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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2018

Rubrica: Aziende
(Articolo di pagina 30)

Meglio Solo (Così) che mal accompagnato

Alimentari Radice mette al bando i nitriti e gli zuccheri e lancia un prodotto unico sul mercato, un cosciotto di suino a lenta cottura che contiene solo tre ingredienti: carne di suino, sale e aromi naturali

È trascorso poco più di un anno dal lancio sul mercato di Solo Così, cosciotto di suino a lenta cottura prodotto dalla ditta Alimentari Radice di Lentate sul Seveso (MB) con una ricetta semplice e genuina, fatta di soli ingredienti naturali: coscia di suino, sale e aromi naturali derivanti da agrumi ed erbe del Mediterraneo. Nessuna aggiunta di nitriti, quindi, e nemmeno zuccheri, usati di norma da parte dell’industria salumiera nella produzione di prodotti cotti per mantenere una certa compattezza e lucidità della fetta e conferire maggior sapore. Per arrivare a questo risultato ci sono voluti due anni di ricerca, durante i quali l’azienda, attiva sin dagli anni Sessanta nel settore della salumeria, ha sfruttato le tecniche di lavorazione e le competenze artigianali perfezionate via via nel corso del tempo, dalla profonda conoscenza della materia prima alla perfetta padronanza di ogni fase della lavorazione, per realizzare un cotto “rivoluzionario”, come ha dichiarato ad alcune riviste di settore al momento del lancio del prodotto Renato Maspero, titolare di Alimentari Radice.

 

Signor Maspero, come hanno reagito i consumatori e il mercato alla proposta di Solo Così? E, soprattutto, siete riusciti a “trasmettere” le novità racchiuse nel vostro prodotto?

«Posso dirle che, ad oggi, siamo assolutamente soddisfatti, anche se le difficoltà incontrate proprio a livello di comunicazione non sono state poche. Quella del Solo Così è una ricetta unica, la prima in Italia ad avere queste caratteristiche. Un prodotto così non si inventa dall’oggi al domani, ma è frutto di una lunga tradizione, di esperienza, di passione e di ricerca. Ecco: per veicolare tutti questi messaggi sono necessari tanti mezzi e risorse, la comunicazione non è semplice e immediata ma, quando l’informazione arriva e viene recepita, superando scetticismo e dubbi, il consumatore risponde in maniera decisamente positiva. Lo abbiamo capito soprattutto grazie alla pagina Facebook e al blog (www.solocosi.com) che abbiamo dedicato appositamente al Solo Così: i feedback ricevuti hanno messo in luce l’esistenza di una sensibilità diffusa verso questo tipo di prodotti naturali, innovativi nel nostro settore. Sono tante le persone oggi attente alla composizione dei prodotti che finiscono nel proprio carrello della spesa e alla ricerca di alimenti più genuini. Anche i buyer delle catene in cui è stato inserito Solo Così si sono convinti, visto che i consumatori che avevano acquistato il nostro cotto hanno continuato a cercarlo».

 

La dolcezza non ha bisogno dello zucchero

 

Lei parla di un prodotto e di una ricetta unici attualmente sul mercato. In che senso Solo Così si distingue da altri prodotti di salumeria oggi in commercio senza l’aggiunta di additivi chimici?

«Siamo l’unica azienda ad aver proposto sul mercato un salume cotto totalmente privo di nitriti aggiunti, mentre diversi produttori li hanno semplicemente sostituiti con altri di origine vegetale. Queste sostanze sono comunque presenti naturalmente in diversi alimenti, carne compresa: ecco perché abbiamo voluto evitarli completamente, così da non favorire quell’accumulo dannoso per la salute recentemente messo in evidenza anche dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Pensi che proprio per questo motivo non possiamo usare per Solo Così la denominazione “prosciutto cotto”, riservata, secondo i dettami del Decreto Ministeriale del 21 settembre 2005, “al prodotto di salumeria ottenuto dalla coscia del suino eventualmente sezionata, disossata, sgrassata, privata dei tendini e della cotenna, con impiego di acqua, sale, compreso il sale iodato, nitrito di sodio, nitrito di potassio eventualmente in combinazione fra loro”. Sulla confezione del prodotto compare infatti “cosciotto”».

