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Premiata Salumeria Italiana nr. 2, 2018

Rubrica: Vino
Articolo di Franchini L.
(Articolo di pagina 112)

Pignoletto, la conquista che parte dai Colli Bolognesi

Non si arresta il successo del Pignoletto che dai Colli Bolognesi, faro della denominazione, conquista sempre più mercati, anche grazie a sapienti sinergie e strategie lungimiranti. Se l’Emilia-Romagna è infatti, senza ombra di dubbio, la regione più nota per le tradizioni culinarie, in Italia e nel mondo, è altrettanto vero, ora più che mai, che la richiesta e l’attenzione verso l’enologia del territorio è sempre più forte. Una tendenza ben marcata per il Pignoletto, che esce sempre più dai confini locali per guadagnarsi quote di mercato, con ottime progressioni di vendita a volume. I dati parlano chiaro: la vendita di Pignoletto Doc e Colli Bolognesi Pignoletto Docg sugli scaffali dei supermercati è aumentata del 13%, per un volume totale di circa 33.000 ettolitri ed un valore della produzione stimato in circa 13 milioni di euro. Nelle campagne che si estendono tra Modena e Faenza nel corso del 2016 i quintali prodotti sono stati 155.000, con un aumento della superficie coltivata a Pignoletto di circa 200 ettari. Certo, come per tutto il Paese, nel 2017 si è dovuto fare i conti con una riduzione di circa il 30% delle uve, ma le richieste, come le aspettative, si mantengono alte. «Il trend di crescita conferma ancora una volta il valore del prodotto e l’indispensabile sinergia tra le cantine dei Colli Bolognesi e i grandi produttori del Consorzio Pignoletto» dice Giacomo Savorini, direttore sia del Consorzio Vini Colli Bolognesi che del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, a tutela di qualità e condivisione di missioni e filosofie produttive. «Sono dati che ci confortano e ci spingono a proseguire il lavoro sulla strada intrapresa». E se il Consorzio Pignoletto può contare su numeri importanti, con i 12 milioni di bottiglie di Pignoletto — per il 95% frizzante e spumante — prodotti ogni anno, è la produzione artigianale dei vignaioli delle colline che circondano Bologna a fungere da traino ad un riconoscimento del Pignoletto su scala nazionale ed internazionale. I gusti degli Italiani oggi si orientano sempre più verso i bianchi frizzanti, con una decisa e rinnovata attenzione alla qualità e all’acquisto di vini a denominazione d’origine. Un risultato ancor più positivo se confrontato con la generale contrazione dei consumi familiari, che conforta i produttori di Pignoletto Doc, riuniti nel Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, e della Colli Bolognesi Pignoletto Docg, riuniti nel Consorzio Vini Colli Bolognesi, al vertice della piramide qualitativa.

Sul fronte nazionale, la sinergia creatasi tra i vari protagonisti della filiera vino si è rivelata vincente: da un parte il deciso incremento del turismo nella zona di Bologna che ha visto un rinnovato impegno di ristoratori ed enotecari nella promozione del vino del territorio, così come una intensa e nuova richiesta da parte di un consumatore, anche giovane, sempre più attento. I dati riguardanti le performances estere non sono da meno, a partire della Gran Bretagna: a ridosso delle festività le bottiglie di Pignoletto sono andate esaurite da Waitrose, blasonata insegna della Grande Distribuzione del Regno Unito, risultati oltre le aspettative anche da Sainsbury’s e inserimento del Pignoletto nella carta dei vini della catena di ristoranti italiani Carluccio’s. «Sono notizie che ovviamente ci fanno molto piacere» commenta Francesco Cavazza Isolani, presidente dei due Consorzi. «Gli Inglesi, d’altronde, sono grandi amanti di spumanti e vini frizzanti italiani. Continuano a cercare le bollicine del nostro Paese e desiderano sperimentare qualcosa di diverso come il nostro Pignoletto. Interesse dimostrato anche nel corso degli educational per la stampa effettuati sul territorio e dimostrato da diversi articoli e approfondimenti sul Pignoletto, in Italia e all’estero».

