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Premiata Salumeria Italiana nr. 2, 2018

Rubrica: Vino
(Articolo di pagina 118)

Slow Wine, la viticoltura è l’avanguardia dell’agricoltura

«Incontrare i viticoltori, conoscere la viticoltura italiana è fondamentale per capire dove sta andando tutto il settore agricolo. Sono soprattutto loro che ci stanno indicando quale direzione sia necessario prendere per ridurre l’impatto dell’uomo e dell’agricoltura sull’ambiente. In questo i nostri vigneron sono l’avanguardia di tutto il settore agricolo. Perché sono riusciti più di tutti a valorizzare i terreni vocati, e a mettere in atto quella che per Slow Food è la strategia di marketing più efficace: il racconto minuzioso e senza veli di tutto il processo produttivo». Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, saluta così la platea di oltre 400 produttori arrivati da tutta Italia per festeggiare insieme a Slow Food l’edizione 2018 di Slow Wine, la guida che racconta l’Italia del vino (e non solo) edita da Slow Food editore. «Il nostro giudice ultimo è il lettore finale. Per questo scriviamo una guida che vogliamo sia di facile accesso anche per chi, per quanto appassionato, si sta  avvicinando al mondo del vino e ha bisogno di qualche dritta. E poi Slow Wine può essere un compagno di viaggio: segnaliamo, infatti, anche quelle cantine che offrono accoglienza e ristorazione», sottolinea Giancarlo Gariglio, curatore, insieme a Fabio Giavedoni, della guida. «È in questo contesto che si devono leggere le numerose indicazioni contenute nella nostra guida. Tra queste ci sta particolarmente a cuore quella del vino quotidiano: per noi queste etichette hanno pari dignità dei grandi vini, perché si rivolgono a tutti. Proprio quest’anno è stato più complicato individuarli: non è facile stare sotto la soglia dei 10 euro con situazioni climatiche e ambientali sempre più complicate soprattutto a Nord, dove si fa agricoltura di pendenza». In questo lavoro di ricerca e selezione è stata importante la collaborazione della Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori).

Slow Wine guida 2018

Slow Food editore – 1120 pp.

€ 24,00 (€ 20,40 prezzo on-line; € 19,20 per i soci Slow Food)

www.slowfood.it/slowine

 

ALTRE NOTIZIE

 

Il vino in pillole

 

Le strade si uniscono per fare sistema

Promuovere e sviluppare il turismo rurale, enologico e agroalimentare con nuove ed efficaci sinergie: è l’obiettivo strategico del Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, nato nello storico Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago, in Umbria. Al protocollo d’intesa hanno aderito 23 Strade di diverse regioni — Umbria, Toscana, Sicilia, Puglia, Trentino, Veneto, Piemonte, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna — che rappresentano migliaia di aziende agricole e cantine, imprese dell’accoglienza e della ristorazione, dell’artigianato tradizionale, oltre a enti locali e territori che custodiscono un patrimonio unico di cultura, tradizioni, risorse ambientali e giacimenti enogastronomici. L’accordo prevede lo scambio di buone pratiche, anche attraverso la partecipazione congiunta ad iniziative, la condivisione di materiali, informazioni e dati ritenuti di reciproco e generale interesse, la creazione di un gruppo di lavoro per studiare pacchetti turistici condivisi, attività didattiche e formative, attività promozionali, educational tour per buyer, educational per giornalisti ed altro ancora.

 

Un Vigneto Italia da collezione

Vigneto Italia è il primo Museo Ampelografico Italiano (un museo vivo) nato nell’Orto Botanico di Roma, grazie ad un progetto concepito e sviluppato dal critico enologico Luca Maroni insieme all’Università La Sapienza. Progetto che nasce per la conservazione, lo sviluppo e la diffusione della conoscenza della cultura vitivinicola italiana. A metà febbraio sono stati piantati i primi vitigni autoctoni italiani. La base di rappresentatività del Vigneto Italia è regionale, per un totale di 154 vitigni. Di ciascuno saranno piantate tre viti ad alberello. Il vigneto sarà condotto con tecniche di agronomia biodinamica, quindi con impatto zero. Responsabile agronomico dell’impianto il dottor Leonello Anello, tra i più importanti esperti italiani della viticoltura biodinamica.

 

Serracavallo, gli spumanti della Sila

La Cantina Serracavallo di Demetrio Stancati e Flaviana Bilotti coltiva i suoi vigneti (27 ettari in una proprietà di 60) sulle colline che dominano la Valle del Crati, vicino Cosenza. Ai vitigni autoctoni come il Magliocco dolce e il Pecorello, sono state aggiunte altre varietà, Cabernet sauvignon, Sangiovese, Riesling renano e Chardonnay. Tra le etichette più curiose c’è Alta Quota, uno spumante metodo classico ottenuto da uve Chardonnay e Riesling prodotte in un’unica vigna a oltre 1.200 metri di altitudine, nella Sila piccola, un’area montana con un ecosistema caratterizzato da fitti boschi e natura incontaminata. Le condizioni climatiche, che presentano inverni rigidi e nevosi ed estati dalle forti escursioni termiche con temperature che spaziano dai 34 ai 10 gradi, sono adatte alla produzione di uve di qualità. Per ottenere uve surmature in vigna — appena 1,5 ettari e rese bassissime di non oltre 20 quintali/ettaro — la vendemmia è tardiva e si conclude anche due mesi e mezzo dopo.

>> Link: www.viniserracavallo.com

 

Il vigneto urbano di Frascati

Là dove c’era un terreno abbandonato invaso da erbacce e rovi oggi c’è una vigna di qualità. Nella cittadina dei Castelli Romani, terra di tradizione vitivinicola, sorge uno dei vigneti urbani più grandi d’Europa, esteso su 4,6 ettari e distante 400 metri dal centro storico, vicino a tre ville tardo-rinascimentali. Il vigneto è destinato alla coltivazione delle uve del vino Frascati superiore Docg e il vitigno prescelto è la Malvasia del Lazio, unica varietà autoctona della denominazione. In realtà il progetto interessa 8 ettari totali: oltre al vigneto, 1 ettaro per un oliveto recuperando le piante presenti e 2 ettari e mezzo a bosco. È stato creato un campo dimostrativo con le varietà del Frascati Doc piantate su più portinnesti (Greco, Bellone, Bombino, Trebbiano giallo, Malvasia di Candia, Malvasia del Lazio e Trebbiano toscano) con piccoli vigneti rappresentativi delle diverse forme di allevamento utilizzate fin dall’antichità (vite maritata, alberello, conocchia, filaretti frascatani, tendone) ed esempi dei diversi sistemi di potatura (cordone speronato, guyot, guyot doppio, capovolto, ecc…). Il vigneto è gestito dall’azienda agricola Villa Simone, fondata nel 1982 da Piero Costantini, proprietari di una delle più rappresentative enoteche di Roma, Enoteca Costantini. In estate prevista l’inaugurazione.

Massimiliano Rella (a cura di)

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