 

Modena Dop e Daniele Reponi

Il Prosciutto di Modena Dop è stato protagonista di dimostrazioni e show cooking con Daniele Reponi, cuoco modenese Doc e volto noto della trasmissione RAI “La prova del cuoco”, che ha realizzato insoliti panini e abbinamenti gourmet. Una mescolanza di sapori, profumi, prelibatezze di una provincia ricca di prodotti unici al mondo e molto noti che, abbinati al prosciutto di Modena, hanno sottolineato la dolcezza e la morbidezza di questo salume che proprio dal territorio attinge qualità e peculiarità. L’unico prosciutto Dop che nel Disciplinare di produzione ha stabilito una stagionatura minima di 14 mesi! Il Consorzio del Prosciutto di Modena è sempre stato fedele a Cibus, prendendo parte a tutte le edizioni e credendo fermamente nel valore di questa manifestazione.

 

Il Fiorino a Cibus con tante novità

Il caseificio Il Fiorino è stato protagonista del salone parmense coi suoi formaggi di eccellenza pluripremiati, dalla Riserva del Fondatore al Cacio di Caterina, dal Tesoro di Giove alla linea bio. Cibus è stata l’occasione per presentare il Pecorino al pesto, da poco in distribuzione, e Boccon d’amore, pecorino muffato a forma di cuore e dedicato alle figlie dei titolari Angela Fiorini e Simone Sargentoni, e che rientra nella nuova linea dei biologici, altra novità del caseificio. «Cibus — ha detto Angela — è stata una bella occasione per incontrare buyer e operatori del settore, ma anche per cogliere quelle che sono le novità e le tendenze dell’agroalimentare a livello internazionale. Partecipiamo con piacere, con la soddisfazione di presentare prodotti che stanno riscuotendo grande successo, ma sempre con lo sguardo rivolto in avanti cercando sempre di migliorare e di realizzare formaggi di altissima qualità. Per far crescere l’azienda e la nostra Maremma».

 

Piadina romagnola Igp alla conquista dell’Europa

La Piadina romagnola Igp ha fatto il suo debutto al Cibus coronando un mese, quello di maggio, fitto di attività in Italia e all’estero. In fiera a far quadrato insieme alla piadina c’erano le mariette artusiane, le rezdore custodi della gastronomia romagnola più vera rappresentata da quel Pellegrino Artusi da Forlimpopoli padre della cucina Italiana. Alberto Faccani, chef del Magnolia di Cesenatico, due stelle Michelin, ha presentato due ricette a base di piadina romagnola Igp, una con la piadina “grossa” dell’entroterra e l’altra con quella “alla Riminese”, con impasto sottile e di maggior diametro. Gran finale con la musica di Mirko Casadei.

 

Gruppo Clai e Zuarina, novità in arrivo

Tradizione, qualità e artigianalità italiana sono stati i concetti espressi nell’allestimento fieristico di Zuarina e CLAI, che a Parma hanno proposto carni e salumi che arrivano da suini nati e allevati in Italia attraverso una filiera integrata di proprietà. Zuarina, storico salumificio di Langhirano, conta una secolare esperienza nell’artigianalità del “saper fare” il prosciutto di Parma, un prodotto conosciuto e apprezzato davvero in tutto il mondo. Per il prosciuttificio il 2017 è stato un anno molto positivo, in particolare per il consolidamento della posizione commerciale in Giappone, Francia e Stati Uniti e la partecipazione a Fico Eataly World. Obiettivo del 2018 per Zuarina è continuare il trend di crescita grazie alla qualità di prodotto, agli investimenti su attività di formazione in co-marketing e alle attività di comunicazione, che ruoteranno attorno al claim “Generazioni di cose buone”. In assortimento, dalla seconda metà dell’anno, vi sarà l’Antico Rustico, stagionato nel rustico adiacente allo stabilimento.