Sempre grazie a strategie e politiche lungimiranti abbiamo applaudito alla nascita della denominazione Pignoletto Emilia-Romagna. «Politiche che vedono consorzi e produttori impegnati a 360 gradi su molteplici fronti» conferma Francesco Cavazza Isolani. Continua il lavoro di comunicazione e conoscenza verso i mercati stranieri, visti gli entusiasmanti risultati, con il “tour europeo” di promozione dei vini del Consorzio Vini Colli Bolognesi, partito nel 2017 a seguito dell’assegnazione del bando regionale per lo sviluppo di attività di promozione e informazione, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Europeo 2014-2020. Le prossime tappe sono il ProWein di Düsseldorf (18-20 marzo), preceduto da un evento a Francoforte, ad InCantina, enoteca nata dalla partnership tra alcuni imprenditori privati e l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna, l’immancabile presenza al Vinitaly (15-18 aprile) e la London Wine Fair (21/23 maggio).

 

Un vino dalla personalità unica

Prodotto nelle province di Bologna-Imola e Modena, così come in parte di Ravenna, il Pignoletto ha nella Docg Colli Bolognesi il vertice di una piramide di viticoltori che puntano con decisione alla qualità. Il Pignoletto Doc viene prodotto per il 95% in versione frizzante e spumante, mentre nei Colli Bolognesi Pignoletto Docg troviamo le versioni frizzante, spumante e ferma con il Superiore e Classico superiore e perfino Passito. Vini che esprimono il carattere di estrema versatilità del Grechetto gentile, peculiarità che lo rende unico nel panorama italiano.

Laura Franchini

 

“Nell’area collinare attorno a Bologna, in cui la coltura di quest’uva è più antica, nel 2011 il Pignoletto classico ha ottenuto la certificazione Docg. Qui, l’inseguirsi di paesaggi e climi esaltano in maniera particolare le caratteristiche organolettiche di questo bianco fresco e profumato dal finale amarognolo”

 

I due Consorzi in cifre

 

Consorzio Vini Colli Bolognesi

  • Fondato nel 1971
  • Comprende il 96% dei produttori di vini Docg e Doc del territorio dei Colli Bolognesi
  • 70 viticoltori
  • 40 cantine
  • 640 ettari di superficie vitata
  • 40.000 bottiglie in media per cantina
  • 10 tipologie di vini

>> Link: www.collibolognesi.it

 

Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna

  • Fondato nel 2013
  • 8.000 viticoltori
  • 26 grandi soci
  • 1.500 ettari di superficie vitata
  • 12 milioni di bottiglie
  • 95% spumante e frizzante

>> Link: www.consorziopignoletto.it 

 

La vie en rose: Spumante Brut Rosé “Il Mattaglio” di Cantina della Volta

La famiglia dei vini di Cantina della Volta di Bomporto, nel Modenese, si è recentemente allargata con la nascita del nuovo Mattaglio Rosé, che completa la gamma degli spumanti prodotti con le uve del vigneto di Riccò. Ottenuto da un uvaggio di Chardonnay e Pinot nero (vinificato in rosato), coltivate appunto nel vigneto collinare di Riccò di Serramazzoni (MO), a 650 metri di altitudine sul versante modenese dell’Appennino tosco-emiliano, lo Spumante Brut Rosé “Il Mattaglio” veste color rosa salmone, al naso oscilla tra fragranze floreali ed aromi fruttati, netti e freschi (lampone e ciliegia). In bocca l’attacco è spontaneo e morbido, con fragranze di confettura (pesca). Struttura ampia, con equilibrio perfetto tra ricchezza e freschezza. È ottenuto dall’attenta vinificazione delle migliori uve raccolte esclusivamente a mano in cassette da 15 kg. I grappoli sono trattati con cura per evitare qualsiasi danneggiamento durante il trasporto e l’arrivo in cantina. Le uve vengono pressate sofficemente e solo il mosto fiore viene fatto fermentare in tini d’acciaio a temperatura controllata. Nella primavera successiva avviene la spumantizzazione secondo il tradizionale metodo classico della rifermentazione in bottiglia. Dopo un’attesa di almeno sei mesi, viene addizionato di lieviti accuratamente selezionati e imbottigliato. Terminata la rifermentazione, le bottiglie rimangono coricate per un minimo 24 mesi. Il lungo affinamento sui lieviti esalta le caratteristiche del vino e gli conferisce maggiore complessità.

  • Vendemmia: 2013
  • Gradazione alcolica: 12,5%
  • Formati disponibili: solo bottiglia 0,75 l
  • Servire a 8° C

>> Link: www.cantinadellavolta.com

 

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