 

Mi conferma che l’utilizzo di nitriti non è indispensabile al fine di garantire la conservazione e, soprattutto, la sicurezza del prodotto?

«Esatto. Una delle perplessità che Solo Così ha suscitato presso consumatori e addetti ai lavori è stata l’effettiva conservabilità del prodotto senza la presenza di nitriti, prevenendo al contempo il rischio del Clostridium botulinum, batterio responsabile del botulismo alimentare. Sia l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Bologna che l’ATS, Azienda di Tutela della Salute hanno fatto tutte le analisi e i controlli del caso. Al termine di questo iter, l’Istituto Superiore di Sanità ha dato parere favorevole. Di recente abbiamo rinnovato la ricetta rimuovendo anche gli zuccheri: un’etichetta più pulita di così proprio non si poteva avere! Siamo certi della sicurezza del nostro prodotto così come della sua bontà, una vera e propria rivoluzione nel campo della salumeria, naturale, sicura e piena di gusto».

 

Solo Così si riferisce ad un unico prodotto o ad una linea con altre referenze?

«Al momento proponiamo anche l’Arrosto di tacchino Solo Così, un prodotto che, come il cosciotto, si distingue per la sua clean label, caratterizzata cioè da un’ingredientistica minima. Quello dell’arrosto di tacchino è però un segmento di mercato più complesso rispetto a quello dei prosciutti cotti, nel quale a dominare l’acquisto è soprattutto il prezzo e dove ci confrontiamo con competitor di ben altre dimensioni rispetto a noi. Ma non ci abbattiamo certamente per questo: la nostra volontà è quella di introdurre altri criteri e logiche di scelta e la sfida è appena iniziata».

 

Estero o Italia? Dove vanno i salumi di Alimentari Radice?

«Da settembre in azienda un export manager si occupa di approcciare specificatamente i mercati esteri poiché saranno sempre più cruciali per questo settore. In Italia la lenta discesa dei consumi è un trend inevitabile, a parte la tenuta dei prodotti cosiddetti “salutistici”. Anche nel nostro Paese abbiamo comunque ampliato la rete commerciale già dall’autunno, coinvolgendo nuovi consulenti e agenti. Abbiamo avuto moltissime richieste per la realizzazione di prodotti halal, ad esempio,un comparto in grande crescita, con una domanda caratterizzata da una capacità di spesa molto importante: pensiamo solo agli Emirati Arabi Uniti. Per quanto riguarda i canali di vendita, invece, ci rivolgiamo per il 40% alla distribuzione moderna e per il restante 60% a grossisti e a diversi salumifici che desiderano ampliare la propria gamma».

 

Alimentari Radice Srl

Via Privata Giulio Natta 24 — 20823 Lentate sul Seveso (MB)

Telefono: 0362 57721

E-mail:    info@alimentariradice.com

Web:    www.alimentariradice.com

 

 

VPE, la new company di Veronafiere e Fiere di Parma

Si chiama VPE (Verona Parma Exhibition) la nuova società creata da Veronafiere e da Fiere di Parma che insieme rappresentano il primo organizzatore diretto di rassegne dedicate al settore agricolo e agroalimentare in Italia e si classificano ai vertici in Europa nel segmento. Le due Spa sono il secondo polo fieristico nazionale sia per fatturato consolidato nel 2016 con 127 milioni di euro (88 Verona, 39 Parma), sia per superficie lorda coperta con 283.000 m2 complessivi (153 Verona, 130 Parma). Verona e Parma nel 2016 hanno organizzato complessivamente 91 tra fiere ed eventi in Italia e all estero (67 Verona, 24 Parma) per 1,8 milioni di visitatori (1,3 Verona, e 0,5 Parma) e 21.350 espositori (14.000 Verona e 7.350 Parma). E sono due piattaforme internazionali per l’export agroalimentare del Paese, con brand riconosciuti nel comparto food & wine quali: Vinitaly, Sol & Agrifood, Enolitech, OperaWine, Vinitaly International Academy (Veronafiere) e Cibus, Cibus Tec, Cibus Connect e Cibus Market Check (Fiere di Parma). L’agroalimentare è un comparto trainante dell’economia italiana e nel 2017, secondo i dati di Nomisma Agrifood Monitor, supererà i 40 miliardi di euro di export con una crescita di oltre il 6% sul 2016, per un valore complessivo di 130 miliardi di euro, dalla produzione agricola alla ristorazione. La new company, con quote paritetiche tra Verona e Parma, è stata presentata lo scorso dicembre alla presenza del sindaco di Verona, Federico Sboarina, dei presidenti e dei Ceo delle Spa di Verona e Parma, rispettivamente, Maurizio Danese, Gian Domenico Auricchio, Giovanni Mantovani, Antonio Cellie, e del presidente di Agenzia ICE, Michele Scannavini. Primo passo della società è l’organizzazione di una nuova rassegna, WI.BEV-International Wine & Beverage Technologies Event, dedicata al settore delle tecnologie per il wine & beverage (www.wibev.com) che guarda all’Italia con la sua eccellenza manifatturiera nel comparto, ma anche a importanti aree geo-economiche in forte sviluppo — Asia e Africa —, oltre che ai mercati di consolidata tradizione come il Nord America (fonte: Veronafiere).

 

L’IVSI negli Usa per il progetto Enjoy European Quality

L’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (IVSI) partecipa ad Enjoy European Quality (www.enjoyeuropeanquality.eu), progetto triennale cofinanziato dalla Comunità europea che ha lo scopo di aumentare la notorietà e la riconoscibilità dei prodotti europei nel settore food & wine negli USA. E lo fa con due compagni di eccezione che con i salumi “vanno a nozze”: i vini, rappresentati dal Consorzio di Tutela dell’Asti Docg, e i formaggi, con il Consorzio tutela Provolone Valpadana Dop. Enjoy European Quality si articola in diversi momenti: workshop, incontri B2B per le aziende, attività di social media marketing, eventi promozionali in ristoranti selezionati, eventi, promozioni nei punti vendita nelle città che rappresentano i maggiori mercati statunitensi come Miami, New York, Chicago, Los Angeles, San Francisco, oltre ad altre città selezionate in Ohio e Michigan. Per i salumi italiani quello degli Stati uniti è un mercato molto importante: gli USA sono infatti il primo Paese di destinazione extra-UE seguito da Svizzera e Giappone. Nel corso del 2016 le esportazioni di salumi italiani verso gli Stati Uniti hanno raggiunto le 8.308 tonnellate per un valore di 100,7 milioni di euro. Ma quali salumi italiani preferiscono gli Americani? Il prosciutto crudo stagionato, in primis (83%); seguono prosciutto cotto (7%), mortadella e würstel (6%) e salami stagionati (2%). L’esistenza di barriere di tipo sanitario ha a lungo penalizzato la possibilità di esportare l’intera gamma di salumi italiani, determinando un’elevata concentrazione delle nostre esportazioni sui prosciutti crudi stagionati. Una situazione questa che sta cambiando, perché a partire dal 2016 si è potuto procedere con le spedizioni di prodotti a breve stagionatura autorizzate a seguito del riconoscimento da parte delle autorità americane dell’indennità della macroregione del Nord Italia dalla Malattia Vescicolare del suino (fonte: Istituto Valorizzazione Salumi Italiani).

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