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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2018

Rubrica: Mercati
(Articolo di pagina 56)

La bilancia commerciale agroalimentare nazionale 2017

L’export agroalimentare italiano ha superato la soglia dei 41 miliardi di euro nel 2017, corrispondente ad un +6,8% sull’anno precedente. Molto positiva la performance verso Giappone e Russia

L’export agroalimentare italiano ha superato la soglia dei 41 miliardi di euro, in aumento del 6,8% sul 2016. Alla performance molto positiva delle spedizioni oltre frontiera ha contribuito in particolare l’industria alimentare, che esprime l’83% dell’export agroalimentare e ha mostrato un incremento annuo del 7,5%. Più contenuta la crescita della componente agricola che ha registrato un più 3,4% sul 2016. Anche le importazioni sono aumentate, ma ad un tasso inferiore rispetto alle esportazioni, arrivando a sfiorare i 45 miliardi di euro, con un miglioramento del deficit per complessivi 670 milioni di euro. 

 

I principali mercati di sbocco e comparti produttivi nel 2017

I principali mercati di destinazione sono quelli della UE che, con 26,7 miliardi di euro nel 2017 (+6,0% sul 2016), esprimono il 65% del valore complessivo dei prodotti agroalimentari esportati. L’andamento delle esportazioni è risultato di segno positivo per tutti i principali mercati di sbocco, mostrando tassi di crescita più sostenuti verso Spagna (+13,3%, con 1,6 miliardi di euro esportati nel 2017), Polonia (+12,8% con 844.000 euro) e Francia (+8,1% con 4,5 miliardi di euro). Più dinamiche sono state le esportazioni dirette verso i paesi extra-Ue, che nel 2017 sono cresciute dell’8,2% su base annua, attestandosi a 14,3 miliardi di euro; gli incrementi sono risultati particolarmente consistenti per Giappone (+42,3% con 1,3 miliardi di euro), Russia (+24,6% con 524 milioni di euro) e Cina (+14,9% con 448 milioni di euro). L’ottima performance commerciale italiana in Giappone è da ricondurre all’accordo di partenariato economico raggiunto a inizio luglio 2017 fra Ue e Giappone teso ad eliminare le barriere commerciali. Più nel dettaglio, i segmenti produttivi più dinamici sono stati quelli di “pancette” — sia congelate sia salate o in salamoia e secche o affumicate (1) — con valori cumulati delle due voci pari a 40 milioni di euro nel 2017 (+57,2% sul 2016), “prosciutti stagionati (2)” pari a 22 milioni di euro (+ 2,9%) e “formaggi”  — sia freschi sia stagionati (3) — con valori complessivi di 61 milioni di euro (+10,9%). Tuttavia, la crescita più consistente, con un tasso di variazione nell’ordine delle tre cifre, si è registrata per i tabacchi (4) che, grazie all’accordo raggiunto nell’autunno 2016 dall’Italia con la Japan Tobacco International per l’acquisto del prodotto nazionale, ha spinto il valore dell’export 2017 a quota 546 milioni di euro contro i 169 milioni del 2016. Dopo il 2016, anche nello scorso anno si è registrato l’aumento dell’export agroalimentare italiano verso la Russia per i prodotti non oggetto di embargo. Nel dettaglio, sono cresciute le esportazioni di vini, specificatamente dei vini in bottiglia (5), che hanno generato un fatturato di circa 71 milioni di euro nel 2017 (+50,1%), quelle dei cereali e derivati (+16,4% con poco meno di 58 milioni di euro), dei prodotti del florovivaismo (+29,3% con 23 milioni di euro) e dell’olio di oliva di pressione (6) (olio vergine, extravergine e lampante), che hanno oltrepassato 18 milioni di euro (+37,2%).

Tornando ai dati generali, la dinamica delle esportazioni è risultata positiva per tutti i comparti; fanno eccezione quello degli “oli e grassi”, che ha subito una contrazione di poco inferiore al 2% su base annua — risentendo verosimilmente ancora del crollo produttivo registrato in Italia nel 2016 e solo parzialmente recuperato nel 2017 —, quello delle foraggere (–11,8%) e quello degli ortaggi freschi e trasformati (–0,5%). I comparti del vino e dei derivati dei cereali si confermano come i più rappresentativi dell’export agroalimentare italiano, con quote sul totale di circa il 15% per ciascuno. Nel primo caso, i prodotti più dinamici all’interno del comparto sono stati gli spumanti (7), con vendite all’estero aumentate fino a circa 1,4 miliardi di euro nel 2017 (+13,6%), corrispondenti ad una quota del 23% del fatturato all’export dell’intero comparto, e i vini in bottiglia (+4,4% con 4,2 miliardi di euro pari al 70% del comparto). All’interno del comparto dei derivati dei cereali si segnala il consistente aumento dell’export dei prodotti della panetteria, pasticceria e biscotteria (8) che hanno sfiorato 2 miliardi di euro nel 2017 (+9,7%), per una quota del 33% del valore dell’intero comparto; le paste alimentari invece risultano in lieve calo (–0,8% con 2,3 miliardi di euro, pari al 39% del totale comparto). È da rilevare la positiva performance del comparto del latte e derivati che ha mostrato, nel 2017, una crescita annua delle spedizioni sui mercati esteri dell’11,0%, da ricondurre in larga misura al segmento dei formaggi freschi (+11,6% con un valore di 771 milioni di euro, pari al 26% del totale comparto) e ai formaggi stagionati (+5,8% con 1,4 miliardi di euro pari al 45 % del totale comparto).

Fonte: Ismea, Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale — www.ismea.it

 

Note

  1. Si fa riferimento rispettivamente ai Codici SH6, 020329 e 021012.
  2. Codice SH6, 021019.
  3. Rispettivamente Codici SH6, 040610 e 040690.
  4. Codice SH6, 240399.
  5. Codice SH6, 220421.
  6. Codice SH6, 150910.
  7. Codice SH6, 220410
  8. Codice SH4, 1905.

 

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