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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2018

Rubrica: Aziende
Articolo di Borghi G.
(Articolo di pagina 20)

Salumificio Mec Palmieri: come si cambia, in meglio

Con l’arrivo dell’ultima parte dei contributi legati al sisma del 2012, che aveva fortemente danneggiato lo stabilimento produttivo dell’azienda di San Prospero, si è finalmente chiuso un capitolo doloroso e decisamente impegnativo per la famiglia Palmieri, che, proprio da lì, è ripartita, trasformando una “crisi” in un’opportunità positiva di crescita e cambiamento

«Sei anni, esattamente sei lunghi anni, ma siamo arrivati finalmente alla conclusione di una vicenda complessa che ci ha visti fortemente impegnati da diversi punti di vista e dalla quale siamo ripartiti più motivati di prima». Così mi racconta Massimo Palmieri, titolare insieme ai fratelli dell’omonimo salumificio di famiglia sito a San Prospero, in provincia di Modena. Un’azienda che, nella primavera del 2012, era stata fortemente danneggiata dal sisma che aveva colpito così profondamente la nostra regione. E che, dopo soltanto pochi mesi, aveva trovato il coraggio e la forza di rialzarsi, riprendendo l’attività con entusiasmo e spirito combattivo. «A maggio è arrivata l’ultima parte dei contributi che aspettavamo, perciò possiamo scrivere la parola fine su questa storia che ci ha fatto vivere veri e propri momenti di terrore. L’impegno che ha richiesto seguire tutte le pratiche necessarie per accedere ai fondi — prosegue Massimo — è stato tantissimo. Pensi soltanto che gli abbiamo dedicato il lavoro a tempo pieno di due dipendenti dell’azienda per cinque anni. Ma ce l’abbiamo fatta e questa è una grande soddisfazione».

 

Incrementi nella produzione, nei volumi, nel fatturato

Non solo ce l’ha fatta la famiglia Palmieri: il salumificio, infatti, dalla ripartenza del 2014 nel nuovo stabilimento (in parte ristrutturato e in parte ricostruito completamente), può esibire un +40% della produzione in tre anni, un +30% del fatturato e un budget per il 2018 ancora in crescita (+12% in termini di volumi e +14% di fatturato sul 2017). Come è stato possibile? Semplice: continuando ad investire. Nelle persone, innanzitutto. «L’azienda si è strutturata con nuovi ruoli a livello manageriale» prosegue Massimo Palmieri. «Inoltre, abbiamo assunto tanti ragazzi giovani, tra i 20 e i 25 anni età (in totale, 15 persone in più rispetto al 2015), istruiti da alcuni operai che si stavano avvicinando alla pensione e che hanno dimostrato tanta voglia di imparare. Si è creata una bella squadra, affiatata, anche al di fuori dell’ambiente lavorativo, e ciò non può che essere positivo per il futuro stesso dell’azienda».

L’importanza del capitale umano, quindi, ma gli investimenti hanno riguardato naturalmente anche la fase produttiva. «Parliamo di più di due milioni di investimenti relativi ai processi per il miglioramento della qualità del prodotto» puntualizza Paolo Arcangeli, direttore generale del salumificio. «Attualmente stiamo rinnovando una parte importante dei macchinari della produzione e ci stiamo occupando del potenziamento dei sistemi informatici e gestionali nella logica del Piano nazionale Impresa 4.0. Un adeguamento che richiede impegno e attenzione ma è funzionale alle nostre esigenze e, più in generale, a quelle dell’industria».

 

Mortadella e precotti ancora più buoni

«Il nostro core business è la mortadella, che rappresenta il 70% della produzione; il restante 30% è rappresentato dai precotti, zamponi e cotechini principalmente» continua Massimo Palmieri. «Non ci interessa sviluppare nuove referenze ma rendere migliori quelle che abbiamo già. La direzione che abbiamo intrapreso è quella di prestare sempre più attenzione alla scelta della materia prima: solo carni italiane, il meglio che il mercato nazionale può offrire a livello qualitativo, mantenendoci fedeli alle ricette che usiamo da sempre».