 

Jupiter, non solo würstel

Il palcoscenico di Cibus è stato trampolino di lancio per il prosciutto cotto di Jupiter, l’azienda aquilana di Tiziano Parmeggiani specializzata da sempre nella produzione di würstel. «La nostra politica è quella di puntare alla qualità e non ai grandi numeri» ci ha detto Parmeggiani in fiera. «Abbiamo una bella rete di vendita che oggi conta 400-500 clienti e, comprendendo le loro esigenze, abbiamo messo a punto un ottimo prodotto, ricavato da carni super selezionate e dal giusto rapporto qualità/prezzo che sta già riscontrando ottimi risultati». Il segreto di questo cotto? «Sicuramente la cura delle materie prime, il contenuto di sale che non arriva al 2% e un sapore all’assaggio che risulta pulito e mai salato. E poi la grande squadra, con mio figlio Marcello e i nostri preziosi collaboratori che a Oricola ogni giorno lavorano con impegno per assicurare prodotti di qualità ai nostri clienti».

 

Centro Carni Sila e Cibus, un legame affettivo

Abbiamo incontrato i fratelli Falcone al Padiglione 3 di Cibus, nello loro spazio dedicato alla salumeria calabrese. «Il nostro è un rapporto quasi sentimentale con Cibus, dato che la nostra azienda, il Centro Carni Sila di Camigliatello Silano (CS), ha partecipato a questa manifestazione sin dalle primissime edizioni» ci racconta Antonio Falcone. «Oggi i salumi calabresi stanno attraversando un periodo d’oro, in particolare la ‘nduja che sta diventando famosa in tutto il mondo» ha poi sottolineato. «Le nostre specialità sono tutte legate alla tradizione calabrese: salsiccia, capocollo, pancetta, ventricina, guanciale, affettati, prosciutto e spianata».

 

I prossimi appuntamenti

Ci si vede a Cibus Connect il prossimo anno nel mese di aprile, mentre con la 20esima edizione di Cibus nel maggio 2020.

>> Link: www.cibus.it

 

Altre notizie

 

Bernardini porta a Parma salmone e sella di cinghiale dell’Appennino

La famiglia Bernardini da oltre 150 anni trasforma carni e selvaggina nel solco della più classica tradizione norcina toscana. L’azienda di Cenaia Crespina (PI), specializzata in prodotti e lavorati a base di carne e pesce per il foodservice nazionale, ha portato a Cibus un paio di succulente novità. Innanzitutto il salmone, recentemente diventato uno dei prodotti di punta della Bernardini. «Il salmone proposto è per lo più quello Norvegia e quello Scozia, intero con pelle o preaffettato senza pelle, e una parte più contenuta di salmone selvatico Sockeye e Red King dall’Alaska» mi racconta il titolare Mauro Bernardini. Materie prime selezionate, scelte e controllate sul posto, personale qualificato, rispetto dei modi della lavorazione artigianale, laboratori tecnologicamente all’avanguardia e un pizzico di creatività. «Col tempo e l’esperienza abbiamo trovato l’affumicatura ideale per questo tipo di prodotto, sia in termini di tempi che di spezie utilizzate, e oggi possiamo dirci molto soddisfatti». Nella linea carne, invece, a Parma tutti gli occhi erano puntati sulla Sella di cinghiale dell’Appennino. La gamma dei salumi di cinghiale Bernardini — nella quale erano già disponibili il prosciutto, anche arrosto, lo speck, la mortadella al tartufo, le salsicce, i salami — diventa quindi ancora più ricca. «La sella viene prodotta con le cosce fresche disossate dei cinghiali dell’Appennino tosco-emiliano» prosegue Mauro. «Una volta rasate le cosce, si lascia la cotenna e si procede ad una ricca aromatizzazione con tante spezie, come piace ed è uso fare in questa regione. La sella stagiona quattro mesi ed è pronta ad essere commercializzata». Il sapore è intenso, la carne resta particolarmente morbida, anche grazie alla percentuale di grasso importante, e buonissima. «Il grasso del cinghiale non si mangia mai» mi dice Mauro. «E invece è la parte più buona». Provare per credere.

>> Link: www.bernardinigastone.it

Photogallery

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore