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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2018

Rubrica: Speciale Vinitaly
Articolo di Franchini L.
(Articolo di pagina 90)

Vinitaly 2018, edizione n. 52 all’insegna del successo

Un’edizione molto glamour, con tanti volti noti dello spettacolo e della politica

La cinquantaduesima edizione di Vinitaly verrà ricordata certamente per le celebrities avvicendatesi tra i padiglioni di Verona Fiere, in particolare quelle del mondo della politica, in una delicata fase post elettorale. Accanto a questo lato più squisitamente glamour, Vinitaly chiude con numeri decisamente positivi, a testimonianza della sua leadership tra le fiere nazionali di settore, registrando complessivamente 128.000 presenze da 143 nazioni, 380 aziende espositrici (130 in più dello scorso anno) da 36 Paesi e più di 15.100 vini proposti. Il numero dei buyer esteri accreditati quest’anno ha registrato un significativo +6% (32.000 in totale): provenienti soprattutto dagli Stati Uniti (+11%), mercato numero uno del vino italiano, e a cui è stata dedicata anche Opera Wine, l’anteprima di Vinitaly firmata da Wine Spectator, ma anche da Cina (+34%), Nord Europa (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca, +17%), Paesi Bassi (+15%), Polonia (+27%). Triplicati quelli da Israele. Una crescita importante, anche grazie alla collaborazione di ICE, nell’ambito del piano di promozione straordinaria del made in Italy voluto dal Ministero dello Sviluppo economico. «Questa presenza testimonia il consolidamento del ruolo B2B di Vinitaly a livello internazionale» ha sottolineato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani. «Un risultato ottenuto grazie ai continui investimenti nell’incoming, selezionando operatori top attraverso la rete dei nostri delegati in 60 Paesi».

Ma questo Vinitaly è stato è il più “internazionale” anche sul fronte dell’offerta, che ha visto grandi protagonisti, ovviamente, i vini di tutta Italia, in compagnia di prodotti da 36 Paesi del mondo. Un respiro mondiale raccontato anche dai social, con le conversazioni attorno a #Vinitaly2018 cresciute sul 2017 — e il 18% delle quali realizzate all’estero — secondo l’analisi dell’Osservatorio Qualivita Wine sui dati di Waypress Media Monitoring. Guardando l’hashtag #Vinitaly2018, c’è stato un boom in Cina, che da sola copre il 7% delle citazioni totali, segnale promettente per il futuro del nostro vino. E anche negli Usa si “cinguetta” tanto sulla fiera enoica italiana, con gli States che hanno calamitato il 5,2% delle conversazioni. «Vinitaly 2018 ha confermato la vocazione di rassegna dedicata al business e alla promozione del mondo vitivinicolo» ha commentato il presidente di Veronafiere Maurizio Danese. «Siamo sulla strada giusta, individuata con determinazione in occasione del cinquantesimo. Abbiamo già pronti 16 milioni di euro da investire nelle infrastrutture, perché vogliamo fornire un servizio sempre migliore ad espositori e visitatori. La rassegna è sempre più orientata al professionista, mentre cresce notevolmente il fuori salone pensato per i wine lovers in città». I numeri lo confermano: a Vinitaly and the City quasi 60.000 appassionati tra Verona e i tre borghi storici di Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave.

Tantissime le occasioni di approfondimento, tra degustazioni, presentazioni ed eventi. Anche quest’anno Enoteca Italia, la grande esposizione dei vini selezionati dalla Guida Vinibuoni d’Italia di Touring Club, ha registrato il tutto esaurito, forte di 365 etichette tra spumanti Metodo classico e una ricca selezione di bianchi, rosati, rossi, dolci e passiti. Tra conferme e nuove proposte, le etichette hanno attratto sia i visitatori abituali dello stand sia i neofiti che hanno approfittato della possibilità di poter avere una panoramica delle varie regioni italiane.

Già fissato, intanto, l’appuntamento per Vinitaly 2019, dal 7 al 10 aprile come sempre a Verona.

Laura Franchini

 

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