 

Sempre attivi, dinamici, attenti, senza mai mollare

Territorialità e produzione di alta gamma, selezione dei tagli e della materia prima, processi produttivi rinnovati, investimenti nel settore Ricerca & Sviluppo, nella parte informatica e gestionale, personale coeso e qualificato: il salumificio Palmieri è un’azienda dinamica, sana, che non si crogiola sugli allori ma cerca di fare sempre meglio. E il mercato la premia, ne riconosce la grande professionalità e l’indubbia qualità di prodotto e quindi la sceglie. «Quest’anno abbiamo deciso di non partecipare al Cibus» conclude Massimo. «Abbiamo preferito essere presenti a rassegne più piccole, di nicchia, come il Taste a Firenze o Gourmandia a Santa Lucia di Piave (TV). Non abbiamo un programma definito in questo senso. Veniamo contattati spesso da altri produttori, soprattutto di vino, per “arricchire” con la nostra mortadella le loro degustazioni, le serate o gli eventi speciali riservati ad un ristretto numeri di operatori. In queste occasioni si fanno sempre conoscenze interessanti, nascono nuove collaborazioni, si creano abbinamenti originali».

Quello col vino, però, è un rapporto speciale. «All’ultimo Vinitaly, ad esempio, nei bar all’interno della fiera, i panini con la nostra mortadella sono andati a ruba: in quattro giorni sono state affettate ben 24 mortadelle, per 250 chili di prodotto!». Fermi, frizzanti e spumanti, bianchi, rossi o rosati: con la mortadella Palmieri al vostro fianco, avrete solo l’imbarazzo della scelta. Per me champagne, grazie.

Gaia Borghi

 

Salumificio Mec Palmieri Spa

Via Canaletto 16/A — 41030 San Prospero (MO)

Telefono: 059 7350000

E-mail: info@mecpalmieri.com

Web: www.mecpalmieri.it

 

Ma quanto è bello andare in giro con la Mortadella Favola!

Tutti la cercano, tutti la vogliono. Favola è l’orgoglio di casa Palmieri, la prima e unica mortadella al mondo insaccata e cotta nella cotenna naturale: un involucro diverso dagli altri, brevettato proprio dal salumificio di San Prospero. Profumata e morbida, fragrante come appena cotta. Dal gusto delicato, grazie ad un armonioso equilibrio di spezie, aromi naturali e miele. Un prodotto senza glutine, digeribile e leggero, senza polifosfati e derivati del latte aggiunti, senza glutammato e OGM. Ed eccola qui, Favola, più bella e buona che mai, in giro per eventi e appuntamenti a carattere gastronomico, da sola o in mezzo alle migliori specialità artigianali italiane, per stuzzicare i golosi e creare nuovi matrimoni del gusto.

 

Palmieri: c’era una volta una piccola bottega nel centro di Modena

In quella piccola bottega le carni più genuine venivano lavorate con cura da nonno Emilio per diventare salumi artigianali di qualità. Era il 1919 e quella passione per le cose buone è rimasta immutata per tre generazioni nella famiglia Palmieri. L’arte di fare salumi si è tramandata al figlio Carlo, che giovanissimo decise di fare nel salumificio degli zii l’esperienza che mise a frutto nel 1961 quando realizzò il suo sogno: aprire un’attività in proprio, trasferendosi nella Bassa modenese ed avviando una produzione ancora artigianale di mortadelle, salami, ciccioli, pancette, coppe, utilizzando le carni dei suini che allevava e macellava. Oggi lo chiamano controllo di filiera, ma per Carlo era il desiderio di creare un prodotto unico e genuino, a partire dalla qualità della materia prima. Il lavoro aumentava, gli spazi non erano più sufficienti e negli anni ‘70 l’azienda si trasferì a San Prospero, dove assieme ai figli pose le basi per l’attuale stabilimento che occupa un’area di circa 30.000 m2. Modernamente ricostruito dopo il tragico terremoto del 2012, lo stabilimento vanta una capacità produttiva di oltre 150 tonnellate di carni alla settimana. Oggi il Salumificio Palmieri è riconosciuto sui mercati italiani ed esteri come marchio di riferimento nella produzione di mortadelle di qualità e anche precotti come: zampone, cotechino e stinco. In quest’ultimo ambito, in particolare, ha sviluppato una forte specializzazione a favore delle private label, riuscendo ad assicurare i massimi livelli di servizio alla clientela più esigente. Il tutto senza rinunciare all’antica e testarda passione per il prodotto, che contraddistingue l’approccio irrinunciabile della famiglia Palmieri al proprio mestiere.

 

Didascalia: Marcello Palmieri ad un evento organizzato presso il Castello di Ama, nell’omonima località del comune di Gaiole in Chianti, Siena. Castello di Ama è un’azienda tra le più famose del panorama vinicolo a livello mondiale. Grandi vini per una grande mortadella.

 

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